Elezioni regionali 2020, dove si vota? Data, candidati e sondaggi

Nel 2020 saranno diverse le Regioni in cui si apriranno le urne per le elezioni regionali: ecco dove si voterà, le date e cosa dicono i sondaggi in merito a queste votazioni che già si sono svolte in Emilia Romagna e Calabria.

Elezioni regionali 2020, dove si vota? Data, candidati e sondaggi

Elezioni regionali 2020: sono ancora caldi i seggi in Calabria (vittoria centrodestra) ed Emilia Romagna (vittoria centrosinistra), che già lo sguardo va ai prossimi altrettanto delicati appuntamenti elettorali.

In totale sono nove le regioni chiamate alle urne in questo 2020: Emilia Romagna e Calabria, dove si è già votato il 26 gennaio, poi Veneto, Campania, Toscana, Liguria, Marche, Puglia e per ultima si è aggiunta anche la Valle d’Aosta.

Come avvenuto già per le regionali del 2019, non ci sarà però una data unica. Detto della Calabria e dell’Emilia Romagna, in Valle d’Aosta invece si doveva votare il 19 aprile ma il tutto è stato rinviato mentre nelle altre sei regioni invece le elezioni ci saranno nella tarda primavera insieme al primo turno delle amministrative.

I sondaggi che già sono stati effettuati nelle scorse settimane, andrebbero a evidenziare la netta crescita del centrodestra che sogna di strappare al centrosinistra altre regioni dopo il filotto del 2019, ma l’esito del voto in Emilia Romagna potrebbe invertire questa tendenza.

Elezioni regionali 2020: quando e dove si vota

In Veneto, Campania, Liguria, Toscana, Puglia e Marche, nel 2015 si è votato il 31 maggio insieme al primo turno delle amministrative. L’accorpamento dovrebbe esserci anche nel 2020, con il Viminale che a breve andrà a indicare quella che sarà la data.

A seguito delle dimissioni dell’ex presidente Antonio Fosson, anche in Valle d’Aosta si tornerà alle urne con queste elezioni anticipate che si terranno domenica 19 aprile.

Ecco il calendario delle elezioni regionali 2020 in Italia dove, cliccando su ciascuna regione, si può accedere alla specifica guida al voto con tutte le info sulla legge elettorale, i candidati e i sondaggi.

  • Emilia Romagna - 26 gennaio (svolte)
  • Calabria - 26 gennaio (svolte)
  • Valle d’Aosta - 19 aprile (rinviate, nuova data da definire)
  • Marche - maggio /giugno(da definire)
  • Liguria - maggio /giugno(da definire)
  • Campania - maggio /giugno(da definire)
  • Puglia - maggio /giugno(da definire)
  • Veneto - maggio /giugno(da definire)
  • Toscana - maggio /giugno(da definire)

Ricordiamo che alle elezioni regionali a differenza delle amministrative non è previsto alcun ballottaggio, tranne che in Toscana, con il candidato che prende anche un solo voto in più dei suoi avversari che viene poi eletto governatore.

Leggi anche Come si vota alle elezioni regionali

Risultati e sondaggi

I risultati delle elezioni regionali che già si sono svolte e l’analisi dei candidati e dei sondaggi nelle sei regioni che, a primavera, saranno chiamati al voto per eleggere il prossimo presidente.

Emilia Romagna

In Emilia Romagna si è votato domenica 26 gennaio, con il governatore uscente di centrosinistra Stefano Bonaccini che è riuscito a respingere l’assalto di Lucia Borgonzoni superando in maniera netta la candidata del centrodestra.

  • Stefano Battaglia (Movimento 3V) - 0,47%
  • Simone Benini ( Movimento 5 Stelle) - 3,48%
  • Laura Bergamini (Partito Comunista) - 0,44%
  • Stefano Bonaccini (Partito Democratico, Europa Verde, +Europa, Volt, Emilia Romagna Coraggiosa, Bonaccini Presidente) - 51,42%
  • Lucia Borgonzoni (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Cambiamo-Il Popolo della Famiglia, Borgonzoni Presidente, Giovani per l’Ambiente) - 43,63%
  • Marta Collot (Potere al Popolo) - 0,30%
  • Stefano Lugli (L’Altra Emilia Romagna) - 0,26%

Male il Movimento 5 Stelle che comunque è riuscito a eleggere due consigliere regionali, mentre Battaglia del Movimento 3V (Vaccini Vogliamo Verità) è finito davanti ai tre candidati di sinistra.

Calabria

In Calabria si è votato domenica 26 gennaio, con la candidata del centrodestra Jole Santelli che come da previsione ha vinto con un ampio margine di distacco rispetto ai suoi avversari.

