Scuola: il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione blocca l’alternanza scuola-lavoro

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione il 25 luglio ha espresso parere autonomo in merito all’alternanza scuola-lavoro rilevando le criticità e i disservizi del progetto; l’Associazione nazionale presidi si è detta contraria alla decisione del CSPI.

Scuola: il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione blocca l'alternanza scuola-lavoro

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione si è espresso in merito all’alternanza scuola-lavoro lo scorso 25 luglio; la consulta ha deciso di esprimere un parere autonomo sulla questione.

Il punto di vista del Consiglio va chiaramente nel senso della rimozione del vincolo di obbligatorietà dell’alternanza scuola-lavoro. L’Anp (Associazione nazionale presidi) ha diffuso la notizia chiarendo di aver espresso voto contrario alla decisione del Consiglio e chiarendo in una nota tutte le motivazioni a contrasto della decisione.

Le motivazioni e le rilevazioni di una certa criticità nel progetto erano già state poste in evidenza dal Consiglio nella seduta del 29 maggio 2018 in risposta alla presentazione da parte del Miur del decreto legislativo n. 62/2017 che introduce lo svolgimento dell’alternanza scuola-lavoro come requisito di ammissione all’Esame di Stato.

La decisione del Consiglio

Secondo quanto dichiarato nel parere del Consiglio il percorso di alternanza scuola-lavoro avrebbe rilevato al suo interno numerose criticità e disservizi; inoltre la decisione dell’introduzione di questa attività scolastica parallela sarebbe stata introdotta in modo troppo repentino così da non dar modo alle scuole di adeguarsi nel modo più consono.

Tra le motivazioni apportate dal Consiglio a questo parere c’è il fatto che la responsabilità dei percorsi di alternanza è della scuola, mentre ai soggetti ospitanti spetta di comune accordo con l’istituto scegliere i percorsi:

È necessario attribuire alla scuola la responsabilità esclusiva della progettazione dell’alternanza scuola lavoro, dal momento che essa è inserita nel PTOF e nel Patto di Corresponsabilità. La collaborazione con i soggetti ospitanti sarà pertanto riservata alla definizione dei percorsi personalizzati”.

Infine il Consiglio ritiene che sia sbagliato rendere l’alternanza oggetto di una valutazione specifica; questa piuttosto dovrebbe integrare la valutazione degli studenti in modo trasversale. Questi i pareri espressi già all’interno della seduta del 29 maggio 2018.

La polemica con Anp

Secondo i presidi però questo stop comporta un depotenziamento dell’innovazione metodologica fondamentale per l’efficienza e la qualità della formazione dei giovani. In una nota dell’Associazione infatti si legge:

L’Anp ribadisce la sua ferma opposizione al parere che è basato solo su percezioni soggettive e posizioni ideologiche. Infatti come riferito al Consiglio dal presidente e dai componenti delle commissioni che hanno effettuato l’attività istruttoria, non sono ancora disponibili dati quantitativi completi e non sono state ancora condotte valutazioni o analisi sulla qualità complessiva e specifica delle esperienze di alternanza scuola-lavoro realizzate nell’ultimo triennio”.

Secondo i membri dell’Associazione infatti il parere del Consiglio Superiore parte dal presupposto sbagliato che ci siano stati diversi disservizi e inefficienze nel corso di questa esperienza; l’Associazione però risponde che tali affermazioni e convinzioni non sono state accompagnate da dati e analisi quantitative a supporto delle stesse:

Si tratta di considerazioni gravemente ingenerose nei confronti di docenti, dirigenti, personale Ata e alunni, coinvolti, a vario titolo, in esperienze serie, impegnative e di grande valore formativo”.

Proposte alternative

L’Anp ribadisce che se anche alcune delle esperienze proposte e vissute dai ragazzi sono risultate non pienamente positive sarebbe opportuno piuttosto cercare di modificare le cose che non vanno tentando di aiutare le scuole sottoponendole anche a verifiche, controlli e attività di supporto senza privare gli studenti di un’importante attività che fa parte del percorso di formazione proposto loro.

Alla questione dell’eccessiva rapidità con cui tale novità sia stata introdotta nei contesti scolastici l’Anp ha risposto che al contrario la decisione è stata presa con la dovuta cautela e con i dovuti tempi coerentemente con l’Agenda 2030 dell’Onu, con la recente Raccomandazione 2018 del Consiglio europeo sulle competenze chiave di cittadinanza e con l’evoluzione della normativa nazionale. La nota quindi conclude:

L’Anp è fermamente convinta della validità formativa dell’esperienza di alternanza scuola-lavoro ed è favorevole all’introduzione di adeguate garanzie per assicurarne la qualità”.

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