Elezioni: perché si vota con la matita

Elezioni Europee 2019: per votare si utilizza la matita copiativa, un sistema sicuro per evitare che la propria preferenza venga manomessa. Ecco perché, dopo 70 anni di attività, si preferisce ancora la matita alla penna.

Elezioni: perché si vota con la matita

Anche nell’election day del 26 maggio, giorno delle elezioni europee e - in alcune città - delle amministrative 2019, si vota con la matita.

Il fatto che si voti con la matita in passato ha dato adito a teorie complottistiche, con gli stessi candidati che in alcuni casi hanno mosso polemiche contro il meccanismo di voto perché - secondo loro - potrebbe favorire i brogli elettorali.

A tal proposito alcuni di voi ricorderanno le polemiche scaturite il 4 dicembre 2016 per l’utilizzo delle matite nel referendum costituzionale; allora bastò un post pubblicato da Piero Pelù in merito alla presunta cancellabilità del segno lasciato dalle matite per far gridare al complotto. In poche ore centinaia testimonianze di persone riguardo alla cancellabilità del voto invasero Facebook, tant’è che il Viminale dovette intervenire per fare chiarezza sul perché nelle elezioni si utilizzano le matite e non le penne.

C’è un motivo ben preciso, infatti, per cui in qualsiasi elezione - anche alle europee e alle amministrative, oltre che alle politiche e al referendum - si vota a matita ed è proprio per evitare che le operazioni di voto vengano in qualche modo truccate.

La matita utilizzata per votare, infatti, presenta delle caratteristiche ben precise che impediscono sia la cancellazione del voto che la sua manomissione; per evitare quindi che dubbi di questo tipo insorgano anche questa volta, abbiamo deciso di fare chiarezza sul perché per votare vi viene data una matita anziché una penna e sulle motivazioni che impediscono la cancellazione del voto.

Perché il voto con la matita non si cancella

Se vi state chiedendo se il vostro voto possa essere in qualche modo manomesso cancellando il segno lasciato dalla matita la risposta è no.

Le matite utilizzate per le elezioni non sono cancellabili come quelle comuni perché costituite di un impasto colorante solubile in acqua mescolato con talco e gomma adragante, un collante che conferisce resistenza al tratto. Queste si definiscono matite “copiative e il loro tratto non si può cancellare con facilità.

Un segno su un foglio bianco, infatti, può essere anche cancellato per abrasione (ma d’altronde questo è possibile anche per la penna) ma non senza lasciare traccia.

Cancellare il segno lasciato sulla scheda elettorale e passare inosservati è impossibile; quest’ultima ha una superficie talmente abrasiva che anche la cancellazione di un segno particolarmente leggero lascia una traccia ben evidente.

Per cancellare il tratto di una matita copiativa sulla scheda elettorale è necessaria molta forza e questa provocherà lo scolorimento della pagina; qualsiasi scheda che presenta questa caratteristica sarà annullata, quindi non conteggiata ai fini del risultato finale.

Per questo motivo vi consigliamo di non fare alcun esperimento sulla scheda elettorale e di fidarvi di quanto appena detto; provando a cancellare la vostra preferenza, infatti, farete sì che la scheda elettorale venga giudicata nulla, perdendo così il diritto al voto per le elezioni politiche del 2018.

Perché non si usa la penna per votare?

Anche dopo questi chiarimenti ci potrebbero essere elettori che ritengono sia meglio sostituire la matita copiativa con una penna.

In realtà questa ipotesi non è così vantaggiosa come si crede: utilizzare una penna, infatti, potrebbe mettere a rischio la segretezza del voto dal momento che la traccia lasciata sulla scheda potrebbe essere visibile anche sul lato opposto della stessa.

Per non parlare poi di quello che succederebbe il caso di malfunzionamento della penna con l’inchiostro che potrebbe macchiare la scheda elettorale provocandone l’annullamento.

Ecco perché dopo più di 70 anni (la prima volta venne utilizzata nel 1946, per il referendum tra monarchia e repubblica) non è ancora arrivato il momento di mandare in pensione la matita copiativa.

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