Bonus 500 euro diciottenni: come spenderlo e a chi spetta

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Bonus 500 euro diciottenni: come spenderlo e a chi spetta

Bonus di 500 euro diciottenni: come si spende e chi lo può richiedere? Vediamo chi quali sono i requisiti per ottenerlo e quando uscirà la nuova app del Ministero.

Il Bonus di 500 euro per coloro che compiono 18 anni nel 2016 sta per entrare in vigore: chi saranno i beneficiari? Come potranno spenderlo? Ma soprattutto quando uscirà 18app?
Queste sono le domande che i 576.953 ragazzi che potranno otterranno il bonus si stanno chiedendo.

L’investimento che è stato ideato dallo staff del Governo Renzi per incentivare i giovani ad investire i propri soldi in attività culturali. Per tale ragione i soldi che verranno assegnati e stanziati su una carta ad hoc, potranno essere spesi solo in alcune attività e strutture convenzionate.

Il Bonus di 500 euro previsto dal Governo Renzi per i neo diciottenni ha inoltre ottenuto un nuovo slancio a maggio, con l’inclusione di molti giovani che prima non potevano usufruire del bonus. Renzi infatti ha varato delle modifiche e dal DL scuola emergono grandi novità per gli aventi diritto, tra i quali verranno inseriti anche i diciottenni stranieri residenti in Italia.

Il bonus previsto per i neo diciottenni è stato pensato dal Governo come un incentivo alla cultura, un modo per invogliare i giovani studenti ad andare nei musei, a teatro o semplicemente comprare un libro. Per tale ragione la platea di coloro che lo potranno richiedere è stata ampliata, in modo che tutti i ragazzi ne possano usufruire.

Grazie all’emendamento proposto al DL scuola gli aventi diritto arrivano ad essere ben 576.953, includendo una categoria prima tagliata fuori dai finanziamenti. Vediamo chi può richiedere il bonus di 500 euro e come spendere i soldi assegnati.

Bonus 500 euro diciottenni: quando esce l’app?

Il Ministero aveva annunciato che il 15 settembre 2016 come data ufficiale del lancio del nuovo sito a cui accedere per spendere i soldi del bonus cultura. Ad oggi però il sito non sembra ancora essere in funzione ed in tanti si stanno chiedendo quando potranno finalmente cominciare a vedere i punti aderenti all’iniziativa.

Il bonus cultura per i ragazzi che compiono 18 anni nel 2016 è stato ideato in modo che la somma concessa possa essere spesa solo tramite l’applicazione. In questo modo la rendicontazione sarà più semplice e non si correrà il rischio che qualcuno utilizzi la somma in modo differente da quello che è stato stabilito.

Sebbene il sito non sia ancora stato attivato vi consigliamo di svolgere prima delle pratiche che saranno richieste al momento dell’accesso. Si dovrà infatti richiedere il PIN unico per accedere ai servizi della pubblica amministrazione.
Per conoscere come svolgere queste pratiche ti consigliamo di leggere:
SPID: come richiedere e come funziona il PIN unico per i servizi della Pubblica Amministrazione

Bonus 500 euro diciottenni: chi può richiederlo?

Il Governo sembrerebbe aver cambiato idea sui giovani che possono fare richiesta di questo bonus, includendo tra gli aventi diritto anche gli stranieri residenti in Italia che frequentano istituti italiani. Sarebbe infatti stato discriminante non includere questa categoria di studenti, che sarebbe stati esclusi in modo ingiusto.

Tra gli emendamenti al DL scuola, oltre al compenso raddoppiato per i commissari del concorsone e ai 12 milioni destinati alle scuole private che ospitano alunni disabili, ne appare un altro che estende il bonus di 500 euro anche agli stranieri residenti in Italia. I soldi stanziati sono infatti sufficienti per coprire l’intera platea di neo diciottenni.
Viene depennato infatti il trafiletto che specificava “cittadini italiani o di altri Stati membri dell’UE”.

Alcuni ipotizzano che il cambiamento sia dovuto al momento di campagna elettorale e che questo sia un modo di Renzi per racimolare voti in favore del suo partito. Rimane però il fatto che anche i ragazzi che stranieri residenti in Italia che compiono 18 anni nel 2016 potranno fare richiesta per il bonus cultura.

Sta di fatto che la card con i soldi verrà erogata a tutti i ragazzi residenti su suolo italiano “in possesso, ove previsto, di permesso di soggiorno in corso di validità”. La manovra costerà parecchio allo Stato, dal momento che a diventare maggiorenni saranno 576.953, dei quali 24.304 extra-comunitari. Si è calcolato quindi un costo di 288,4 milioni, che risulta comunque inferiore ai 290 milioni stanziati per il progetto.

Bonus 500 euro diciottenni: come spendere i soldi?

Il bonus di 500 euro, che verrà dato a tutti i ragazzi che compiranno 18 anni nel 2016 potrà essere speso solo in attività culturali. Questo comprende l’ingresso nei musei, nei teatri e tante altre attività di questo tipo. Dal 15 settembre si potrà scaricare l’app, chiamata 18app, che indicherà tutti i punti convenzionati dove poter spender i soldi.

Il denaro che riceveranno i neo maggiorenni potrà essere investito non pagando l’ingresso a musei, ma anche in molti altri modi. Molte saranno infatti le attività convenzionate tra cui troverete anche:

  • parchi naturali;
  • spettacoli teatrali;
  • mostre temporanee;
  • librerie dove comprare Dvd, cd e manuali.

Il denaro verrà caricato su una card dedicata, monitorata da un app, che il Ministro sta mettendo a punto, e non sarà possibile impiegare in modo differente dalle modalità sopra citate.
I soldi percepiti non costituiranno reddito imponibile e non sarà necessario inserirli all’interno dell’Isee. Il denaro potrà essere utilizzato fino al 31 dicembre del 2017 e grazie all’app si avrà sempre una visione chiara del saldo, delle spese già sostenute e di cose si può ancora comprare.

Bonus 500 euro diciottenni: Renzi elimina la “leggina razziale”

Se da una parte si accusa il Presidente del Consiglio di aver varato la manovra solo per aumentare il suo elettorato, dall’altra si deve ricordare che tante erano state le critiche alla manovra, quando il bonus escludeva i cittadini extra-comunitari residenti in Italia.

Andrea Maestri, deputato del gruppo Alternativa Libera-Possibile, aveva definito il bonus come una “leggina razziale” riferendosi appunto ai ragazzi extra-comunitari che venivano tagliati fuori a causa del trafiletto: “cittadini italiani o di altri Stati membri dell’UE”.

Mentre il segretario generale della Cei, Nunzio Galantino, aveva affermato che la mossa del Governo di escludere questi ragazzi era un “segnale bruttissimo sul piano culturale”. I giovani infatti studiano su suolo italiano e sarebbe stata una differenziazione rispetto ai loro compagni di classe.

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