Pensione a 67 anni? Non basta più: presto rischiamo altri mesi di lavoro

Pietro Pisello

03/12/2025

A meno di sorprese dell’ultimo momento, sembra quindi inevitabile che il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia. Proprio come previsto dalla Legge Fornero.

Pensione a 67 anni? Non basta più: presto rischiamo altri mesi di lavoro

Si è ormai trasformata in una vera corsa contro il tempo la ricerca delle risorse necessarie per salvare una delle battaglie più care alla Lega: la sterilizzazione della Legge Fornero, ossia dell’adeguamento automatico dell’età pensionabile.

Senza un intervento immediato, infatti, questa norma rischia di far slittare ulteriormente il traguardo della pensione, portandolo dai già elevati 67 anni previsti per la pensione di vecchiaia fino a 67 anni e tre mesi entro il 2028.

Il punto è che, pur trattandosi di un meccanismo che scatterà solo tra qualche anno, per ragioni tecniche, la manovra 2026 (quella che si sta definendo in questi mesi) deve già trovare i fondi necessari per bloccarlo. Altrimenti il rialzo scatterà in automatico, senza più margine d’intervento.
Ma andiamo per ordine: come e quando scatta l’aumento dell’età di pensionamento?

Legge Fornero e adeguamento del requisito anagrafico

La Legge Fornero nasce nel pieno di una delle fasi economiche più delicate per l’Italia. Siamo alla fine del 2011: il governo Monti è in carica da poche settimane per affrontare l’emergenza finanziaria che aveva messo il Paese sotto la pressione dei mercati internazionali e dell’Unione Europea.
Una delle prime riforme su cui intervenire era proprio quella delle pensioni. La previdenza, infatti, è da sempre la principale voce di spesa del bilancio italiano e, con tutta probabilità, lo sarà sempre di più a causa del progressivo e inesorabile invecchiamento della popolazione.
Cosa si è deciso di fare con la riforma Fornero? Adeguare l’età pensionabile all’aspettativa di vita media: più questa aumenta, più il requisito anagrafico si sposta in avanti.
Oggi, i requisiti per la pensione di vecchiaia sono sostanzialmente due:

  • almeno 67 anni di età
  • almeno 20 anni di contributi versati

Entrambi devono essere presenti. Il requisito contributivo è generalmente più semplice da raggiungere, mentre quello anagrafico rappresenta già una soglia piuttosto importante.
Inoltre, come stabilisce la norma, l’età pensionabile deve essere aggiornata ogni due anni in base all’aspettativa di vita. E qui arriva la “beffa”: se la speranza di vita dovesse diminuire, come accaduto nel 2020 in piena pandemia da Covid-19, non si assiste comunque a un abbassamento del requisito anagrafico.
Ad ogni modo, le proiezioni ISTAT indicano che la popolazione italiana continuerà a invecchiare: di conseguenza, aumenterà anche l’età pensionabile, che da 67 anni passerà a 67 anni e 3 mesi, poi 6 mesi, e così via.
Insomma, non una buona notizia. Non a caso, l’abolizione della Fornero è stata per anni uno dei temi forti della destra (Lega in primis). Oggi, però, ci si limita a proporre un congelamento temporaneo degli aumenti, solo per il prossimo biennio, e non è nemmeno certo che si riesca a realizzarlo.

Quando scatterà il prossimo aumento delle pensioni?

Alla luce degli ultimi dati ISTAT sulla speranza di vita, dal 1° gennaio 2027 sarà necessario un mese in più per poter uscire dal lavoro. A questo si aggiungeranno altri due mesi dal 2028, per un totale di tre mesi in più rispetto ad oggi.
Per evitare questo aumento, sarebbe necessario intervenire subito, inserendo una proroga già nella legge di bilancio 2026. Ad oggi, però, non sembrano esserci le coperture economiche necessarie per farlo.
Una piccola deroga potrebbe scattare per alcune categorie specifiche, come i lavoratori che svolgono mansioni gravose o usuranti, ma si tratta comunque di una percentuale molto ridotta della platea totale, circa l’1%. Il congelamento totale dell’aumento (che riguarderebbe tutti i lavoratori) è fortemente sostenuto dalla Lega, ma allo stato attuale la misura appare lontana dall’essere realizzabile proprio per la scarsità delle risorse a disposizione.
A meno di sorprese dell’ultimo momento, sembra quindi inevitabile che il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia salga a 67 anni e 3 mesi entro il 2028. Proprio come previsto dalla Legge Fornero: nessuna sterilizzazione, nessuna abolizione. E i numeri non fanno ben sperare: secondo le previsioni ISTAT, se il trend demografico dovesse proseguire in questa direzione, entro il 2050 l’età pensionabile potrebbe arrivare addirittura a sfiorare i 70 anni.