Vuoi andare in pensione a 67 anni di età? Puoi farlo solo se hai guadagnato abbastanza soldi. Ecco quanti.
Spesso si commette l’errore di vedere la pensione di vecchiaia come un traguardo che richiede esclusivamente il possesso di 20 anni di contributi, ma non è così. Con il passaggio al sistema contributivo si è aggiunto infatti un ulteriore requisito, di tipo economico, secondo il quale il diritto alla pensione a 67 anni si matura solo nel caso in cui l’importo quantificato dall’Inps abbia raggiunto una certa cifra.
Nel dettaglio, il legislatore si è voluto assicurare che coloro che vanno in pensione non siano più a carico dello Stato: come? Stabilendo che per smettere di lavorare a 67 anni bisogna aver raggiunto almeno l’importo dell’assegno sociale, escludendo così il rischio che si possa avere diritto a maggiorazioni sociali come l’incremento al milione o l’assegno sociale stesso (che in alcune occasioni può essere utilizzato per incrementare l’importo della pensione).
Ricordiamo invece che l’integrazione al trattamento minimo non spetterebbe comunque, in quanto è esclusa per coloro che hanno la pensione calcolata interamente con il sistema contributivo.
Ecco perché nel corso della carriera bisogna fare attenzione a quanto si guadagna. Abbiamo già visto, infatti, come stipendi bassi - ad esempio nel caso di chi lavora part-time - possano portare al riconoscimento parziale della contribuzione, visto che per averla piena bisogna guadagnare l’importo minimo definito dalla legge.
Ma lo stipendio è importante anche perché direttamente legato all’importo che si prenderà di pensione: retribuzioni molto basse potrebbero quindi impedire di andare in pensione a 67 anni, rinviando il collocamento in quiescenza all’età di 71 anni.
Quanto devi guadagnare per andare in pensione a 67 anni
Lo stipendio è molto importante in vista della pensione futura. Ad esempio, serve guadagnare almeno circa 245 euro a settimana per il riconoscimento della contribuzione piena. In caso di stipendi più bassi bisognerà lavorare per più di 20 anni affinché venga raggiunto il requisito contributivo minimo per la pensione di vecchiaia.
Quanto bisogna guadagnare, invece, per essere sicuri di raggiungere il requisito economico minimo per l’accesso alla pensione di vecchiaia?
Per rispondere dobbiamo guardare a come funziona il sistema contributivo, che si applica interamente nei confronti di coloro che hanno un’anzianità contributiva successiva all’1° gennaio 1996.
Per loro la regola prevede che il diritto alla pensione a 67 anni si raggiunga con 20 anni di contributi e con un importo di pensione che sia almeno pari a quello dell’assegno sociale, pari a 546,24 euro nel 2026.
Ma come si raggiunge questa soglia? Il principio alla base del calcolo contributivo è quello secondo cui i contributi versati annualmente vengono rivalutati e trasformati in pensione attraverso un apposito coefficiente di trasformazione, che per coloro che vanno in pensione a 67 anni nel 2026 è pari al 5,608%.
A questo punto bisogna fare un passaggio a ritroso per capire quanto bisogna guadagnare per raggiungere i 546,24 euro mensili di pensione, pari a 7.101,12 euro l’anno (13 mensilità), necessari per andarci a 67 anni.
Sappiamo che il coefficiente è pari al 5,608%, quindi serve aver maturato un montante contributivo di circa 126.600 euro.
Con 20 anni di contributi significa che per ogni anno bisogna aver messo da parte almeno 6.330 euro di contributi.
Sappiamo che nel caso del lavoro dipendente i contributi sono pari al 33% della retribuzione, quindi per raggiungere il minimo contributivo richiesto serve uno stipendio medio di circa 19.200 euro lordi l’anno, ossia circa 1.470 euro lordi al mese (considerando 13 mensilità).
Anche uno stipendio leggermente più basso può essere sufficiente se si considera che i contributi versati vengono rivalutati nel tempo, aumentando quindi il montante contributivo.
Con 30 anni di contributi, invece, la media degli stipendi percepiti può essere anche più bassa. In questo caso, infatti, per raggiungere il montante minimo di circa 126.600 euro basta versare circa 4.220 euro di contributi l’anno, che corrispondono a una retribuzione di circa 12.800 euro lordi annui, ossia poco meno di 1.000 euro lordi al mese.
Cosa succede se non si raggiunge la soglia minima richiesta
Se gli stipendi sono molto bassi e non permettono di raggiungere la soglia minima richiesta, per il lavoratore non ci sono alternative.
Niente pensione a 67 anni: al massimo, se ne soddisfa i requisiti, potrà accedere all’assegno sociale e dovrà attendere i 71 anni di età (che nel frattempo potrebbero anche aumentare per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita) ricorrendo alla pensione di vecchiaia contributiva.
In quel caso di contributi ne servono appena 5 anni e non c’è una soglia minima economica da raggiungere: una via d’uscita che va in soccorso di coloro che, proprio a causa di stipendi troppo bassi, non hanno maturato né i contributi né l’importo minimo richiesto per la pensione di vecchiaia ordinaria.
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