Scuole chiuse in Puglia: presto in tutta Italia?

La Regione Puglia chiude le scuole: in presenza solo laboratori e studenti con bisogni educativi speciali. E il Governo cosa fa?

Scuole chiuse in Puglia: presto in tutta Italia?

La Regione Puglia potrebbe aver anticipato una delle prossime decisioni del Governo: la chiusura delle scuole. A partire dalla giornata di domani, venerdì 30 ottobre, infatti, le scuole in Puglia chiudono per decisione presa dal Governatore Michele Emiliano, il quale ha spiegato a Sky Tg24 le ragioni di questa sua scelta.

Emiliano sbugiarda il Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina: questa ritiene che le scuole sono un luogo sicuro e che non c’è connessione con la ripresa dei contagi in Italia. Di diverso parere il Governatore della Regione Puglia, il quale ha scelto di disporre lo stop di tutte le scuole di ordine e grado a partire da venerdì 30 ottobre, con il ritorno della didattica a distanza; la chiusura andrà avanti fino al 24 novembre, per poi riaprire per qualche giorno prima dell’inizio delle vacanze di Natale.

Una decisione che Emiliano definisce “difficile ma necessaria” vista la ripresa incontrollata dei contagi da COVID-19. Una scelta che tra l’altro potrebbe aver anticipato le prossime mosse del Governo: qualora la situazione non accennerà a migliorare, infatti, sarà inevitabile una nuova stretta per le scuole.

Perché la Regione Puglia ha chiuso le scuole

A dare l’annuncio riguardo alle scuole chiuse in Puglia è stato il Governatore della Regione, Michele Emiliano, durante un’intervista rilasciata a Sky Tg24. Uno stop della didattica in presenza in tutte le scuole di ordine e grado che andrà avanti fino a martedì 24 novembre. È però prevista una deroga: restano aperti i laboratori, laddove previsti, e vi è la possibilità di frequenza per quegli alunni che hanno dei bisogni educativi speciali.

Nonostante le rassicurazioni del Ministro dell’Istruzione, quindi, non si può sottovalutare l’attuale situazione nelle scuole. Solamente in Puglia, infatti, sono 286 le scuole dove è stato accertato almeno un caso di COVID-19 e questo in un solo mese di apertura (si ricorda, infatti, che qui le scuole sono iniziate il 24 settembre).

Gli studenti risultati positivi sono almeno 417; 151 i casi tra docenti e personale ATA. Una decisione quindi necessaria, anche perché erano giorni che i pediatri pugliesi chiedevano una stretta sulle scuole.

La situazione nelle scuole non sembra essere sicura così come vuole far passare il Ministro dell’Istruzione. Come spiegato dagli esperti, infatti, ciascun evento di positività va ad attivare un ingente carico di lavoro sul servizio sanitario il quale deve anche occuparsi del tracciamento dei contatti. E dal momento in cui lo studente è inserito in un gruppo classe, è ovvio che una sua positività va a comportare l’individuazione di almeno una ventina di contatti stretti, ai quali poi si aggiungono anche i familiari.

Questo si traduce in isolamento fiduciario per tutti i contatti stretti, una situazione che sta diventando ingestibile per sempre più famiglie.

In Puglia scuole chiuse: e in Italia?

Sempre più Regioni, quindi, stanno decidendo a favore di una chiusura momentanea delle scuole. E anche in quelle Regioni dove per il momento le scuole restano aperte non mancano gli istituti che hanno deciso di chiudere a causa di contagi accertati all’interno della struttura.

Ma siamo sicuri che interventi a macchia di leopardo siano la soluzione migliore? Vero che il ruolo sociale ricoperto dalle scuole è molto importante e che per questo motivo sarebbe opportuno mantenerle aperte il più possibile, ma resta il fatto che non si può lasciare una decisione di tale importanza ai singoli territori.

Serve un intervento dello Stato centrale, anche perché in caso di chiusura bisognerebbe riconoscere a tutte le famiglie delle forme di ristoro tali da consentire il ricorso ad una baby sitter o comunque di potersi assentare dal lavoro senza perdere la retribuzione.

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