Elezioni regionali 2020, la guida: data, candidati e sondaggi

Elezioni regionali 2020: ecco dove si voterà, cosa dicono i sondaggi e la data di queste votazioni slittate a causa dell’emergenza coronavirus.

Elezioni regionali 2020, la guida: data, candidati e sondaggi

Elezioni regionali 2020: chiusi i seggi in Calabria (vittoria centrodestra) ed Emilia Romagna (vittoria centrosinistra), le restanti sette Regioni saranno chiamate alle urne il prossimo 20 e 21 settembre dopo lo slittamento dovuto all’emergenza coronavirus.

In totale sono nove le Regioni chiamate al voto in questo 2020: Emilia Romagna e Calabria, dove si è già votato il 26 gennaio, poi Veneto, Campania, Toscana, Liguria, Marche, Puglia e Valle d’Aosta dove si voterà a metà settembre.

Si tratterà di una sorta di election day, visto che le regionali stando al decreto Elezioni appena approvato saranno accorpate al primo turno delle amministrative e al referendum sul taglio dei parlamentari.

I sondaggi che già sono stati effettuati nelle scorse settimane, andrebbero a evidenziare nelle Regioni interessate la netta crescita del centrodestra che sogna di strappare al centrosinistra altri Consigli dopo il filotto del 2019, anche se molto dipenderà da una possibile alleanza tra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico.

Elezioni regionali 2020: quando e dove si vota

In Veneto, Campania, Liguria, Toscana, Puglia e Marche, nel 2015 si è votato il 31 maggio insieme al primo turno delle amministrative. L’accorpamento è stato confermato anche nel 2020 insieme a quello con il referendum sul taglio dei parlamentari.

Il decreto stabilisce - si legge nel comunicato ufficiale del governo in piena emergenza coronvirus - che gli organi elettivi regionali a statuto ordinario il cui rinnovo è previsto entro il 2 agosto 2020 durino in carica 5 anni e 3 mesi e che le elezioni si svolgano nei 60 giorni successivi a tale termine o nella domenica compresa nei sei giorni ulteriori”.

Visto che molti Consigli stanno per scadere, diversi governatori avevano chiesto al governo di votare il 26 luglio. Troppo presto per il CdM, con il governo che alla fine ha optato per il 20 e 21 settembre.

A seguito delle dimissioni dell’ex presidente Antonio Fosson, anche in Valle d’Aosta si tornerà alle urne sempre durante l’ection day dopo che inizialmente erano state fissate al 19 aprile.

Ecco il calendario delle elezioni regionali 2020 in Italia dove, cliccando su ciascuna regione, si può accedere alla specifica guida al voto con tutte le info sulla legge elettorale, i candidati e i sondaggi.

Ricordiamo che alle elezioni regionali a differenza delle amministrative non è previsto alcun ballottaggio, tranne che in Toscana dove se nessuno raggiunge il 40% si va al testa a testa, con il candidato che prende anche un solo voto in più dei suoi avversari che viene poi eletto governatore.

Risultati e sondaggi

I risultati delle elezioni regionali che già si sono svolte e l’analisi dei candidati e dei sondaggi nelle sei regioni che, a primavera, saranno chiamati al voto per eleggere il prossimo presidente.

Emilia Romagna

In Emilia Romagna si è votato domenica 26 gennaio, con il governatore uscente di centrosinistra Stefano Bonaccini che è riuscito a respingere l’assalto di Lucia Borgonzoni superando in maniera netta la candidata del centrodestra.

  • Stefano Battaglia (Movimento 3V) - 0,47%
  • Simone Benini ( Movimento 5 Stelle) - 3,48%
  • Laura Bergamini (Partito Comunista) - 0,44%
  • Stefano Bonaccini (Partito Democratico, Europa Verde, +Europa, Volt, Emilia Romagna Coraggiosa, Bonaccini Presidente) - 51,42%
  • Lucia Borgonzoni (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Cambiamo-Il Popolo della Famiglia, Borgonzoni Presidente, Giovani per l’Ambiente) - 43,63%
  • Marta Collot (Potere al Popolo) - 0,30%
  • Stefano Lugli (L’Altra Emilia Romagna) - 0,26%

Male il Movimento 5 Stelle che comunque è riuscito a eleggere due consigliere regionali, mentre Battaglia del Movimento 3V (Vaccini Vogliamo Verità) è finito davanti ai tre candidati di sinistra.

Calabria

In Calabria si è votato domenica 26 gennaio, con la candidata del centrodestra Jole Santelli che come da previsione ha vinto con un ampio margine di distacco rispetto ai suoi avversari.

  • Francesco Aiello (Movimento 5 Stelle, Calabria Civica) - 7,35%
  • Filippo Callipo (Partito Democratico, Democratici e Progressisti, Io Resto in Calabria) - 30,14%
  • Jole Santelli (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Unione di Centro, Santelli Presidente, Casa delle Libertà) - 55,29%
  • Caro Tansi (Tesoro Calabria, Calabria Libera, Calabria Pulita) - 7,22%

Buono il risultato del civico di sinistra Carlo Tansi, mentre è un’autentica disfatta per il Movimento 5 Stelle che dopo aver dominato le scorse politiche ed europee in Calabria adesso non è riuscito a superare la soglia di sbarramento dell’8%.

