Election day 2020, per cosa si vota? La guida completa

Si voterà il 20 e 21 settembre 2020 per l’election day, dove saranno accorpate le elezioni regionali, il primo turno delle amministrative e il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari.

Election day 2020, per cosa si vota? La guida completa

Inizia il countdown per l’election day di domenica 20 e lunedì 21 settembre 2020, dove saranno accorpate in una unica tornata le elezioni regionali, il primo turno delle amministrative, le elezioni suppletive e il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari.

Dopo il via libera del Parlamento, in pieno agosto è stata la Consulta a ufficializzare l’accorpamento dopo che erano stati presentati quattro ricorsi contro l’election day.

Nello specifico, nel giorno 12 agosto, la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibili i conflitti di attribuzione avanzati da Comitato referendario per il no, Regione Basilicata, +Europa e Gregorio De Falco, senatore del Gruppo Misto.

L’election day si è reso necessario a causa dell’emergenza coronavirus, che prima ha fatto slittare le varie consultazioni previste inizialmente per la primavera e poi ha reso necessario l’accorpamento per non recare ulteriori problematiche.

Gli italiani saranno così chiamati a esprimersi sul confermare o meno l’approvazione della riforma del taglio dei parlamentari, che prevede una sforbiciata di 115 senatori e 230 deputati.

Si voterà poi per le elezioni regionali in sette Regioni mentre per le amministrative saranno oltre 1.100 i Comuni chiamati a eleggere i nuovi sindaci, tra cui città come Venezia, Reggio Calabria, Arezzo, Trento e Bolzano.

Election day 2020: la data

Il coronavirus tra le innumerevoli problematiche causate, ha provocato anche uno slittamento di tutti gli appuntamenti alle urne che erano previsti, secondo l’iniziale calendario, durante la primavera.

Il governo così ha preso due decisioni per fronteggiare questa situazione. La prima è stata quella di accorpare tutti i voti in un election day, mentre la seconda è stata il ritorno dell’apertura dei seggi anche al lunedì.

Una scelta questa del doppio giorno dettata dalla necessità di evitare assembramenti ai seggi, con la possibilità di votare anche il lunedì mattina che dovrebbe diluire maggiormente l’afflusso alle urne.

Non è stato facile però trovare un accordo sulla data. l’ISS ha consigliato il governo di votare quando ancora c’è il caldo e di evitare l’autunno, quando potrebbe verificarsi una seconda ondata del coronavirus.

Molto battaglieri sono stati i governatori uscenti che hanno chiesto di votare a luglio, ipotesi subito bocciata, o in alternativa la prima domenica di settembre. Il centrodestra invece ha proposto l’ultima domenica di settembre per non dover fare campagna elettorale in agosto.

Il comitato referendario ha poi protestato per l’accorpamento del referendum con le regionali e le amministrative, ma sarebbe stato assai complicato scandagliare il calendario delle elezioni anche per la questione scuole.

Alla fine salvo colpi di scena l’election day 2020 ci sarà il 20 e 21 settembre, per una sorta di compromesso tra le richieste dei governatori, quelle del centrodestra e le raccomandazioni dell’ISS.

I seggi nella giornata di domenica resteranno aperti dalle ore 07.00 alle ore 23.00, mentre nella giornata di lunedì dalle ore 07.00 fino alle ore 15.00.

Per lo scrutinio si darà precedenza a quello per le suppletive, procedendo poi con quello del referendum e successivamente a quello per le regionali. Alle ore 09.00 del martedì prenderà invece il via lo spoglio relativo al primo turno delle amministrative.

Per cosa si vota?

In questo election day gli italiani saranno chiamati a esprimersi sul referendum confermativo sulla riforma del taglio dei parlamentari, misura fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle e approvata in maniera definitiva dal Parlamento lo scorso autunno.

La richiesta del referendum è arrivata da 71 senatori, quasi tutti del centrodestra, che hanno firmato per chiedere il parere dei cittadini a questa riforma che prevede, a partire dalla prossima legislatura, la diminuzione di 115 senatori e 230 deputati.

Questo è il quesito referendario.

Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Modifiche degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n. 240 del 12 ottobre 2019?

Per quanto riguarda le elezioni regionali, saranno sette le Regioni al voto per rinnovare i propri Consigli: Toscana, Veneto, Campania, Liguria, Puglia, Valle d’Aosta e Marche.

Si tratta di un voto a turno unico in tutte le Regioni tranne che in Toscana, dove se nessuno dei candidati in lizza dovesse ottenere almeno il 40% dei voti, allora si procederà a un ballottaggio tra i due più votati in data 4 ottobre.

Il prossimo 20 e 21 settembre in oltre 1.000 Comuni si voterà anche per il primo turno delle elezioni amministrative, con le città con più di 15.000 abitanti che potrebbero ricorrere al ballottaggio, sempre il 4 ottobre, nel caso in cui nessuno dei candidati dovesse ottenere la maggioranza assoluta.

Questo è l’elenco dei diciannove comuni capoluogo che saranno interessati da questa tornata elettorale delle amministrative 2020.

Si voterà infine anche per le elezioni suppletive, dove si dovranno eleggere i nuovi parlamentari nei seggi uninominali vacanti del Senato nel collegio Sardegna - 03 e Veneto - 09,

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