Elezioni regionali Liguria 2020, la guida: data, candidati e sondaggi

Urne aperte nel 2020 in Liguria per le elezioni regionali: la data ufficiale dopo lo slittamento dovuto al coronavirus, chi sono i candidati in corsa e cosa dicono i sondaggi in merito a questo voto che vedrà il governatore Toti ancora in campo.

Elezioni regionali Liguria 2020, la guida: data, candidati e sondaggi

Elezioni regionali Liguria 2020: urne aperte il 20 e 21 settembre, con il voto dopo l’approvazione del decreto Elezioni che è stato accorpato al primo turno delle amministrative e al referendum sul taglio dei parlamentari, per quello che sarà un vero e proprio election day.

Dopo una lunga trattativa, alla fine il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle hanno trovato l’intesa per un candidato comune, con Ferruccio Sansa che guiderà i giallorossi.

La scelta del giornalista dovrebbe però spingere Italia Viva, insieme a +Europa e Azione, ad andare per conto proprio come già è stato ufficializzato in Puglia e Veneto.

Guardando i sondaggi e i risultati delle ultime elezioni politiche ed europee, appare evidente come il governatore uscente di centrodestra Giovanni Toti sia comunque il grande favorito di queste regionali.

Elezioni regionali Liguria: la data

Le elezioni regionali 2020 in Italia non si terranno tutte in una sola data. Emilia Romagna e Calabria infatti, che in teoria dovevano votare nel 2019, sono andate alle urne domenica 26 gennaio.

In tutte le altre sette regioni interessate da questa tornata elettorale, Toscana, Veneto, Campania, Liguria, Puglia, Valle d’Aosta e Marche, il Viminale ha stabilito che si voterà domenica 20 e luned’ 21 settembre.

Il Consiglio dei Ministri visto lo slittamento dovuto al coronavirus, in precedenza aveva stabilito che “gli organi elettivi regionali a statuto ordinario il cui rinnovo è previsto entro il 2 agosto 2020 durino in carica 5 anni e 3 mesi e che le elezioni si svolgano nei 60 giorni successivi a tale termine o nella domenica compresa nei sei giorni ulteriori”.

Nonostante che diversi governatori abbiano spinto per votare a luglio, sfruttando così l’onda lunga del consenso ricevuto durante la quarantena, alla fine il Parlamento ha approvato il decreto Elezioni dove si optato per un election day.

Via libera quindi all’accorpamento con il referendum e il primo turno delle elezioni amministrative, con le urne in Liguria che si apriranno in sedici comuni.

La legge elettorale

Per le elezioni regionali in Liguria si vota con un sistema elettorale del 1995, modificata per volere della maggioranza di centrodestra lo scorso luglio introducendo diverse novità.

Si tratta di una legge elettorale a turno unico: viene eletto governatore il candidato che riesce a ottenere anche un solo voto in più rispetto ai suoi avversari.

I 30 seggi (più il presidente eletto) sono ripartiti per l’80% in base a un sistema proporzionale su liste provinciali, dove è possibile esprimere le preferenze in merito ai candidati consiglieri.

Il restante 20% dei seggi non vengono più assegnati tramite il listino regionale bloccato, ma in maniera variabile: come premio di maggioranza se il candidato vincitore ha ottenuto meno di 18 seggi, oppure ripartito tra le liste non collegate al caniddato vincitore se ha ottenuto più di 18 seggi.

Per poter accedere alla ripartizione dei seggi, una lista provinciale deve superare la soglia di sbarramento del 3% salvo non siano collegate a una lista regionale che è riuscita a ottenere il 5%.

Infine per un elettore è possibile esprimere un voto disgiunto, ovvero indicare un candidato governatore e poi volendo anche una lista che non lo appoggia.

I candidati

Giovanni Toti nel 2015 riuscì a ottenere una clamorosa vittoria in Liguria, superando la candidata del centrosinistra Raffaella Paita anche grazie alla corsa in solitario della sinistra che tolsero alla dem voti decisivi.

