Voucher Inps: tracciabilità in arrivo anche per il lavoro domestico?

Voucher Inps: tracciabilità dei buoni lavoro in arrivo anche per il lavoro domestico? Ecco le ultime notizie sull’utilizzo dei voucher Inps per pagare colf, badanti e baby sitter.

Voucher Inps: sarà introdotta la tracciabilità dei buoni lavoro anche per il lavoro domestico?

Le ultime novità in tema di voucher Inps recentemente introdotte dal Governo riguardano la piena tracciabilità nell’utilizzo dei buoni lavoro.

Le motivazioni che hanno spinto il governo a varare il decreto correttivo sull’uso dei buoni lavoro per prestazioni occasionali nascono dalla volontà di contrastare l’abuso dei voucher che ha caratterizzato gli ultimi anni.

Per questo chi non rispetta le norme sulla piena tracciabilità nell’utilizzo dei voucher subirà delle multe.

Il decreto varato dal Governo però esclude l’applicazione delle nuove regole che comportano la piena tracciabilità dei voucher Inps al lavoro domestico.

Quindi niente traccibilità nell’utilizzo dei voucher per pagare le colf, babysitter e badanti, nonostante il lavoro domestico sia caratterizzato da rapporti di lavoro in nero superiori al 50% del totale.

Voucher Inps: cosa significa tracciabilità?

Secondo le nuove norme correttive del Jobs Act, l’utilizzo dei voucher Inps deve avvenire garantendone la piena tracciabilità.

Questo significa che gli imprenditori non agricoli e i professionisti che intendono utilizzare i buoni lavoro per pagare le prestazioni di lavoro accessorio devono comunicare almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione lavorativa,
via sms o con la posta elettronica:

  • i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore;
  • il luogo della prestazione;
  • la durata dell’impiego accessorio.

Le multe previste in caso di violazione della procedura di tracciabilità dei voucher si aggirano da un minimo di 400 fino a un massimo di 2.400 euro, in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata emessa la comunicazione.

Voucher Inps: tracciabilità anche per il lavoro domestico?

Al momento la normativa esclude l’utilizzo dei buoni lavoro c.d. voucher per effettuare il pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio svolto dai lavoratori domestici.

La normativa infatti prevede la piena tracciabilità dei voucher solo per i committenti imprenditori non agricoli o professionisti.

In pratica vengono di fatto escluse dalla nuova normativa che prevede la piena tracciabilità dei voucher i datori di lavoro privati e le famiglie vale a dire i datori di lavoro domestico.

Per questo motivo l’Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico ha avanzato una apposita richiesta correttiva alla Commissione Lavoro durante l’audizione tenutasi il 6 luglio 2016 in merito alle modifiche dei decreti attuativi del Jobs Act.

Le modifiche richieste mirano ad introdurre un meccanismo di tracciabilità anche per il lavoro domestico e puntano su:

  • piena tracciabilità dei voucher Inps per il lavoro domestico;
  • limite a 2 mila euro per singolo committente.

Attualmente infatti il limite nell’utilizzo dei voucher per il lavoro domestico è stabilito a 7 mila euro rendendo di fatto assimilabile il lavoro occasionale svolto dalle colf e baby sitter ad un rapporto di lavoro a tempo indenterminato.

Per questo motivo l’Assidatcolf assicura che se il Governo non dovesse accogliere le modifiche richieste sulla piena tracciabilità dei voucher per il lavoro domestico, si provvederà a stipulare un accordo con i sindacati per incentivare le famiglie ad un uso limitato dei voucher Inps.

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