  • Francesco Aiello (Movimento 5 Stelle, Calabria Civica) - 7,35%
  • Filippo Callipo (Partito Democratico, Democratici e Progressisti, Io Resto in Calabria) - 30,14%
  • Jole Santelli (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Unione di Centro, Santelli Presidente, Casa delle Libertà) - 55,29%
  • Caro Tansi (Tesoro Calabria, Calabria Libera, Calabria Pulita) - 7,22%

Buono il risultato del civico di sinistra Carlo Tansi, mentre è un’autentica disfatta per il Movimento 5 Stelle che dopo aver dominato le scorse politiche ed europee in Calabria adesso non è riuscito a superare la soglia di sbarramento dell’8%.

Toscana

Anche in Toscana il Partito Democratico dovrà difendersi dall’assalto del centrodestra: il Partito Democratico ha deciso così di giocare d’anticipo candidando Eugenio Giani, attuale presidente del Consiglio Regionale dato in vantaggio nei sondaggi.

Nel centrodestra la scelta è ricaduta sulla leghista Susanna Ceccardi, mentre nel Movimento 5 Stelle tramite le regionarie è stata incoronata l’attuale consigliere regionale Irene Galletti.

  • Eugenio Giani - 48%
  • Susanna Ceccardi - 40%
  • M5S - 9%
  • Altro candidato - 3%

Ipotizzando già in precedenza la Ceccardi come candidata del centrodestra, un sondaggio Emg del 27 dicembre vedrebbe comunque in testa il centrosinistra con il Movimento 5 Stelle molto più distante.

Marche

Non ci sarà nuova candidatura per il governatore di centrosinistra Luca Ceriscioli: escluso comunque un patto con i 5 Stelle, il PD ha indicato il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi ma ancora non è arrivato il disco verde da parte degli alleati.

Nel centrodestra, che per un sondaggio di Bidimedia sarebbe in testa con il 41% dei voti, la scelta è spettata a Fratelli d’Italia che ha deciso di puntare sul deputato Francesco Acquaroli.

Veneto

Tra tutte le regioni chiamate al voto nel 2020 il Veneto è senza dubbio dove l’esito appare più scontato, con Luca Zaia che non dovrebbe avere problemi a essere riconfermato presidente.

Il Movimento 5 Stelle a breve dovrebbe scegliere il proprio candidato attraverso le consuete regionarie, mentre per il centrosinistra il calendario sarà il vicesindaco di Padova Arturo Lorenzoni.

Campania

Vincenzo De Luca vuole una nuova candidatura, ma dopo il passo di lato della candidata in pectore dei grillini Valeria Ciarambino in favore del ministro Sergio Costa il governatore potrebbe essere sacrificato in nome di una alleanza giallorossa.

Ha preso la sua decisione Forza Italia a cui spettava il compito di esprimere il candidato governatore della regione: visti i dissidi con Mara Carfagna, Silvio Berlusconi ha ufficializzato l’ex governatore Stefano Caldoro.

  • Vincenzo De Luca - 39,5%
  • Stefano Caldoro - 36,7%
  • Valeria Ciarambino - 23,8%
  • Indecisi-Non voto - 31%

Un sondaggio del 20 dicembre vedrebbe in vantaggio, ma non di molto, il governatore De Luca rispetto a Caldoro, con il Movimento 5 Stelle che però potrebbe anche rientrare in partita.

Liguria

Anche se in teoria il Movimento 5 Stelle ha ufficializzato Alice Salvatore come candidato, dopo il voto di Rousseau che ha acconsentito a una trattativa con il PD si fa il nome del giornalista Ferruccio Sansa come candidato giallorosso.

Una corsa separata di fatto spianerebbe la strada a una riconferma di Giovanni Toti, anche se Forza Italia non sarebbe entusiasta dell’appoggio al governatore dopo la sua scissione con la nascita di Cambiamo!.

Puglia

Michele Emiliano sarà di nuovo in campo dopo aver vinto le primarie di coalizione. Impossibile una alleanza con i 5 Stelle, che tramite le regionarie hanno scelto di puntare nuovamente su Antonella Laricchia.

Il centrodestra intanto ha scelto di candidare Raffaele Fitto, già governatore dal 2000 al 2005, che nell’ultimo periodo si è avvicinato molto a Fratelli d’Italia dopo aver abbandonato Forza Italia e fondato la sua Direzione Italia.

Valle d’Aosta

A seguito di un’inchiesta sulla ’ndrangheta, lo scorso dicembre il presidente Antonio Fosson si è dimesso dalla carica. Adesso è arrivato lo scioglimento ufficiale dell’Assemblea valdostana, rendendo necessario delle nuove elezioni.

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