Reddito di cittadinanza e seconda casa in eredità: cosa succede?

Lorenzo Rubini

22/03/2021

02/04/2021 - 13:46

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Il reddito di cittadinanza, sia per la richiesta che per il mantenimento del diritto, prevede requisiti precisi.

Reddito di cittadinanza e seconda casa in eredità: cosa succede?

Il reddito di cittadinanza prevede requisiti ben delineati per avere diritto all’erogazione del sussidio mensile. Proprio per questo motivo i requisiti di accesso devono essere mantenuti per tutta la durata della fruizione. Cosa accade se interviene un’eredità mentre si è titolari del reddito di cittadinanza?

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Salve,chiedo info sul reddito di cittadinanza, nel caso si possedessero la prima casa con mutuo, e una seconda ereditata da me e mia sorella, sempre con mutuo, in questo caso si perde il diritto al RDC, avendo invece tutti gli altri requisiti. Grazie,se potete darmi qualche informazione.”

Reddito di cittadinanza ed eredità

Oltre al requisito dell’importo dell’ISEE il reddito di cittadinanza impone il rispetto anche del requisito patrimoniale e immobiliare stabilendo dei tetti massimi superati i quali si perde il diritto alla fruizione.

Nel suo caso quello che interessa è il requisito immobiliare, avendo ricevuto in eredità quota di un appartamento su cui, tra l’altro, grava anche un mutuo.

Per capire se l’eredità possa influire sul diritto di fruizione del reddito di cittadinanza è da comprendere il valore effettivo della quota a lei appartenente. Il sussidio, infatti, permette il possesso di beni immobiliari, con l’esclusione della prima casa in cui si è residente, che non superino il tetto massimo dei 30mila euro.

Se la quota di casa ereditata insieme a sua sorella, quindi, ha un valore superiore ai 30mila euro perderà sicuramente il diritto al sussidio mensile in quanto non rispetta più il requisito dei beni immobiliari.

Tra l’altro bisogna sottolineare quanto prevede la normativa: per il diritto al reddito di cittadinanza si prendono in considerazione gli immobili, ai fini IMU, in possesso al 31 dicembre dell’anno precedente a quello della presentazione della DSU per l’ISEE.

In caso di donazioni, eredità e successioni, però, può capitare di entrare in possesso di immobili (ma anche di patrimoni mobiliari) nel corso dell’anno che non sono, quindi, evidenziati nella DSU presentata a inizio anno. In questo caso il titolare di reddito di cittadinanza è tenuto, entro 15 giorni, a comunicare la variazione che possa comportare la perdita del diritto al RDC per il requisito patrimoniale.

Le consiglio, quindi, tramite valutazione dell’immobile, di stabilire il valore a lei spettante e se supera il valore massimo consentito per il diritto al RDC di presentare comunicazione di variazione.

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