Rientro a scuola il 7 gennaio: il piano delle prefetture

Antonio Cosenza

2 Gennaio 2021 - 14:53

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Rientro a scuola il 7 gennaio, tutto pronto: ecco il piano delle prefetture per una ripresa in sicurezza delle lezioni in classe.

Rientro a scuola il 7 gennaio: il piano delle prefetture

Il rientro a scuola il 7 gennaio 2021 è ormai una realtà: in questi giorni, infatti, le prefetture hanno adottato i documenti operativi all’esito dei lavori dei tavoli di coordinamento scuola-trasporti istituiti in tutte le Province.

Soddisfazione del Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, entusiasta per l’ufficialità riguardante la ripresa della didattica in presenza. Ripresa che - secondo quanto specificato dall’ordinanza del Ministro della Salute del 24 dicembre 2002 - limitatamente al periodo che va dal 7 al 15 gennaio sarà con una presenza in classe al 50%.

Nel dettaglio, la Azzolina - che in questi mesi ha sempre ribadito l’importanza di mantenere le scuole aperte - ha dichiarato che:

In pochi giorni i tavoli guidati dai prefetti hanno permesso di elaborare misure specifiche, territorio per territorio, e subito operative. Un lavoro di squadra di cui andare fieri. Nell’unico interesse di studentesse e studenti.

Ma quali sono le indicazioni contenute nei piani prefettizi riguardanti le modalità per la ripresa delle attività didattiche in presenza? L’obiettivo è di portare - come previsto dal DPCM del 3 dicembre 2020 - il 75% della popolazione studentesca in classe a partire dal 15 gennaio, vediamo come.

I piani prefettizi per il rientro in classe

Dopo la parentesi del 50% della didattica in presenza nella settimana che va dal 7 al 15 gennaio, si riprenderà con il 75% delle presenze in classe (e l’altro 25% in didattica a distanza).

A tal proposito, i prefetti in questi giorni hanno valutato le soluzioni più appropriate, differenti per ogni territorio, per far sì che questo obiettivo possa essere raggiunto senza mettere in difficoltà le scuole. Nel dettaglio, le soluzioni che i singoli istituti potranno adottare sono le seguenti:

  • differenziazione degli orari di ingresso e di uscita degli istituti scolastici articolata in due fasce, quella che va dalle 08:00-14:00 e 10:00-16:00;
  • flessibilità in entrata, prevedendo turni in entrata tra le 07:45 e le 08:00 e tra le 09:30 e le 09:45;
  • articolazione delle attività didattiche in 6 giorni, con la frequenza anche il sabato (ma a turno);
  • riduzione della durata di ogni singola lezione, adottando un orario di 45 minuti (o 50 minuti, a seconda delle necessità).

Per quanto riguarda una delle criticità più importanti che hanno caratterizzato la ripresa in presenza delle lezioni, ossia il comparto trasporti, sono state messe a disposizione le risorse finanziarie destinate a coprire i costi dei servizi aggiuntivi per potenziare il sistema dei trasporti pubblici. Ricordiamo, infatti, che i Comuni potranno stringere anche accordi con le compagnie private per avere più mezzi pubblici a disposizione.

Riapertura delle scuole: quanto durerà?

È ufficiale, quindi, la riapertura delle scuole superiori dal 7 gennaio: ma quello che molti si chiedono è quanto durerà questa situazione. Una potenziale ripresa dei contagi con lo scoppio di una terza ondata, infatti, mette a rischio nuovamente le lezioni in presenza.

E non è un caso che in questi giorni il consulente del Ministero della Salute, Walter Ricciardi, abbia chiesto di non riaprire le scuole il 7 gennaio aspettando almeno fino alla metà di questo mese. Secondo Ricciardi, infatti, la ripresa di tutte le attività - come quelle scolastiche - porterà “certamente al rialzo della curva pandemica”.

Questa volta comunque il Governo sembra aver messo le scuole di fronte ad ogni altra necessità: vedremo se effettivamente la riapertura degli edifici verrà mantenuta anche in caso di un ulteriore peggioramento della situazione sanitaria o se anche questa volta le scuole saranno “sacrificate” nel nome del diritto alla salute.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories