La crescita nell’Eurozona nel 4° trimestre 2015: flop Italia, top Irlanda

icon calendar icon person
La crescita nell'Eurozona nel 4° trimestre 2015: flop Italia, top Irlanda

La crescita del PIL media dell’Eurozona è stata in media dello 0,3% nell’ultimo trimestre 2015. Irlanda al top (in attesa di dati definitivi), Italia tra i fanalini di coda.

La nuova infografica di Forexinfo.it mostra l’andamento della crescita economica nella zona Euro durante l’ultimo trimestre 2015.
La media si è attestata allo 0,3%, oltre la quale si trovano 10 Paesi membri.

L’Irlanda è la regina d’Europa al momento, in attesa della proiezione dell’ultimo trimestre che dovrebbe confermare il buon andamento del trimestre precedente.
L’Italia, infine, continua a crescere pochissimo, nonostante i proclami del governo Renzi.

Sale anche il PIL della Spagna, anche se i dati odierni hanno mostrato una contrazione annuale dello 0,6% rispetto al dato precedente della produzione industriale. Crescita uguale per i Paesi del nord: Germania, Olanda, Belgio e Francia hanno registrato lo stesso aumento del PIL pari allo 0,3%.

Nell’ultimo report pubblicato, l’Ocse vede segni di stabilizzazione in Francia mentre stima un rallentamento per l’economia tedesca (anche se la produzione industriale di gennaio è salita in maniera robusta). Il Belgio invece sarebbe nel mirino della Commissione Europea e, insieme ad altri Paesi tra cui l’Italia, dovrebbe ricevere una lettera di richiamo sui conti pubblici.

Fanalini di coda sono l’Italia, l’Austria, la Finlandia, il Portogallo e la Grecia.
Peggiore in assoluto la Lettonia che addirittura segna un -0,3%, indicando così una fase recessiva nell’ultimo trimestre.

La Grecia dovrebbe proseguire anch’essa la recessione economica post-salvataggio, nonostante le ultime proiezioni della Commissione UE vedano l’economia ellenica in crescita (timida) per il prossimo anno.

Il Paese guidato da Tsipras dovrà anche fronteggiare la crisi dei migranti, sulla quale sono in corso trattative tra alcuni Stati membri dell’Unione e la Turchia.

Il Portogallo sta invece respirando aria anti-austerity dopo la recente vittoria di Antonio Costa, avverso alle politiche restrittive di bilancio europee e subito messo sotto la lente dalla Troika.

La Finlandia sta conoscendo una crisi senza precedenti dopo il fallimento della Nokia, il crollo dell’industria della carta e le difficoltà della Russia. Il Paese del nord, una volta considerato la perla d’Europa, sta invece cercando di arginare turbolenze economiche in parte generate dall’introduzione dell’Euro.

L’Austria anche è nel mirino della Commissione, la quale presto dovrebbe inviare una lettera di richiamo sul debito pubblico. L’Italia infine, continua a crescere pochissimo, nonostante i proclami del governo attuale. Fitch ha tagliato le stime sulla crescita del PIL 2016 dell’Italia, passandole all’1% dal precedente 1,3%.

L’Eurogruppo ha ammonito il governo di non deviare dai target di medio periodo, avvertendo significative modifiche del deficit da novembre che rischiano di far salire troppo il debito pubblico.

Inoltre, l’Italia è uno degli Stati coinvolti nella risoluzione della questione migranti sulla quale al momento non sembrano esserci spiragli d’accordo con Turchia e partner europei (il rischio è una sospenzione del Trattato di Schengen). Dunque, sono in arrivo nuove sfide per il governo di Matteo Renzi.

Segui Money.it su Facebook

Iscriviti alla newsletter

Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del Dlgs 196/03.

Inserisci questa INFOGRAFICA nel tuo sito

Copia il codice qui sotto e incollalo sul tuo sito o sul tuo blog.

Chiudi [X]