In vista del voto del 2020, il governatore ha ottenuto una nuova candidatura con la Lega che ha dato il suo via libera, mentre anche Forza Italia ha fatto cadere le proprie remore dopo che Berlusconi non ha preso molto bene la recente scissione di Toti.

Tra il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle è nata ufficialmente una trattativa dopo il disco verde su Rousseau, con il 57,7% dei consensi, a una alleanza elettorale in queste regionali.

Nelle scorse settimane i partiti e le liste del centrosinistra PD, Articolo Uno, Possibile, E’ Viva, Sinistra Italiana, Verdi, Centro Democratico, Linea Condivisa, Italia in Comune e Lista Crivello, hanno scelto di compattarsi intorno al nome di Ferruccio Sansa.

Il giornalista del Fatto Quotidiano è stato il profilo adatto per far convergere anche il Movimento 5 Stelle, che nel frattempo tramite le consuete regionarie aveva indicato come candidata Alice Salvatore che ha fatto il classico passo indietro.

Italia Viva insieme ad Alleanza Civica, +Europa, Partito Socialista Italiano e Partito del Valore Umano, ha deciso di puntare su Aristide Massardo come proprio candidato, andando per conto proprio così come avvenuto in Puglia e Veneto.

I sondaggi

Al momento i vari sondaggi realizzati per le elezioni regionali in Liguria vedrebbero Giovanni Toti in testa, anche se un patto tra PD e Movimento 5 Stelle potrebbe rimettere tutto in discussione.

27 luglio

L’ultimo sondaggio in ordine di tempo è quello realizzato dall’istituto Noto, per conto di Cambiamo il partito del governatore, realizzato tra il 13 e il 15 luglio ma diramato soltanto il 27.

  • Giovanni Toti - 57%
  • Ferruccio Sansa - 40%
  • Candidato Italia Viva - 2%
  • Altri - 1%

Stando all’indagine Giovanni Toti sarebbe in netto vantaggio nei confronti di Ferruccio Sansa, mentre il caniddato di Italia Viva e + Europa verrebbe indicato a un deludente 2%.

25 giugno

Sempre l’istituto Noto aveva realizzato un sondaggio anche a fine giugno, che andrebbe a indicare Giovanni Toti in testa nelle intenzioni di voto, con il vanataggio che però diminuirebbe in caso di un candidato unitario giallorosso.

23 marzo

Una indagine realizzata il 23 marzo dall’istituto SWG, per conto del comitato elettorale ddi Giovanni Toti, vedeva il governatore in testa in manier apiù netta rispetto all’ultimo sondaggio.

  • Centrodestra - 56,0%
  • Centrosinistra + M5S - 37,5%
  • Altri - 6,5%
  • Indecisi - 20,0%

Un sondaggio realizzato dall’istituto Piepoli per conto del Secolo XIX in data 27 febbraio, vedrebbe il centrodestra in vantaggio e vicino maggioranza assoluta anche se una alleanza tra centrosinistra e 5 Stelle non sarebbe troppo distante.

  • Centrodestra - 51%
  • Centrosinistra - 37%
  • Movimento 5 Stelle - 8%
  • Altri - 3%

Un sondaggio fatto tra il 13 e il 18 febbraio e commissionato ancora dal comitato elettorale del governatore vedrebbe Toti ben oltre il 50% a prescindere che a sfidarlo sia Sansa oppure Orlando, con la musica che non cambierebbe anche con una alleanza centrosinistra-M5S.

Del resto anche nelle ultime elezioni politiche ed europee la crescita del centrodestra in Regione è stata evidente, grazie soprattutto al balzo della Lega e al ridimensionamento di PD e del Movimento 5 Stelle.

Il possibile patto tra i due partiti di governo però potrebbe riaprire la partita, specie se se alla fine ci dovesse essere una fumata bianca in merito al nome di Ferruccio Sansa che potrebbe compattare i giallorossi.

Se invece il centrosinistra e i 5 Stelle dovessero correre separati, magari con la presenza anche di un terzo candidato renziano, il governatore Toti a quel punto avrebbe senza dubbio la strada spianata verso la rielezione.

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