Elezioni amministrative Macerata 2020: data, candidati e sondaggi

Urne aperte nel 2020 a Macerata per le elezioni amministrative: la possibile data del voto, chi sono i papabili candidati in corsa e cosa dicono i sondaggi.

Elezioni amministrative Macerata 2020: data, candidati e sondaggi

Elezioni amministrative Macerata 2020: grandi manovre in vista del voto di fine maggio, dove è praticamente scontato l’accorpamento con le regionali nelle Marche così come avvenuto cinque anni fa.

Dopo i dieci anni di Roberto Cenciarini, che si sommano agli altrettanti di Giorgio Meschini, il centrosinistra deve guardare avanti e sceglierà il proprio candidato domenica 16 febbraio tramite le primarie.

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Acque agitate nel centrodestra, con le discussioni tra la Lega e Forza Italia che potrebbero portare anche a una clamorosa scissione se gli azzurri decidessero di non appoggiare il consigliere comunale del Carroccio Andrea Marchiori.

Chi invece ha già fatto la sua scelta è il Movimento 5 Stelle che ha scelto Roberto Cherubini come candidato sindaco, mentre a sinistra ci sarà la presenza della lista civica Strada Comune.

Elezioni amministrative Macerata: la data

Non c’è ancora l’ufficialità per la data delle elezioni amministrative 2020, anche se appare scontato che il voto che interesserà circa 1.000 comuni verrà accorpato alle elezioni regionali così come avvenuto nel 2015.

Cinque anni fa si votò il 31 maggio, con il periodo che anche quest’anno dovrebbe essere sempre quello del mese di maggio: la finestra elettorale per il primo turno delle amministrative è tra il 15 aprile e il 15 giugno, mentre le regionali ci devono essere a cavallo tra maggio e giugno.

Nelle Marche ci dovrebbe essere di conseguenza una sorta di election day, con le regionali accorpate alle comunali. Oltre a Macerata, l’altro capoluogo dove si apriranno le urne per le amministrative sarà Fermo.

L’unica certezza è che le elezioni si svolgeranno in una sola di giornata e di domenica, con le urne che rimarranno aperte dalle ore 07:00 fino alle ore 23:00, con lo spoglio dei voti che inizierà subito dopo la chiusura dei seggi.

La legge elettorale

Fatta eccezione per le regioni a statuto speciale dove possono esserci dei cambiamenti, la legge elettorale delle elezioni amministrative in Italia è di tipo stampo maggioritario per quanto riguarda l’elezione del sindaco, mentre la ripartizione dei consiglieri avviene in maniera proporzionale.

Essendo Macerata un Comune con più di 15.000 abitanti, se nessun candidato al primo turno dovesse ottenere la maggioranza assoluta allora si procederà a un ballottaggio tra i due più votati. Nel caso si dovesse verificare una perfetta parità nel testa a testa, sarà eletto sindaco il candidato più anziano.

Per garantire la formazione di una maggioranza solida e di conseguenza una sostanziale governabilità, alle liste collegate al candidato sindaco risultato vincitore verrà attribuito il 60% dei seggi. I restanti posti nel Consiglio verranno poi assegnati alle altre liste in maniera proporzionale attraverso il “metodo D’Hondt”.

Alla divisione dei seggi, si andranno a eleggere nel totale 32 consiglieri escluso il sindaco, saranno ammesse tutte le liste e i gruppi di liste di candidati che avranno superato la soglia di sbarramento del 3% dei voti validi.

Per quanto riguarda le modalità di voto, nei comuni con più di 15.000 abitanti è ammesso il voto disgiunto, con l’elettore che potrà esprimere fino a due preferenze mantenendo però la parità di genere (un uomo e una donna).

I candidati

A Macerata è dal 2000 che il centrosinistra detta legge in maniera ininterrotta. Terminati i due mandati del sindaco uscente Romano Carancini, il 16 febbraio la coalizione sceglierà il suo candidato tramite le primarie.

Quattro gli aspiranti candidati in campo: Il consigliere comunale David Miliozzi, la vicesindaco Stefania Monteverde, il consigliere comunale Luciano Pantanetti e l’assessore Narciso Ricotta. Se nessuno dovesse raggiungere almeno il 30% dei voti, domenica 1 marzo si terrà un ballottaggio.

Nel centrodestra si starebbe cercando di serrare i tempi ma al momento non sembrerebbe esserci una soluzione unitaria all’orizzonte. Visto che Fratelli d’Italia con Francesco Acquaroli dovrebbe esprimere il candidato per la Regione, la Lega vorrebbe avere le mani libere a Macerata.

Per il Carroccio in prima fila ci sarebbe di conseguenza il consigliere comunale Andrea Marchiori, ma Forza Italia sarebbe molto riluttante ad appoggiare il suo fresco ex esponente: nel 2015 il centrodestra si presentò spaccato con tre candidati, con le varie diplomazie che ora sono a lavoro per evitare divisioni.

Chi ha già fatto la sua scelta è invece il Movimento 5 Stelle che ha deciso di puntare sul consigliere comunale Roberto Cherubini, mentre la lista civica di sinistra Strada Comune ha annunciato la sua presenza con un proprio candidato.

I sondaggi

Aspettando che da parte dei vari istituti di indagine vengano realizzati dei sondaggi ufficiali in merito a queste elezioni amministrative a Macerata, possiamo ugualmente provare a fare delle ipotesi guardando come si è votato di recente nella cittadina marchigiana.

Alle europee 2019 per la Lega è stato un autentico exploit affermandosi come primo partito con il 36,38% dei voti, staccando in maniera netta il Partito Democratico che non è andato oltre il 22,12%.

Musica simile anche alle politiche 2018, dove il centrodestra è finito davanti a tutti con il centrosinistra superato anche dal Movimento 5 Stelle. Le elezioni locali sono però ben diverse dai voti nazionali.

Il sentore è che si andrà verso un probabile ballottaggio tra il centrodestra e il centrosinistra, con il Movimento 5 Stelle che potrebbe poi rappresentare il classico ago della bilancia nell’eventuale testa a testa.

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