Scuole, a rischio la riapertura del 7 gennaio: i motivi per cui potrebbero restare chiuse

Antonio Cosenza

16 Dicembre 2020 - 10:59

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Riapertura delle scuole a rischio: la terza ondata potrebbe far slittare il rientro in presenza.

Scuole, a rischio la riapertura del 7 gennaio: i motivi per cui potrebbero restare chiuse

Il rientro in classe il 7 gennaio non è così sicuro come fino a qualche settimana fa. Sta crescendo, infatti, il fronte dei no alla riapertura, con il Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina che è sempre più isolata.

Governatori di Regione e presidi non vogliono riaprire e anche il CTS si è detto dubbioso alla possibilità di riprendere con le lezioni in presenza nelle scuole superiori.

Come noto, il DPCM del 3 dicembre fissa il rientro in classe per il 7 gennaio 2021, quando nelle scuole superiori ci sarà una didattica mista: per il 75% in presenza, per il restante 25% a distanza. Negli ultimi giorni, però, sta crescendo la preoccupazione per la terza ondata, la quale potrebbe persino compromettere il buon esito della campagna vaccinale.

Per questo motivo il CTS - che in questi giorni ha chiesto al Governo di prevedere ulteriori restrizioni per il periodo delle festività - ritiene sia ancora presto per decidere se effettivamente le scuole potranno riaprire al rientro delle vacanze di Natale.

Riapertura delle scuole a rischio: ecco perché

Ci sono diversi motivi per cui le scuole potrebbero non riaprire il 7 gennaio come espressamente previsto dal DPCM del 3 dicembre scorso. Come prima cosa va detto che la situazione sul fronte sanitario è tutt’altro che risolta. Come spiegato dal direttore generale del Ministero della Salute, Gianni Rezza, “la curva non si è ancora raffreddata e il virus sta circolando in maniera sostenuta in alcune Regioni” (basti vedere cosa sta succedendo in Veneto). L’incidenza dei casi è ancora elevata: il rientro a dopo l’Epifania sarà possibile solamente se i dati giornalieri scenderanno sotto i 10 mila casi (14.844 positivi nella giornata di ieri).

E a questo si aggiunge la preoccupazione per lo scoppio di una terza ondata, particolarmente temuta dagli esperti poiché potrebbe compromettere l’avvio della campagna vaccinazioni. Secondo gli esperti la terza ondata potrebbe essere prevista proprio per la metà di gennaio e la riapertura delle scuole potrebbe fare da innesco. Ecco perché dal CTS impongono prudenza: è ancora presto per essere certi della riapertura delle scuole al rientro dalle vacanze, si potrà decidere solamente nelle settimane di Natale o Capodanno.

Altro motivo che sembra precludere alla riapertura delle scuole è quello per cui, secondo presidi e Governatori regionali, i motivi che hanno portato alla chiusura ancora persistono. Sul fronte dei trasporti, infatti, poco o nulla è stato fatto: vero che il Decreto Ristori - il cui testo di conversione è stato approvato al Senato - riconosce la possibilità per i Comuni di stipulare accordi privati con agenzie di trasporto private così da aumentare il numero dei mezzi a disposizione, ma ci vorrà comunque tempo per organizzarsi. Ed è difficile che questa organizzazione possa essere messa a punto già al rientro delle vacanze. E i presidi spiegano che, così come successo in estate, poco è stato fatto per mettere le scuole in sicurezza in questo periodo di chiusura forzata.

Insomma, le condizioni per riaprire le scuole non ci sono, almeno secondo le Regioni. Queste frenano sul ritorno in classe, anche perché il lavoro dei prefetti riguardo allo scaglionamento degli ingressi ancora arranca.

Scuole chiuse o riaperte il 7 gennaio: quando si deciderà?

Insomma, le motivazioni che hanno portato alla chiusura delle scuole ancora persistono. Ed è per questo motivo che le Regioni chiedono di ripensare la data di riapertura.

Come spiegato dal Messaggero, una decisione a riguardo non verrà comunque presa oggi, quando è in programma il vertice di Governo per decidere in merito alla possibilità che durante le feste tutta Italia diventi zona rossa.

Bisognerà attendere almeno due settimane e verificare l’andamento dei contagi per prendere una decisione in merito alla ripresa delle lezioni in presenza. Ma il quotidiano romano si sbilancia dicendo che sarà comunque “molto difficile” che il 7 gennaio verrà autorizzata la riapertura delle scuole superiori.

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