Smetti di lavorare nel 2026 sono se hai raggiunto questi importi minimi di pensione. Ecco le soglie aggiornate dopo la rivalutazione.
Abbiamo già parlato di come la rivalutazione aumenta gli importi delle pensioni e dei trattamenti assistenziali come l’Assegno sociale o i bonus famiglia come l’Assegno unico. Quel che non va dimenticato però è che gli aumenti hanno ripercussioni anche sulle regole per andare in pensione, visto che ci sono alcune opzioni di pensionamento che oltre all’età pensionabile e ai contributi previdenziali richiedono anche il raggiungimento di una certa soglia economica.
Nel dettaglio, ciò vale per coloro che hanno la pensione calcolata interamente con il sistema contributivo, quindi per chi non ha contributi versati prima del 31 dicembre 1995 oppure ricorrono a delle opzioni di pensionamento, come ad esempio il computo della Gestione Separata, per le quali è previsto il ricalcolo contributivo dell’Assegno.
Per questi lavoratori l’accesso ad alcune forme della pensione, come quella di vecchiaia o l’anticipata riservata ai contributivi, è condizionato dall’aver raggiunto un certo importo che appunto nel 2026 sarà più elevato rispetto al 2025. Questo perché la soglia di riferimento è data dall’Assegno sociale, quella prestazione assistenziale che spetta a coloro che al compimento dei 67 anni di età sono in una situazione economica di difficoltà.
Ebbene, anche l’Assegno sociale è soggetto a rivalutazione: pertanto, se da una parte l’aumento garantirà un po’ di respiro ai percettori - per quanto si tratti di pochi euro in più al mese - dall’altra farà sì che la soglia minima da raggiungere per andare in pensione sarà leggermente più alta.
Quanto devi prendere di pensione per andarci a 67 anni
Per andare in pensione a 67 anni con la pensione di vecchiaia servono in genere almeno 20 anni di contributi. Tuttavia questo non basta sempre: per chi rientra interamente nel sistema contributivo, infatti, è previsto anche il raggiungimento di una soglia minima di importo. Si tratta di un meccanismo pensato dal legislatore per assicurare che, una volta cessata l’attività lavorativa, il pensionato disponga di un reddito sufficiente a garantirsi l’autosufficienza economica, evitando che ricada immediatamente nella condizione per cui dovrebbe essere sostenuto dallo Stato tramite l’Assegno sociale.
Oggi questa soglia minima, cioè l’importo che la pensione deve raggiungere per poter accedere alla vecchiaia con il calcolo contributivo puro, è pari a 538,68 euro al mese, ossia 7.002,84 euro annui. Nel 2026, con la rivalutazione dell’1,4% applicata all’Assegno sociale, la soglia sarà leggermente più alta. Applicando l’aumento, il nuovo valore minimo richiesto si attesterà intorno a 546,21 euro al mese, pari a circa 7.100 euro l’anno.
Quanto devi prendere di pensione per andarci a 64 anni
Se per la vecchiaia a 67 anni basta raggiungere la soglia minima legata all’Assegno sociale, l’uscita anticipata a 64 anni - riservata esclusivamente ai contributivi puri - richiede un importo molto più elevato. Anche in questo caso parliamo di lavoratori che hanno tutti i contributi versati dopo il 1° gennaio 1996, oppure di chi opta per strumenti come il computo nella Gestione separata, che comportano il ricalcolo contributivo dell’intera pensione.
L’accesso richiede almeno 25 anni di contribuzione e il compimento dei 64 anni di età, ma il vero discrimine è rappresentato dalla soglia economica. Il legislatore ha infatti previsto che, per lasciare il lavoro tre anni prima della vecchiaia ordinaria, la pensione maturata sia già abbastanza elevata da garantire un’autosufficienza economica ben superiore al minimo vitale. Poiché il parametro di riferimento è anche in questo caso l’Assegno sociale, la rivalutazione dell’1,4% prevista per il 2026 incide direttamente sui requisiti. Con l’aumento dell’Assegno sociale a 546,21 euro al mese, infatti, salgono automaticamente anche le soglie richieste per il pensionamento anticipato.
Nel dettaglio, nel 2026 per ottenere la pensione a 64 anni, sarà necessario raggiungere:
- 1.638,63 euro al mese per la generalità dei lavoratori (3 volte il nuovo importo dell’Assegno sociale);
- 1.529,39 euro al mese per le donne con un figlio (2,8 volte il nuovo importo);
- 1.420,15 euro al mese per le donne con almeno due figli (2,6 volte il nuovo importo).
Si tratta di requisiti molto selettivi, che restringono inevitabilmente la platea di chi può sfruttare questa opportunità. L’anticipo contributivo a 64 anni è infatti pensato come un percorso riservato a chi, nella propria carriera, ha avuto un reddito stabile e sufficiente a costruire un montante tale da generare un assegno elevato già prima dei 67 anni. Per tutti gli altri, l’uscita anticipata resta tecnicamente possibile, ma di fatto irraggiungibile proprio a causa della soglia economica da centrare.
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