La Generazione Z rilancia uno dei trend più controversi degli anni 2000

Andrea Fabbri

30 Novembre 2025 - 06:24

La Generazione Z sta rilanciando una delle principali mode dei primi anni 2000, quella dei tavoli comuni in cui cenare con perfetti sconosciuti

La Generazione Z rilancia uno dei trend più controversi degli anni 2000

“Non abbiamo mai mangiato insieme pasta e fagioli” è un detto popolare italiano che significa che due o più persone non sono in rapporti così stretti perché non hanno mai condiviso un pasto.

Non sappiamo se i giovani della Gen Z conoscono i vecchi proverbi, ma una cosa è sicura: stanno riscoprendo la magia dei tavoli comuni diventata famosa a inizio millennio in cui diversi ospiti, sconosciuti e indipendenti, siedono insieme per condividere il pasto e conoscersi.

Ma perché è tornato di moda questo trend? E perché proprio in questo preciso momento storico? Proveremo a capirlo nei prossimi paragrafi.

Un nuovo bisogno di socialità

Secondo una ricerca di mercato di uno dei più importanti servizi di prenotazione mondiali di ristoranti, circa il 90% degli intervistati della Gen Z dichiara di apprezzare i tavoli comuni. Una percentuale che cala di 30 punti percentuali quando la domanda sull’apprezzamento dei tavoli condivisi viene fatta ai Baby Boomer.

Interessanti anche le motivazioni dell’apprezzamento dei più giovani. Il 63% di loro vede i tavoli comuni come la situazione ideale per incontrare e conoscere nuove persone. Metà degli intervistati ha ammesso di aver iniziato a parlare al tavolo con persone che altrimenti avrebbe ignorato, e un terzo ha dichiarato di aver stretto nuove amicizie durante pranzi e cene.

Il fenomeno ha motivazioni profonde

La Generazione Z è la prima in assoluto in cui le interazioni digitali hanno un peso pari o maggiore di quelle “in presenza”.

Ma l’uomo è per sua stessa natura un “animale sociale”, come sosteneva Aristotele, e per la maggior parte degli individui è quasi impossibile vivere senza vedere e toccare gli altri. È proprio qui che entrano in gioco i tavoli comuni, un vero e proprio “cuscinetto sociale” prezioso per combattere l’isolamento e ricostruire reti di relazioni “vere” senza avatar o profili virtuali.

La Generazione Z riscopre vecchi abitudini

Le passioni della Gen Z sembrano procedere in due direzioni diverse e all’apparenza opposte: da un lato si va verso una digitalizzazione sempre più pronunciata e invasiva. Dall’altro è iniziata una riscoperta dei fenomeni sociali che hanno caratterizzato le nostre società fino a pochi decenni fa.

Un esempio su tutti quello delle cene a tema. Sembra incredibile ma i giovani hanno iniziato a riscoprire la magia di eventi con un filo conduttore in cui mangiare, chiacchierare e fare networking con gli sconosciuti. Il tutto mettendo in discussione le regole tradizionali del galateo, ritenute ormai inutili e obsolete.

Un fenomeno molto curioso, invece, è quello dell’aumento della frequenza dell’abitudine di cenare in solitaria. In questo caso, però, il mangiare da soli non è una costrizione, ma un modo per prendersi cura di sé stessi.

Una cura che si traduce nel rapporto con l’alimentazione. I membri della Gen Z non considerano più i pasti come semplici mezzi di sostentamento. Al contrario, danno grande importanza alla sostenibilità, alla qualità della dieta e al valore esperienziale del pasto stesso, in compagnia o in solitaria che sia.

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