Conte a Porta a Porta: in classe il 7 gennaio, Dad al 50%

Marco Ciotola

23 Dicembre 2020 - 23:12

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Ospite a Porta a Porta, il premier parla di un rientro in classe previsto per il 7 gennaio con Dad al 50%. E sul Recovery Fund chiarisce: “Task force mai esistita”

Conte a Porta a Porta: in classe il 7 gennaio, Dad al 50%

Sempre più discusso nelle ultime ore il nodo scuola, con dubbi circa il rientro previsto negli istituti italiani e soprattutto le modalità della ripresa, che va comunque inserita in uno scenario di pandemia tutt’altro che terminato.

Ultime indicazioni in proposito sono arrivate dal premier Giuseppe Conte, ospite nella puntata serale di Porta a Porta. Qui Conte ha lasciato emergere come sempre più probabile la già indicata data del 7 gennaio, e ha parlato di didattica a distanza al 50% e “massima flessibilità” da considerare tra territori e scuole diverse:

“C’è un tavolo dei ministri da giorni per coordinarsi e trovare soluzioni flessibili per il rientro a scuola il 7 gennaio. La raccomandazione è affinché ci sia un’apertura differenziata scuola per scuola, Paese per Paese.”

Per Conte infatti differenziare le scelte in base al contesto è indispensabile in un momento simile, anche al fine di evitare tutte quelle criticità che si concentrano sui trasporti.

Conte: rientro in classe il 7 gennaio

L’obiettivo per il Presidente del consiglio resta chiaro: ripartire con didattica al distanza al 50% per le scuole superiori di secondo grado, ma tenendo ben presente “un massimo di flessibilità”.

Appare quindi già abbassata la percentuale di presenza, inizialmente stabilita per gli studenti delle superiori al 75%. Per il resto, dovrebbero essere confermati gli ingressi scaglionati, così come appare necessario l’impegno delle Regioni a rimodulare gli orari dei negozi per evitare assembramenti sui mezzi nelle ore di punta.

Apertura differenziata scuola per scuola e Paese per Paese secondo il Premier, al fine di intercettare le diverse situazioni d’emergenza e rispondere in maniera adeguata e in linea col territorio, specie in ottica trasporti.

Grosse incertezze però sulle modalità di riapertura degli istituiti e anche sui tratti della quotidianità in presenza dei ragazzi, che è tuttora al centro delle discussioni Stato-Regioni di scena anche questo pomeriggio, ma che sembrano destinate a protrarsi nei giorni a venire.

Conte su vaccino e Recovery Plan

Importanti anche le dichiarazioni arrivate sugli argomenti vaccino e Recovery Plan. Sul vaccino Conte ha ribadito la linea della «guardia alta», raccomandando attenzione.

Al contempo non ha mancato però di leggere questo momento come un “segnale di speranza per tutti noi”. Sul fronte Recovery plan il premier ha parlato invece di task force esclusa perché “di fatto mai esistita”:

“Una struttura di monitoraggio ce la chiede l’Europa, è prevista a pagina 36 delle linee guida dell’Ue per aggiornare l’Europa. Avremo migliaia di cantieri: pensare che non ci sia una struttura di monitoraggio è impensabile”.

Conte su lockdown a gennaio

Da evidenziare infine anche i commenti del premier a Porta a Porta relativi a un possibile lockdown a gennaio in caso di nuovo rialzo di contagi.

Per Conte un’eventuale impennata, o comunque la crescita oltre la soglia tollerata dell’indice RT, porterebbe molto facilmente a una “nuova zona rossa e nuove misure restrittive”, anche dopo le feste:

“Se dovesse arrivare un’impennata, una terza ondata o una variante che faccia sbalzare l’RT, allora ci troveremmo facilmente in zona rossa o con misure più restrittive anche a gennaio”.

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