Il reddito di cittadinanza è solo un grande bluff, ecco perché

Il reddito di cittadinanza funziona davvero o è solo un bluff? Da Nord a Sud Italia tanti sono i beneficiari, ma pochi quelli veramente occupabili e spendibili sul mercato del lavoro.

Il reddito di cittadinanza è solo un grande bluff, ecco perché

Il reddito di cittadinanza è solo un grande bluff? 18mila occupati, ci dicono, ma se confrontiamo i dati con i beneficiari della misura vediamo come a oggi la fase 2 del reddito di cittadinanza stia dimostrando la reale inefficienza del sistema.

Un reportage del Sole24Ore mostra chiaramente come da Nord a Sud della Penisola vi sia una sproporzione tra il numero di coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza e coloro che nella realtà sono convocati dai Centri per l’Impiego.

In tutta Italia, da Milano a Palermo, molti beneficiari del sussidio dell’ex governo giallo-verde non sono spendibili sul mercato del lavoro perché poco formati, poco scolarizzati e poco specializzati.

Una situazione inverosimile che dimostra come sia necessario puntare sulla formazione prima che sul lavoro e a confermarlo sono gli esperti del settore.

Vediamo perché il reddito di cittadinanza a quasi un anno dalla sua nascita può considerarsi un bluff e quanti beneficiari sono effettivamente occupati.

Reddito di cittadinanza, un grande bluff?

Sembra proprio un bluff questo reddito di cittadinanza se si vede a distanza di nove mesi quanti sono gli occupati e quanti gli inoccupabili tra i beneficiari.

È solo di qualche giorno fa la notizia di almeno 18mila beneficiari del reddito di cittadinanza che hanno trovato lavoro con la fase 2.

I dati sono stati diffusi da Anpal che si è detta entusiasta del risultato raggiunto. A oggi il quadro in realtà sembra più sconcertante perché degli oltre 750mila beneficiari del reddito di cittadinanza solo un terzo, poco più di 150mila, risulta convocato dai Centri per l’Impiego da Nord a Sud Italia.

I Centri per l’impiego necessiterebbero di maggiori strumenti per riuscire nel loro compito, anche se a oggi sono affiancati dai navigator.

Maurizio Del Conte, ex numero uno dell’Anpal, fa il quadro di una situazione in cui i beneficiari non sono specializzati e poco spendibili sul mercato del lavoro. La situazione dimostra come il lavoro più che nei Centri per l’Impiego andrebbe fatto nei centri di riqualificazione professionale.

Inoltre il sistema Anpal informatizzato per il controllo del processo, accettazione e relative sanzioni per i beneficiari del reddito di cittadinanza, ancora non funziona e molti Centri per l’Impiego non sono in grado di gestire da soli il processo.

Il quadro preoccupate viene da tutta Italia, anche dalla Campania e dalla Sicilia, dove i profili poco specializzati non sono occupabili.

Vito Grassi, il presidente dell’Unione industriali di Napoli, ritiene che in un clima generale di recessione economica e in un sistema macroeconomico penalizzante, le aziende non sono molto incentivate ad assumere chi ha scarse competenze professionali.

I profili dei beneficiari del reddito di cittadinanza sono tutti profili base che non hanno molta speranza nel sistema economico italiano, mentre a essere ricercate sono le figure altamente specializzate.

In Sicilia, e in particolare a Palermo dove risiedono la maggior parte dei beneficiari, il livello di scolarizzazione di questi è in media molto basso.

Quasi l’80% dei beneficiari che abbiano più di 30 anni non ha completato l’obbligo scolastico e il fenomeno è visibile anche tra i più giovani.

Il problema principale, come si evince, che fa del reddito di cittadinanza un sistema precario, è proprio la formazione e la preparazione di chi dovrebbe essere occupato in questa fase 2. Il reddito di cittadinanza dimostra così di ridursi a mero assistenzialismo.

Reddito di cittadinanza tra formazione e navigator

Guardiamo al reddito di cittadinanza in rapporto ai processi di formazione dei beneficiari, ma anche per la presenza ed efficienza delle nuove figure dei navigator.

In Veneto i processi di avviamento al lavoro, formazione e riqualificazione, anche con il sistema dei tirocini, del personale beneficiario del reddito di cittadinanza sembra essere in una fase positiva.

Nei Centri per l’Impiego di Roma i navigator, che hanno il compito di accompagnare i beneficiari nel percorso di formazione e inserimento lavorativo, si dicono molto speranzosi per il futuro di coloro che sono affidati loro.

Molti profili sono spendibili sul mercato del lavoro, altri no, ma possono essere inseriti nei servizi sociali del Comune non appena saranno attivati.

Al di là di questo però, una criticità emerge: a oggi non c’è ancora nessun contatto tra il Centro per l’Impiego e le aziende, tanto da farci chiedere ancora una volta se funzionerà davvero questo reddito di cittadinanza o se con il tempo si rivelerà davvero bluff a danno di tutti, beneficiari e non.

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