Quest’azienda tedesca sta pagando addirittura 420.000 euro a ogni dipendente che accetta di andarsene subito, ma non è l’unica che ha fretta di ridurre i costi.
È proprio il caso di dirlo, con i soldi si riescono a superare molti ostacoli, tanto più per qualcuno del calibro di Bayer. L’azienda tedesca sta pagando addirittura 420.000 euro a dipendente, qualche volta persino di più, per farli andare via.
Con questa sorta di buonuscita la multinazionale farmaceutica riesce a operare i tagli al personale di cui necessita in modo efficiente e veloce. Certo, potrebbe apparire come una soluzione controversa, ma i dipendenti vengono sottoposti a una scelta libera, resa allettante proprio dall’importo riconosciuto, che ne tutela i diritti. Gli americani la definirebbero una “win-win” e in effetti il compromesso di Bayer appare convincente, anche se ciò che sta accadendo fa temere per l’andamento del mercato del lavoro.
Non si tratta infatti dell’unica azienda tedesca a trovarsi in condizioni simili, tant’è che molti dipendenti in Germania sono alle prese con una scelta pesante in quest’ultimo periodo: lasciare il lavoro e portare a casa una sostanziosa indennità o preferire la via della continuità e rifiutare l’offerta? Inutile dire che le grosse cifre proposte e l’incertezza del futuro fanno propendere gran parte del personale per la prima opzione, per la felicità delle aziende interessate.
Paga 420.000 euro a dipendente per farli andare via
Gli ex dipendenti di Bayer possono ricevere un importo totale di 420.000 euro dal datore di lavoro semplicemente accettando di dare le dimissioni. Il caso ha suscitato molto interesse ma si inserisce in realtà in un ampio programma dell’azienda per ridurre il personale. Proseguono così i maxi tagli annunciati dall’azienda già alla fine del 2024, che interessano dipendenti di tutti i livelli per “ridurre le gerarchie, eliminare la burocrazia e accelerare i processi decisionali”. Gestione, coordinamento, dirigenza, tutti rischiano ugualmente in questo momento, anche se gli accordi con le rappresentanze sindacali e la politica aziendale offrono tutele adeguate.
L’azienda arriva a pagare un’indennità corrispondente a 52 mensilità di stipendio lordo, arrivando pressoché a 420.000 euro a dipendente. Bayer, tuttavia, non è un caso isolato ma anzi trova molte analogie nell’industria automobilistica, nonostante sia uno dei pezzi forti dell’economia tedesca. Mercedes-Benz, per esempio, ha in programma il taglio di circa 40.000 dipendenti in Germania entro il 2027. Il colosso automobilistico sta riuscendo ad aggirare gli accordi di salvaguardia del posto di lavoro che scadono nel 2034 proprio incentivando i lavoratori con generosità.
La cifra precisa dipende dall’anzianità e dal livello retributivo del lavoratore, perciò per molti è facile arrivare a importi considerevoli, superando anche il mezzo milione di euro nella migliore delle ipotesi. Non stupisce quindi che circa 4.000 dipendenti abbiano già accettato l’accordo, secondo le indiscrezioni. Al momento, nonostante le necessità di contenimento dei costi, i tagli sono limitati al personale amministrativo.
Maxi tagli nel mercato del lavoro tedesco
Così, Mercedes-Benz risparmia fino a 7 miliardi di euro, mentre i lavoratori possono contare su una buonuscita dignitosa e ottime possibilità di ricollocamento. Forse non conviene però puntare sul settore automobilistico al momento, visto che anche Volkswagen sta riducendo il personale, comprando le dimissioni con risarcimenti fino a 400.000 euro circa a seconda di stipendio e anzianità. La casa automobilistica ha addirittura già negoziato l’uscita di ben 20.000 dipendenti entro il 2027 (su un totale di 30.000 uscite pianificate).
Preoccupazioni confermate dai dati dell’Ufficio federale di statistica (Ust), secondo cui c’è stata una diminuzione del 6,3% dei lavoratori nell’industria automobilistica (confrontando i dati sull’impiego al terzo trimestre del 2025 con lo stesso periodo dell’anno precedente). D’altra parte, pari difficoltà sembrano riguardare il mercato del lavoro tedesco (per non dire europeo) nella sua generalità, con un considerevole calo di occupati pressoché in tutti i settori. Uscendo dall’ambito automobilistico, per esempio, si evidenziano i tagli di Bosch e quelli di ZF Friedrichshafen (14.000 posti di lavoro).
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