Referendum taglio parlamentari ci sarà: quando si vota

La Corte di Cassazione ha dato l’ok al referendum per il taglio dei parlamentari proposto da 71 senatori. In primavera si andrà a votare.

Referendum taglio parlamentari ci sarà: quando si vota

Si farà il referendum per il taglio dei parlamentari. La Corte di Cassazione ha approvato la richiesta e non resta che stabilire la data in cui si andrà alle urne. L’Ufficio centrale per il referendum ha dichiarato che il quesito è conforme all’articolo 138 della Costituzione.

Finisce così la lunga trafila sul referendum del taglio dei parlamentari: il quesito è stato presentato da 71 senatori, dopo che in un primo momento erano venute a mancare le firme necessarie.

Con il referendum i cittadini italiani voteranno circa la riforma costituzionale che prevede il taglio di 345 poltrone complessive in Parlamento, di cui 115 in Senato e 230 alla Camera. Ecco la nuova composizione di Camera e Senato.

Adesso è grande attesa per la data in cui si andrà a votare, che dovrà essere fissata in una domenica tra marzo e maggio 2020.

Referendum taglio dei parlamentari si farà: quando si vota?

Ieri 23 gennaio 2020 la Cassazione ha approvato il quesito referendario sulla legge che ha introdotto il taglio dei parlamentari. La notizia è contenuta nella nota pubblicata dall’Ufficio centrale per il referendum della Cassazione, dove si legge che

“La richiesta di referendum sul testo di legge costituzionale recante ‘modifica degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari’, sorretta dalla firma di 71 Senatori, è conforme all’art. 138 Cost. ed ha accertato la legittimità del quesito referendario dalla stessa proposto”.

Nessun ostacolo, quindi, alla votazione popolare che confermerà oppure no la riforma fortemente voluta dal Movimento 5 stelle e che va avanti dalla scorsa esperienza di Governo.

Quando si andrà a votare? Adesso la palla passa al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che dovrà stabilire una data entro 60 giorni dalla decisione della Cassazione: per legge il referendum dovrà avvenire in una domenica compresa tra il 50esimo e il 70esimo giorno successivo all’emanazione del decreto di indizione, quindi verosimilmente si andrà alle urne in tarda primavera.

Taglio dei parlamentari, cosa si vota?

I cittadini saranno chiamati ad esprimere con un “sì”o con un “no” il loro consenso alla riforma costituzionale sul taglio dei parlamentari, che ha modificato in maniera sostanziale l’assetto del Parlamento stabilito dagli articoli 56, 57 e 59 della Carta costituzionale.

La legge ormai approvata ha eliminato 345 poltrone totale in Parlamento, che adesso risulta composto da 200 senatori e 400 deputati, con un risparmio stimato di 100 milioni di euro all’anno.

Se i cittadini italiani dovessero esprimere un voto contrario alla riforma si tornerà alla situazione ex ante, ovvero 945 parlamentari totali, 630 deputati e 315 senatori.

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1 commento

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indignato • 2 settimane fa

Non sò se andrò mai più a votare, dopo tutti questi voltagabbana, figurarsi se lo farò in un referendum, sarebbe ora che iniziassero a pensare seriamente a fare qualcosa di importante per il paese , invece di pensare al loro portafoglio , qui il paese sta andando a fondo e come sempre nessuno pagherà... mi vergogno di essere un Italiano , anche se è vero che ognuno ha ciò che si merita

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