Roma, bar e ristoranti chiusi alle 18 fino a marzo: la previsione di D’Amato

Martino Grassi

9 Dicembre 2020 - 17:49

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A Roma i bar e ristoranti potranno dover continuare a chiudere alle ore 18 almeno fino a marzo. È questa la previsione dell’assessore alla Sanità D’Amato.

Roma, bar e ristoranti chiusi alle 18 fino a marzo: la previsione di D'Amato

I bar e i ristoranti a Roma, dovranno continuare a chiudere alle 18 almeno fino a marzo. È questa la previsione dell’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato, chiamato a fronteggiare l’emergenza sanitaria nella Regione, fornita nel corso di un’intervista al Messaggero.

La Capitale è una delle città europee che può vantare i migliori numeri in fatto di contagi, registrando le cifre più basse, tanto che per il momento il Lazio è sempre stata una regione gialla. Ma affinché queste statistiche continuino ad essere valide anche nei prossimi mesi, la Regione ha deciso di continuare ad intraprendere la strada della prudenza, e con molta probabilità proseguirà con le attuali restrizioni almeno fino alla prossima primavera.

Roma, bar e ristoranti chiusi alle 18 fino a marzo

Il virus, sebbene la situazione sembri migliorare di giorno in giorno, continua a correre in tutto il Paese e in Europa, per questo è necessario non abbassare la guardia, soprattutto perché “l’indice Rt non è sotto controllo e per la campagna di vaccinazione ci vorrà tempo”. Proprio per questo motivo l’assessore D’Amato prevede che i bar e i ristoranti dovranno continuare ad abbassare le serrande alle 18, proprio come stanno facendo da diverse settimane, almeno fino a marzo.

“Naturalmente ci saranno interventi per le attività che rimarranno chiuse, come per le palestre, per il mondo della cultura, per il commercio ambulante dei mercati. Una cosa deve essere chiara: le misure adottate sono e saranno sempre proporzionali alla situazione dell’epidemia”.

Continua D’Amato, aggiungendo che “nel Lazio siamo stati prudenti e Roma oggi è tra le capitali europee che, pur con molte difficoltà, hanno sofferto meno, grazie al rigore dei comportamenti e anche alle misure che abbiamo adottato. Ora bisogna proseguire”.

Per il momento l’obiettivo è quello di arrivare ad un indice Rt pari allo 0,5%, una meta non scontata viste le “settimane di festa davanti. E se le persone dovessero spostarsi come in estate, la terza ondata è più una certezza che una probabilità”.

Il piano vaccini del Lazio

Intanto inizia a rendersi sempre più necessario un piano vaccini anche a livello locale. L’assessore della Sanità ha precisato che la sua Regione si sta attrezzando per avere a disposizione 8 milioni di dosi, che permetteranno di immunizzare fino a 4 milioni di cittadini, essendo necessaria una seconda dose. D’Amato ha concluso affermando che:

“L’obiettivo è arrivare all’immunità di gregge, la copertura vaccinale deve essere superiore al 70%. Sarà una campagna complicata, dato il numero di persone coinvolte, durerà fino al termine del 2021. Partiremo con i vaccini al personale sanitario negli hub ospedalieri, poi quando arriveremo in tarda primavera al picco della campagna, ci sarà bisogno di tutte le forze possibili”.

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