Scuola, la bozza delle linee guida per settembre: ecco come si tornerà sui banchi

Pronta la bozza del piano scuola 2020-2021 che però non convince i presidi. Ecco come si potrebbe tornare sui banchi di scuola a settembre.

Scuola, la bozza delle linee guida per settembre: ecco come si tornerà sui banchi

Per il momento circola solo una bozza, ma sembra ormai tutto pronto per la ripartenza delle scuole a settembre. Il ministero dell’Istruzione ha presentato ai presidi, le parti sociali e agli enti locali il nuovo piano scuola 2020-2021 affinché venga discusso e che prevede il rientro in un unico giorno a livello nazionale.

Il documento definitivo è atteso per il prossimo giovedì, ma intanto si inizia a fare leva si alcuni strumenti di flessibilità ai quali i singoli istituti potranno ricorrere grazie all’Autonomia scolastica in base agli spazi a disposizione e alle singole esigenze del territorio e delle famiglie.

Scuola, ecco come potrebbe essere a settembre

Con molta probabilità a settembre l’attività didattica non riprenderà nel modo in cui siamo abituati a vederla, ma potrebbe svolgersi su turni differenziati. Ogni classe potrà essere suddivisa in gruppi di apprendimento o moduli suddivisi tra studenti della stessa o di diverse classi o anni. Si pensa inoltre di estendere l’orario settimanale includendo anche il sabato, qualora non fosse previsto. La didattica a distanza non verrà definitivamente abbandonata, ma resterà un’attività marginale prevista solamente per le scuole secondarie di secondo grado.

Si prevede inoltre un coinvolgimento attivo degli Enti locali, istituzioni pubbliche e private, realtà del terzo settore, con cui ampliare l’offerta formativa stipulando degli specifici accordi con le scuole con l’obiettivo di “favorire la messa a disposizione di altre strutture e spazi”, come ad esempio “parchi, teatri, biblioteche, cinema, musei, al fine di potervi svolgere ulteriori attività didattiche o alternative a quelle tradizionali, volte a finalità educative”.

La bozza del documento tuttavia non convince i presidi, tanto che il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, ha affermato che si tratta di “un documento alquanto generico. Ci aspettavamo maggiore concretezza. Afferma cose condivisibili, come quelle sull’autonomia delle scuole, ma poi non dà gli strumenti per realizzarle”.

Le novità per la scuola dell’infanzia

Anche per la scuola dell’infanzia potranno essere previste delle novità, infatti sebbene l’uso di mascherine non sia previsto per i minori di sei anni e i dispositivi di protezione per gli adulti, per i quali sono raccomandabili l’utilizzo di visierine leggere e, quando opportuno, dei guanti di nitrile, devono comunque permettere di essere riconosciuti e mantenere “un contatto ravvicinato con i bambini piccoli e tra i bambini stessi”.

Per quanto riguarda l’orario d’ingresso inizia a farsi strada la possibilità di lasciare una “fascia temporale aperta dalle 7.30 alle 9, fascia che potrà essere adeguata alle nuove condizioni, programmata e concordata con i genitori. Analogamente potrà avvenire per le fasce di uscita, al termine dell’orario scolastico”.

Anche il servizio mensa continuerà a essere garantito per tutti gli studenti che ne hanno diritto, ma tutti i locali dove verranno consumati i pasti dagli studenti dovranno essere accuratamente puliti e si potranno organizzare “due o più turni, al fine di non consentire oltre il dovuto l’affollamento dei locali”.

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