La Cina spinge sull’Ia: a scuola diventa una materia obbligatoria

Federico Giuliani

13 Settembre 2025 - 06:21

La Cina introdurrà l’intelligenza artificiale come materia obbligatoria nelle scuole dal 2025, per formare fin da piccoli studenti capaci di innovare in una società sempre più tecnologica.

La Cina spinge sull’Ia: a scuola diventa una materia obbligatoria

La Cina ha reso lo studio dell’intelligenza artificiale (Ia) una materia obbligatoria nelle scuole primarie e secondarie di tutto il Paese.

La novità, che prenderà il via nell’autunno 2025, e cioè a breve, in concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico, prevede che ogni bambino segua almeno otto ore di lezioni annuali dedicati al tema; ore da integrare in percorsi già esistenti, come scienze o tecnologia dell’informazione, oppure da affrontare come materia autonoma.

La capitale Pechino ha introdotto la misura in anticipo di 12 mesi per consentire agli studenti – dai sei ai 12 anni – di seguire corsi pratici per coltivare la loro comprensione dell’Ia.

Scendendo nello specifico, gli alunni delle scuole medie imparano a usare l’intelligenza artificiale nello svolgimento dei compiti e nella vita quotidiana, mentre quelli delle superiori si concentrano sul rafforzamento delle applicazioni e dell’innovazione del dossier.

L’obiettivo del piano? Creare un modello di apprendimento insegnante-studente-macchina, oltre che integrare negli stessi ragazzi l’etica dell’Ia. In tutto questo ricordiamo che in Cina l’istruzione obbligatoria comprende sei anni di scuole elementari, tre di medie e altrettanti di superiori.

L’Ia? Una materia da insegnare a scuola

La decisione della Cina di rendere obbligatoria l’istruzione sull’intelligenza artificiale non è casuale. Arriva, infatti, in un momento storico nel quale il Paese asiatico è in testa alla corsa allo sviluppo dell’Ia, con le sue startup nazionali che stanno guadagnando – e in certi casi, come Deepseek, hanno già guadagnato - attenzione a livello mondiale.

Lo scorso dicembre, tra l’altro, il ministero dell’Istruzione cinese aveva annunciato di aver selezionato 184 scuole nelle quali sperimentare modelli e programmi nel curriculum di Ia che serviranno da base per una programmazione più ampia. Huai Jinpeng, ministro dell’Educazione, ha giustificato la mossa dichiarando che l’Ia è la «chiave d’oro» per il sistema educativo della Cina.

La sensazione è che il Partito Comunista Cinese speri che le università di Pechino, intesa come capitale, possano replicare il successo ottenuto dalla Zhejiang University di Hangzhou, dove si sono laureati due dei più importanti leader tecnologici cinesi, Liang Wenfeng di DeepSeek e Wang Xingxing di Unitree. Avvicinando gli studenti all’intelligenza artificiale fin da giovanissimi, Pechino potrebbe assistere a un’esplosione di innovazione, da spalmare poi nel resto del Paese.

L’obiettivo della Cina

La pubblicazione di due documenti governativi - le Linee guida per l’educazione generale basata sull’IA nelle scuole primarie e secondarie (2025) e le Linee guida per l’uso dell’IA generativa nelle scuole primarie e secondarie (2025) – rappresenta un chiaro tentativo attraverso il quale il governo cinese intende promuovere scientificamente e sistematicamente l’educazione all’Ia a tutti i livelli scolastici, nonché implementare ulteriormente la coltivazione di talenti e offrire una soluzione autoctona per rispondere alla trasformazione tecnologica nel settore dell’istruzione globale.

Come ha spiegato il quotidiano Global Times, a livello primario l’attenzione è rivolta a suscitare interesse nei confronti dell’Ia e a costruire una comprensione cognitiva di base. Durante il periodo della scuola media, l’educazione all’Ia rafforzerà invece la comprensione da parte degli studenti dei principi tecnici e delle applicazioni fondamentali dell’IA. A livello di scuola superiore, infine, l’enfasi viene posta sul pensiero sistemico e sull’innovazione.

Secondo le stesse linee guida sopra citate la Cina spera di plasmare studenti in grado di adattarsi a una società intelligente. Quando i ragazzi termineranno la scuola superiore, in teoria, sapranno costruire autonomamente semplici algoritmi. Per la Cina questo rappresenta un altro passo in avanti verso il futuro.