Referendum costituzionale 2020: come cambia la rappresentanza se vince il Sì

Il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari si avvicina, ma come cambierebbero i seggi al Senato e alla Camera con la vittoria del Sì? Andiamolo a scoprire.

Referendum costituzionale 2020: come cambia la rappresentanza se vince il Sì

Il referendum sul taglio dei parlamentari è ormai alle porte e in caso vincesse il Sì Camera e Senato subirebbero un taglio di 345 unità. Ma come cambierebbe la rappresentanza? Quali sarebbero i nuovi numeri delle Camere?
Proprio su questo ci siamo interrogati, dal momento che il tema risulta essere molto caro a tanti elettori, che cercano di comprendere meglio come saranno rappresentati.

I tagli toccheranno entrambe le Camere con una diminuzione totale di 345 poltrone, 115 senatori e 230 deputati, e soprattutto cambieranno i numeri di rappresentanti di ciascuna regione.
Le mappe che trovate di seguito mostrano quali sono i numeri attuali, rispettivamente alla Camera e al Senato, e soprattutto quale sarà il nuovo numero di rappresentanti in caso il Sì prevalesse sul No.

Referendum costituzionale 2020: come cambia la rappresentanza

A fare chiarezza su quali saranno i nuovi numeri del Parlamento e del Senato italiano è il dossier «Riduzione del numero dei parlamentari» pubblicato il 19 agosto 2020 dal Senato della Repubblica e dalla Camera dei deputati.
I numeri mostrano come il taglio dei parlamentari porterà alcune regioni ad avere una riduzione di esponenti del territorio maggiore rispetto ad altre regioni.

Nella sforbiciata al Senato le regioni più colpite saranno:

  • Basilicata: con una riduzione dei seggi del 57,1%;
  • Umbria: anche per questa regione la riduzione sarà del 57,1% dei seggi;
  • Friuli Venezia-Giulia: che vedrà i propri seggi diminuire del 42,9%;
  • Calabria: con una riduzione del 40,0% dei seggi;

Mediamente si perderanno il 36,6% dei seggi per quel che riguarda il Senato, con le regioni sopra indicate che saranno però le più colpite.

Alla Camera dei deputati invece il taglio sarà più lineare con le regioni che vedranno un taglio in media del 36,5% dei propri rappresentanti. A veder scendere un po’ di più i propri seggi sarà invece il Friuli Venezia-Giulia che subirà un taglio del 38,5%, mentre sarà tra le meno colpite l’Umbria che vedrà calare i suoi seggi del 33,3%.

I cambiamenti dei seggi saranno effettuati solo in caso di vittoria del Sì, mentre qualora vincesse il No non si effettuerebbero modifiche di alcun genere. Nel caso in cui il Sì superasse le preferenze del No però si dovrà anche pensare una nuova legge elettorale che ovviamente porterebbe ad una revisione dei numeri che vi abbiamo indicato nelle mappe precedenti.
Ad oggi l’ipotesi più accreditata è quella del Brescellum, una proposta totalmente proporzionale con una soglia di sbarramento del 5%. Il primo voto per questa nuova legge elettorale si avrà però solo il 28 settembre e all’interno della maggioranza stessa vi sono molte resistenze ad approvarla.

L’iter parlamentare del Brescellum è ancora piuttosto lungo e soprattutto potrebbe subire delle modifiche con il passaggio alla Camera. Fin quando non si avrà una nuova legge elettorale i seggi destinati a ciascuna regione, in caso vincesse il Sì, sarebbero quelli sopra indicati.

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