La riforma Fornero incide principalmente sui requisiti di accesso alla pensione. Un problema reale ma diverso da quello degli assegni sempre più bassi.
Nel dibattito pubblico, quando si parla di pensioni, il “colpevole” ha quasi sempre lo stesso nome: la Fornero. Se le nostre pensioni saranno decisamente più basse di quelle dei nostri padri, la risposta sembra automatica: è colpa della Fornero. Un riflesso condizionato che si ripete nel tempo, fino a diventare quasi un mantra.
Eppure, la realtà è più complessa. La riforma del 2011 ha inciso soprattutto sui requisiti di accesso: età pensionabile e anni di contributi, più che sull’importo dell’assegno in sé. Il cambiamento strutturale che ha determinato l’abbassamento delle pensioni arriva da più lontano ed è opera di un altro governo, anch’esso tecnico, peraltro: quello guidato da Lamberto Dini nel 1995.
Vediamo allora cosa ha previsto davvero quella riforma e perché è lì che bisogna guardare per capire le pensioni di oggi e, soprattutto, quelle di domani. [...]
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