Prelievo in contanti reddito di cittadinanza: come calcolare il limite

Il reddito di cittadinanza può essere speso tramite carta prepagata o cash: c’è un limite però al quale bisogna attenersi per il prelievo in contanti.

Prelievo in contanti reddito di cittadinanza: come calcolare il limite

Il reddito di cittadinanza - seppur entro un certo limite - può essere speso anche in contanti. È l’articolo 5 - comma 7 - del decreto 4/2019 a stabilirlo, precisando però che la maggior parte della somma accreditata mensilmente ai beneficiari del reddito di cittadinanza dovrà essere spesa tramite POS, consegnando la carta elettronica alle casse.

In questo modo la maggior parte degli acquisti fatti utilizzando la somma accreditata a titolo di reddito di cittadinanza saranno tracciati, anche se l’Inps potrà monitorare solamente gli importi complessivamente spesi o prelevati dalla Carta, senza poter sindacare su ogni singola spesa (fermo restando il divieto di utilizzo del beneficio economico per giochi che prevedono vincite in denaro).

Quindi il reddito di cittadinanza può essere speso tramite la Carta di Poste Italiane o prelevando la somma in contanti dagli sportelli ATM rispettando il limite previsto dall’attuale normativa. Ed è proprio sul limite per il prelievo in contanti del reddito di cittadinanza che ci concentreremo in questo articolo visto che questo non è uguale per tutti e va calcolato per ogni singola situazione tenendo conto di diversi fattori.

Vediamo quindi come fare per calcolare l’importo massimo che si può prelevare dalla Carta Reddito di Cittadinanza ed entro quale limite può essere speso in contanti.

Limite prelievo in contanti reddito di cittadinanza: come calcolarlo

Nell’articolo 5 - comma 7 - del decreto 4/2019 si legge che la Carta RdC permette di effettuare prelievi in contante entro un limite non superiore ad euro 100,00€ per ogni individuo. Questo limite, però, non è valido per tutti visto che va moltiplicato per il parametro di scala di equivalenza relativo al proprio nucleo familiare.

Nel dettaglio, il parametro di scala di equivalenza si calcola assegnando un valore pari ad 1 per il primo componente del nucleo familiare, aggiungendo poi uno 0,40 per ogni altro maggiorenne e 0,20 per i minorenni. In ogni caso il parametro di scala non può essere superiore a 2,10, o 2,20 qualora nel nucleo familiare ci sia una persona disabile.

Il massimo importo prelevabile dalla carta, quindi, dipende dal numero - e dall’età - dei componenti del nucleo familiare. Se per la persona sola il limite mensile è di 100,00€, nel caso di una coppia sposata si arriva a 140,00€ (parametro di scala pari a 1,4), o anche a 180,00€ per la coppia sposata con due figli minorenni.

In ogni caso l’importo prelevabile non può superare i 210,00€ mensili, 220,00€ per i nuclei familiari con una o più persone in condizione di disabilità.

Quanto appena detto non si applica invece per la pensione di cittadinanza per la quale, con la conversione in legge del decreto 4/2019, è stato eliminato qualsiasi limite relativo al prelievo in contanti; quindi, i beneficiari di questa misura possono spendere l’importo accreditato ogni mese anche interamente in contanti.

Reddito di cittadinanza: un bonifico al mese

Oltre ad essere spesa in contanti e tramite POS, c’è un altro modo in cui può essere utilizzato il reddito di cittadinanza. Ricordiamo, infatti, che nel calcolo dell’importo del RdC c’è una parte riservata a coloro che abitano in affitto oppure hanno sottoscritto un mutuo per l’acquisto della casa di abitazione.

Per questo motivo ai beneficiari di questa misura viene consentito di effettuare un bonifico mensile - ma non più di uno - in favore del locatore indicato nel contratto di affitto oppure dell’intermediario che ha concesso il mutuo.

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