Pensioni: i nuovi requisiti per il 2019

A causa dell’adeguamento con le aspettative di vita Istat, dal 1° gennaio 2019 cambieranno i requisiti per la pensione. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Pensioni: i nuovi requisiti per il 2019

Che l’argomento pensioni catturi sempre l’attenzione di tutti questo è un dato certo, perché sappiamo bene come i numerosi cambiamenti in questa materia possono incidere sulla vita presente delle persone e soprattutto condizionare, e non poco, quella futura.

Non è un caso infatti che non sia solo al centro di discussioni familiari ma che lo sia anche e soprattutto nel dibattito politico, che venga affrontato nei palchi delle campagne elettorali, che venga continuamente calendarizzato per studiarne le modifiche, che diventi motivo di vittorie o di sconfitte nelle urne e di delusioni, proteste e lacrime tra i cittadini e a volte anche tra i ministri.

Quindi sapendo che la materia è in continua evoluzione e le leggi che modificano i requisiti variano molto spesso, è necessario ciclicamente fare il punto per avere sempre chiara la situazione.

Intanto l’Istat, rilevando l’aumento dell’aspettativa di vita in Italia di 5 mesi, dato legato alla Legge Fornero del 2011, ha cambiato in automatico i requisiti dei cittadini dal 1° gennaio 2019 spostando di tre mesi l’età richiesta.

Nell’infografica vengono in breve riassunti in 7 step le “tipologie pensionistiche” in Italia con le modifiche accertate che entreranno in vigore il prossimo anno e il calcolo tra l’età e i contributi necessari per ottenerla; sono esclusi da questi dati i nuovi provvedimenti annunciati dal governo che, per ora, sono solo sulla carta e che devono essere ancora dibattuti ed approvati.

In cima la pensione che si ottiene oltre i 70 anni di età è quella chiamata pensione di vecchiaia contributiva si raggiungere a 71 anni e 3 mesi di età e con 5 anni di contributi versati, a scalare la pensione di vecchiaia 67 anni e 3 mesi con 20 anni di contributi, quella anticipata contributiva con 64 anni e 3 mesi di età e 20 anni di contributi versati, poi c’è il famoso Ape Volontario, il prestito anticipato pensionistico che viene poi ripagato con le trattenute sul futuro assegno pensionistico, con 63 anni e 3 mesi di età.

Poi ci sono le tre tipologie di pensione anticipata dei lavoratori che hanno versato 43 anni e 3 mesi per gli uomini e 42 anni 3 mesi per le donne ed infine la pensione anticipata per i lavoratori precoci con 41 anni e 5 mesi di contributi versati.

Non resta che munirsi di calcolatrice e calendario e, a seconda dell’età, fare qualche calcolo in più e cercare di ipotizzare la data del raggiungimento del proprio assegno pensionistico che, con questo ulteriore adeguamento del 2019, sembra allontanarsi sempre di più.

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