Chi è Anna Falcone? Biografia e pensiero politico della possibile nuova leader della sinistra

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Chi è Anna Falcone? Biografia e pensiero politico della possibile nuova leader della sinistra

Chi è Anna Falcone ? Biografia e pensiero politico della pasionaria indicata come possibile nuova guida alle prossime elezioni della sinistra alternativa al PD.

Chi è Anna Falcone ? Biografia e pensiero politico della pasionaria indicata come possibile nuova guida alle prossime elezioni della coalizione di sinistra alternativa al Partito Democratico.

Negli ultimi tempi c’è un nome che circola sempre con più insistenza nel frammentato mondo della sinistra italiana: Anna Falcone. In un momento dove ogni forza politica sta cercando di organizzarsi in vista delle prossime elezioni politiche, la figura della giovane avvocatessa sembrerebbe essere pronta a spiccare il definitivo volo.

Dopo il successo della battaglia per il No al Referendum del 4 dicembre, Anna Falcone assieme a Tomaso Montanari è ora pronta alla sfida delle elezioni politiche anche in solitaria dopo la rottura anche con gli scissionisti del Movimento Democratico e Progressista.

Cerchiamo allora di scoprire meglio chi è Anna Falcone, la sua biografia e il motivo per cui il suo pensiero politico l’ha portata a essere quella che da molti in questo momento definiscono la grande speranza della sinistra italiana.

Chi è Anna Falcone? Biografia e pensiero politico

Per capire al meglio chi è Anna Falcone si può dire che in pratica la giovane passionaria abbia la politica non solo nel sangue, ma anche nel dna. Entrambi i genitori infatti hanno avuto una lunga militanza politica.

La madre oltre che insegnante è stata consigliere comunale a Cosenza, mentre il padre è stato sindaco socialista di Grimaldi, un piccolo centro di poco meno di 2.000 anime della provincia cosentina.

Nata proprio a Cosenza nel 1971, la giovane Anna quindi è cresciuta sotto l’ombra di un garofano socialista duro e puro, che andava contro la politica messa in opera da Bettino Craxi.

Da sempre quindi appassionata di politica, anche dopo gli studi di Giurisprudenza brillantemente compiuti a Roma e il tirocinio come avvocato svolto sempre nella capitale, la Falcone milita nel Partito Socialista, di cui ricopre anche l’incarico di responsabile nazionale delle Pari Opportunità, fino al 2009.

Oltre a un dottorato all’università di Lecce e a una specializzazione nel campo costituzionale, Anna Falcone intraprende una serie battaglie come quella “Io voto libero” in occasione delle elezioni regionali in Calabria.

Nel 2013 poi c’è il tentativo del grande salto, con la candidatura alle elezioni politiche tra le fila di quella Rivoluzione Civile capitanata da Antonio Ingroia che però farà registrare un grande flop alle urne, non riuscendo a eleggere nessun candidato.

Ma lo spirito battagliero del giovane avvocato non si ferma di fronte alla debacle elettorale di Rivoluzione Civile. Quando il governo Renzi partorì l’Italicum come nuovo sistema elettorale, ecco che Anna tornò subito sulle barricate.

La Falcone infatti venne nominata vice presidente del Comitato per il No per il Referendum del 4 dicembre, che vedrà la riforma costituzionale voluta da Renzi essere respinta in maniera netta dagli italiani.

Nonostante fosse all’epoca all’ottavo mese di gravidanza, Anna Falcone si fece notare a livello nazionale per la sua passione ma anche per la grande capacità dialettica e competenza in materia.

Ora che la nuova sfida si chiama elezioni politiche ecco tornare in voga la figura della Falcone, che con una serie di incontri e iniziative sta cercando di riunire tutte le anime della divisa sinistra italiana ma la strada al momento sembrerebbe essere impraticabile.

“Quelli del Brancaccio”

La politica moderna è molto diversa da quella di qualche anno fa. Più che nelle sedi di partito, nelle piazze e nei salotti, adesso la partita si gioca soprattutto sui social network e nei grandi mezzi di comunicazione.

