Lettera di una laureata: “Ministra Azzolina cosa deve fare un giovane per insegnare in questo Paese?”

Teresa Maddonni

15 Aprile 2020 - 08:59

5 Giugno 2020 - 15:26

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Pubblichiamo la lettera di una laureata 2018 indirizzata alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e nella quale chiede cosa deve fare un giovane per insegnare nel nostro Paese.

La lettera che pubblichiamo di seguito indirizzata alla ministra Azzolina è stata scritta da Angela una giovane che si è laureata con il massimo dei voti nel 2018 e che da anni aspetta l’occasione per entrare nel mondo della scuola.

Scopriamo una realtà che va al di là dei precari e della quale non sempre si parla, quella dei giovani laureati che sognano di insegnare, ma che tra concorsi che non arrivano e graduatorie d’Istituto aspettano anni prima di poter salire in cattedra.

La lettera di Angela arriva dopo la decisione della ministra Azzolina di non aprire quest’anno le graduatorie d’istituto per l’iscrizione dei giovani laureati e per l’aggiornamento del punteggio dei precari.

L’ultima volta le graduatorie sono state aperte nel 2017 e per un giovane rappresentano spesso la prima occasione per insegnare.

Gentile ministra Azzolina,

mi chiamo Angela e le scrivo per sapere cosa dovrei fare secondo Lei io laureata 2018 con 110 e lode (triennale e magistrale) per insegnare.

Dopo un anno di insegnamento tramite MAD (domanda di messa a disposizione n.d.r.) in una scuola statale di Varese anche se sono originaria del Sud. Dopo la rinuncia a ripartire al Nord lo scorso anno per potermi interamente dedicare allo studio del concorso a cattedra (al quale ambisco da 2 anni). Dopo aver, credo, acquisito gran parte delle conoscenze e competenze per potervi partecipare (ma la mia sete di conoscenza continua a farmi sedere per piacere e per dovere alla scrivania giorno dopo giorno). Cosa devo fare?

Non potendo, immagino, bandire ma soprattutto espletare le prove di un concorso ordinario entro l’inizio del nuovo anno scolastico in che modo pensa di dare la possibilità - a me e a tutti i nuovi laureati con 24 cfu acquisiti durante il percorso universitario - di essere sottoposti a un giudizio che ci permetta di diventare i docenti del domani? E soprattutto, se non riaprirà le graduatorie, in che modo potrò impiegare, alternativamente, il mio titolo di laurea per costruire la mia futura carriera da docente?

Molti nuovi laureati hanno già idee chiare insieme a conoscenze e competenze da portare in classe. Non abbiamo mai perso tempo e abbiamo rincorso corsi universitari ed esami per laurearci meritevolmente in tempo. Ora non ci va di perderlo a causa di un governo che, in 2 anni, non è riuscito a bandire un concorso ordinario e non è in grado di digitalizzare il sistema di inserimento e aggiornamento delle graduatorie.

Una laureata 2018

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