Toscana

Anche in Toscana il Partito Democratico dovrà difendersi dall’assalto del centrodestra: il Partito Democratico ha deciso così di giocare d’anticipo candidando Eugenio Giani, attuale presidente del Consiglio Regionale dato in vantaggio nei sondaggi.

Nel centrodestra la scelta è ricaduta sulla leghista Susanna Ceccardi, mentre nel Movimento 5 Stelle tramite le regionarie è stata incoronata l’attuale consigliere regionale Irene Galletti.

L’ultimo sondaggio in merito alle elezioni in Toscana è stato realizzato, per Porta a Porta, dall’istituto Noto e vedrebbe in testa Giani anche se il margine di vantaggio sulla Ceccardi non appare incolmabile.

Marche

Non ci sarà nuova candidatura per il governatore di centrosinistra Luca Ceriscioli: escluso comunque un patto con i 5 Stelle, il PD ha indicato il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi che ha ottenuto il disco verde anche da parte degli alleati.

Nel centrodestra, la scelta è spettata a Fratelli d’Italia che ha deciso di puntare sul deputato Francesco Acquaroli mentre per il Movimento 5 Stelle il candidato, salvo un’intesa in extremis con il centrosinistra, sarà Gian Mario Mercorelli.

Come si può vedere, Acquaroli sarebbe in netto vantaggio rispetto a Mangialardi, con la situazione che però si potrebbe capovolgere nel caso di un simposio tra centrosinistra e Movimento 5 Stelle.

Veneto

Tra tutte le regioni chiamate al voto nel 2020 il Veneto è senza dubbio dove l’esito appare più scontato, con Luca Zaia che non dovrebbe avere problemi a essere riconfermato presidente.

Il Movimento 5 Stelle attraverso le consuete regionarie ha scelto di puntare su Enrico Cappelletti, mentre per il centrosinistra il candidato sarà il vicesindaco di Padova Arturo Lorenzoni con Italia Viva che invece sosterrà Daniela Sbrollini.

Battere Luca Zaia, guardando il sondaggio di fine giugno, sarebbe comunque una impresa molto ardua anche si ci fosse stata una alleanza M5S-centrosinistra, con queste elezioni che sembrerebbero avere un destino già segnato.

Campania

Vincenzo De Luca dopo il boom di popolarità coinciso con l’emergenza coronavirus ha ottenuto una nuova candidatura, facendo così tramontare l’idea di una alleanza con il Movimento 5 Stelle con Sergio Costa candidato: a questo punto i pentastellati hanno scelto di puntare su Valeria Ciarambino.

Ha preso la sua decisione Forza Italia a cui spettava il compito di esprimere il candidato governatore della regione: Silvio Berlusconi ha ufficializzato l’ex governatore Stefano Caldoro, vincendo le perplessità della Lega.

Stando al sondaggio del 25 giugno dell’istituto Noto, De Luca sarebbe nettamente in testa rispetto a Caldoro, andando così a ribaltare una situazione che fino a qualche mese fa veniva descritta come esattamente all’opposto.

Liguria

Anche se in teoria il Movimento 5 Stelle ha ufficializzato Alice Salvatore come candidato, dopo il voto di Rousseau che ha acconsentito a una trattativa con il PD si fa il nome del giornalista Ferruccio Sansa come candidato giallorosso.

Una corsa separata di fatto spianerebbe la strada a una riconferma di Giovanni Toti, anche se Forza Italia non sarebbe entusiasta dell’appoggio al governatore dopo la sua scissione con la nascita di Cambiamo!.

Per il sondaggio realizzato dall’istituto Noto, Giovanni Toti sarebbe nettamente in testa nelle intenzioni di voto, con il vanataggio che però diminuirebbe in caso di un candidato unitario giallorosso.

Puglia

Michele Emiliano sarà di nuovo in campo dopo aver vinto le primarie di coalizione. Impossibile una alleanza con i 5 Stelle, che tramite le regionarie hanno scelto di puntare nuovamente su Antonella Laricchia, con Ivan Scalfarotto che invece sarà il candidato di Italia Viva, +Europa e Azione.

Il centrodestra intanto ha scelto di candidare Raffaele Fitto, già governatore dal 2000 al 2005, che nell’ultimo periodo ha aderito a Fratelli d’Italia dopo aver abbandonato Forza Italia e fondato la sua Direzione Italia.

Stando sempre al sondaggio di Noto del 25 giugno, più che la mancata intesa con Italia Viva per Michele Emiliano potrebbe essere decisiva la corsa separata del Movimento 5 Stelle, visto l’11% attribuito da Noto ad Antonella Laricchia.

Valle d’Aosta

A seguito di un’inchiesta sulla ’ndrangheta, lo scorso dicembre il presidente Antonio Fosson si è dimesso dalla carica. Adesso è arrivato lo scioglimento ufficiale dell’Assemblea valdostana, rendendo necessario delle nuove elezioni.

Al momento le indiscrezioni parlano di una Lega che potrebbe andare per conto proprio, mentre il PD ha scelto di siglare un patto con Rete Civica, ma grande attenzione bisogna dare come sempre alle scelte dei partiti tradizionali del territorio Union Valdôtaine e Union Valdôtaine Progressiste

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