Ecco che quindi la capacità per un politico di essere un abile comunicatore e di avere un grande appeal è diventata ormai essenziale, con Anna Falcone che a riguardo risponde a tutti questi requisiti.

Oltre alla preparazione sui temi costituzionali e una profonda conoscenza dell’ars politica, la Falcone è anche una bella donna dotata di grande impatto televisivo. Il suo modo di parlare poi preciso, competente e passionale ma mai sopra le righe, la rende perfetta per la politica moderna.

Preso atto che il Partito Democratico di Matteo Renzi non ha intenzione di mettere in campo una coalizione ampia, Anna Falcone assieme a Tomaso Montanari ha lanciato un appello per costruire una sinistra unita.

Domenica 18 giugno a Roma quindi si è svolto un evento proposto da Anna Falcone e Tomaso Montanari per una sinistra di nuovo unita. In un teatro Brancaccio gremito in ogni ordine di posto, si è avuta un po’ più di chiarezza su chi potrebbe essere della partita.

Giuliano Pisapia infatti ha preferito non prendere parte all’evento. Una decisione questa che è stata una sorta di antipasto della scelta, fatta alcuni mesi dopo, di accettare alla fine la corte del PD di Renzi.

Presenti invece Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana e alcuni esponenti del Movimento Democratici e Progressisti, tra cui anche un Massimo D’Alema seduto con interesse in prima fila.

Dopo l’evento del teatro Brancaccio, i vari movimenti si sono riuniti sotto le spoglie di Coalizione Civica, che potrebbe essere anche il nome di un soggetto politico da presentare alle prossime elezioni.

L’appuntamento successivo è stato il 30 settembre, quando i militanti di Coalizione Civica si sono dati appuntamento in 100 piazze italiane, per discutere del futuro programma elettorale che sarà poi stilato in una successiva Assemblea nazionale in programma il prossimo 18 novembre recentemente però annullata.

Con un duro comunicato infatti “quelli del Brancaccio” hanno condannato il flirt del resto della sinistra, Rifondazione unica esclusa, con il Partito Democratico accusandoli, a prescindere di come andranno le trattative con Renzi, di pensare soltanto alle poltrone.

Le elezioni

Con l’approvazione del Rosatellum-bis come legge elettorale, per Anna Falcone e Tomaso Montanari non sembrerebbero esserci molte alternative. Tutti i partiti e i movimenti di sinistra dovranno far fronte comune in un’unica lista, altrimenti divisi superare il 3% della soglia di sbarramento potrebbe essere un’impresa non alla portata.

Con la decisione di Giuliano Pisapia di aderire alla coalizione di centrosinistra che il Partito Democratico sta cercando di allestire, adesso sembrerebbe essere Pietro Grasso il probabile leader del listone di sinistra.

Una figura quella dell’attuale Presidente del Senato sulla quale la Falcone non ha particolari veti, prima però si deve dare precedenza a un eventuale programma condiviso per dare vita a un’alleanza.

La svolta per tutta l’area però è arrivata il 7 novembre, quando il Movimento Democratico e Progressista ha approvato un documento programmatico dove ci si impegna a costruire una lista unitaria di sinistra. Il testo ora dovrà essere votato anche dagli altri possibili alleati Sinistra italiana, Possibile e appunto “quelli del Brancaccio”.

Quando l’intesa sembrava essere vicina ecco però la rottura da parte di Montanari e della Falcone con il resto della sinistra. Annullata anche l’Assemblea nazionale in programma in quanto sarebbero venuti meno i presupposti basilari per poter entrare a far parte della coalizione.

Resta da capire ora quale sarà il futuro politico di Anna Falcone. Andando da soli o al massimo insieme a Rifondazione il superamento della soglia di sbarramento del 3% è quasi un miraggio, ma un riavvicinamento con il resto della sinistra al momento appare molto lontano.

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