Pensioni Quota 41: mancano i fondi per i precoci. La confessione di Poletti

Anna Maria D’Andrea

5 Novembre 2016 - 13:30

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La confessione di Poletti durante il Question Time: mancano i fondi per pagare le pensioni ai precoci Quota 41. Novità riforma pensioni 2017.

Pensioni Quota 41: mancano i fondi per i lavoratori precoci.

Questa novità sulle pensioni Quota 41 è stata annunciata dal Ministro del Lavoro Poletti, secondo il quale in base alle risorse stanziate per 2017-2020 sarà possibile garantire la pensione soltanto a una piccola schiera di lavoratori precoci.

Questa l’ultima notizia sulle pensioni precoci che solleva notevoli preoccupazione sui fondi stanziati per la platea di lavoratori che, in base alle novità Legge di Bilancio 2017, hanno diritto a ritirarsi dal lavoro con 41 anni di contributi e senza penalizzazioni.

La risposta del Ministro del Lavoro Poletti all’interrogazione parlamentare dell’on. Walter Rizzetto di Forza Italia è chiara: pochi fondi a disposizione che non hanno reso possibile garantire la pensione anticipata a tutti i lavoratori precoci.

Le ultime novità sulle pensioni precoci Quota 41 avevano già annunciato maglie strette sulla platea di lavoratori che avendo maturato i contributi necessari per accedere al trattamento pensionistico potranno richiedere la pensione. Dagli 80 mila lavoratori la cifra cala a 25 mila contribuenti.

Insomma, la confessione di Poletti conferma l’addio alle pensioni precoci per mancanza di fondi. Ma chi avrà invece diritto alla pensione Quota 41 e quali le novità per i lavoratori precoci?

Pensioni Quota 41: mancano i fondi per i precoci. Le parole di Poletti

La Legge di Bilancio 2017 e le ultime novità pensioni 2017 Quota 41 parlano chiaro: il diritto alla pensione anticipata sarà garantita soltanto ad una piccola schiera di lavoratori che hanno raggiunto i 41 anni di contributi.

Mancano i fondi per garantire la pensione a tutti i lavoratori precoci. La confessione del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti arriva durante il Question Time; alla domanda posta da Walter Rizzetto, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, vicepresidente della commissione Lavoro, il Ministro ha affermato che le risorse stanziate per il triennio 2017-2019 potrebbero non bastare.

Per i tre anni sono stati messi a disposizione fondi insufficienti, nella misura di 360 milioni per il 2017, 550 per il 2018, 570 per il 2019 e 590 a partire dal 2020.

Il diritto ad accedere a Quota 41 sarà garantito soltanto a specifiche categorie di lavoratori. Si restringe la platea e il diritto ad andare in pensione anche senza il raggiungimento del requisito anagrafico non sarà esteso a tutti i lavoratori che hanno raggiunto i 41 anni di contributi di cui almeno uno prima del compimento dei 19 anni.

Cosa stabilisce la Legge di Bilancio 2017 per le pensioni precoci e quali sono le novità Quota 41?

Nella manovra finanziaria del prossimo triennio ex Legge di Stabilità viene previsto che i lavoratori che abbiano versato almeno 12 mesi di contributi prima dei 19 anni d’età sono identificati come precoci e possono accedere a Quota 41, ovvero uscire dal lavoro un anno e 10 mesi prima per gli uomini e 10 mesi prima per le donne.

Ma soltanto a specifiche condizioni, ovvero in situazioni di grave disagio economico e sociale.

Per i restanti lavoratori precoci, più di 50 mila contribuenti è possibile chiedere il cumulo gratuito dei contributi versati alle diverse gestioni Inps in casi di carriera discontinua oppure accedere all’anticipo pensionistico Ape.

Intanto i lavoratori precoci Quota 41 hanno annunciato una manifestazione di protesta. Sarà il 12 novembre a Torino la marcia contro la riforma pensioni 2017 inserita in Legge di Bilancio 2107 che esclude più della metà dei lavoratori precoci dalla possibilità di accedere al prepensionamento.

Pensioni Quota 41: ecco chi può accedere

Regole troppo rigide per accedere a Quota 41 e limiti per i lavoratori precoci. Chi potrà invece accedere alla pensione anticipata in base a quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2017?

Il requisito base è aver versato almeno 12 mesi di contributi prima del compimento di 19 anni d’età e 41 anni di contributi totali. In base a quello che è stato stabilito dalla riforma pensioni 2017 possono accedere a Quota 41, ovvero il pensionamento prima del raggiungimento del requisito anagrafico di 62 anni d’età le seguenti categorie di lavoratori precoci:

  • lavoratori in stato di disoccupazione e fuori dall’indennità di disoccupazione da almeno 3 mesi per cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale;
  • lavoratori precoci che assistono da almeno 6 mesi un familiare (coniuge o parente di primo grado convivente) che gode del diritto alla Legge 104;
  • lavoratori con invalidità civile superiore o uguale al 74%;
  • lavoratori impegnati in lavori usuranti, ovvero in occupazioni particolarmente rischiose e difficoltose.

La legge tutela in via esclusiva le categorie di lavoratori che versano in uno stato di disagio economico e sociale appurato.

Per saperne di più ti consigliamo -> Pensioni precoci, novità: pensione anticipata con Quota 41 nella riforma, cosa cambia

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