Pensioni, novità: cosa propongono i sindacati al posto dell’Ape?

Chiara Ridolfi

20/07/2016

20/07/2016 - 11:52

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Pensioni news di oggi: quali idee avanzano le parti sociali in alternativa all’Ape? Di seguito le proposte messe sul tavolo e proposte al Governo per il prossimo incontro.

La riforma delle pensioni ha comportato solo grandi critiche e disguidi per il momento. I sindacati non hanno le idee chiare sulla struttura di riforma proposta dal Governo. L’Ape sembra per il momento solo un modo di penalizzare i lavoratori e un modo sbagliato per risolvere la situazione lavorativa in Italia.

La riforma delle pensioni non piace proprio ai sindacati, dal momento che, così strutturata, risulta troppo dispendiosa per il lavoratore in uscita. L’Ape fa discutere ormai da mesi e i punti deboli sono stati analizzati in ogni loro sfaccettatura. Il problema però rimane uno: le proposte delle parti sociali non prendono in considerazione i dati.
I segretari generali hanno infatti lamentato la mancanza di una diffusione di numeri (come ad esempio le coperture per la manovra) da parte del Governo. Le proposte che hanno ideato non hanno alla base nessuna tipo di statistica, dal momento che il Governo non ha ancora condiviso ancora nessuna informazione sull’Ape e le coperture a disposizione.

Mentre Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, continua dare battaglia e discutere con Poletti, gli altri esponenti cercano soluzioni. La riforma deve essere create nel minor tempo possibile, dal momento che la Legge di Stabilità verrà varata a settembre.
La scadenza ultima, secondo Damiano e Camusso, è la fine del mese di luglio, non si può andare oltre questa data.
Sebbene il Governo stia lavorando a pieno ritmo per trovare soluzioni e sbloccare la situazione del mercato del lavoro in Italia, i sindacati continuano a brancolare nel buio e richiedere dei numeri su cui lavorare e adattare le proposte.

L’Ape non è chiara non solo per i lavoratori uscenti, ma anche per i segretari generali. Le coperture non sono state rese note, non è stato dichiarato il numero preciso di lavoratori che ne usufruiranno e in che modo saranno restituite le quote prestate. In sostanza i sindacati continuano a cercare soluzioni alla cieca e sperando di avere fortuna. Nel frattempo Nannicini convoca un altro tavolo di trattative e spiega gli argomenti di discussione di quello che dovrebbe essere l’ultimo incontro tra Governo e sindacati.

Quali sono le soluzioni proposte dai sindacati in sostituzione all’Ape? Cosa chiedono al Governo per cambiare la situazione? Di cosa si discuterà nel prossimo incontro? Vediamo insieme le proposte che sono state avanzate nel corso di questi mesi e che verranno proposte al prossimo incontro.

Ti consigliamo di leggere anche Riforma pensioni novità: Ape nella Legge di Stabilità 2017

Pensioni, novità: le proposte di Susanna Camusso

Il segretario generale della Cgil è sempre stata contraria all’Ape, dal momento che le penalizzazione comportano dei carichi eccessivi per il lavoratore. Negli ultimi tempi la rappresentante della Cgil ha trovato un grande alleato: Cesare Damiano.
Le vedute molto simili dei due esponenti li portano infatti ad avere un piano di manovra comune.

Susanna Camusso ritiene che la giusta strategia per cambiare la situazione in Italia sia quella di revisionare la Legge Fornero. Le sue proposte sono infatti tutte incentrate su questo punto e prevedono di stabilire dei criteri diversi in base alle categorie di appartenenza del lavoratore. La Camusso ritiene infatti che uno dei maggiori problemi della Legge Fornero sia il suo agire sulle classi lavorative senza distinzioni.
La tutela dei lavoratori più deboli e soprattutto di quelli che svolgono mansioni logoranti è infatti fondamentale, dal momento che non le varie categorie hanno aspettative di vita differenti.

La Legge Fornero deve essere revisionata soprattutto guardando ai lavoratori della professioni usuranti e a quelli che sono stati maggiormente colpiti dall’introduzione dei nuovi criteri. Su questo punto Cesare Damiano e Susanna Camusso si trovano in pieno accordo e non solo entrambi propongono la revisione della riforma Fornero, ma anche l’introduzione, in caso passasse l’Ape di misure a impatto zero.

Per approfondire l’argomento della revisione della Legge Fornero ti consigliamo di leggere Pensioni, novità: alla Camera proposta la correzione della Legge Fornero. Per sapere quali sono state le ultime proposte di Cesare Damiano.

Pensioni novità: cosa propone Barbagallo (Uil) al posto dell’Ape?

Il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, ha spiegato invece che non sono chiari gli obiettivi che il Governo vuole ottenere con l’Ape. Oltre agli obiettivi Barbagallo non ha chiaro tutto il progetto di riforma del Governo: i costi, le coperture, i lavoratori che ci potranno accedere.
I punti oscuri sono così tanti che non è possibile formulare delle ipotesi per apportare delle modifiche. Il segretario della Uil ha dichiarato essere in attesa di chiarimenti tecnici da parte di Poletti e Nannicini, che dovrebbero avvenire nei prossimi tavoli di confronto.

Il punto fondamentale per Barbagallo è però che, sebbene si giunga all’introduzione dell’Ape, vengano pensati dei differenti tassi d’interesse. Si dovrà infatti tener conto del reddito della persona, del suo assegno pensionistico e della situazione economica al momento della richiesta. Secondo il segretario della Uil non si può applicare a tutti lo stesso tasso d’interesse, dal momento che non tutti possono sostenere le spese.
Per ora sembra che il Governo stia andando in questa direzione e stia pensando a soluzioni totalmente finanziate dallo Stato per proteggere alcune categorie di lavoratori.

Per conoscere invece le ultime proposte avanzate da Ugl ti consigliamo di leggere Pensioni, novità: incontro Ugl-Governo. Nuove proposte per la flessibilità in uscita

Pensioni novità: Nannicini convoca i sindacati per il confronto

Nella giornata di ieri a parlare è stato Tommaso Nannicini, che ha convocato un altro tavolo per chiarire la situazione. L’Ape deve infatti essere messa a punto e non si possono perdere ancora mesi utili.
Gli argomenti di discussione sono già trapelati, almeno in parte, e si potrebbe anche arrivare ad un accordo conclusivo.

Il Governo esporrà le ulteriori manovre che dovrebbero essere affiancate all’Ape, ossia l’aumento per l’assegno pensionistico minimo, un bonus, dai 4 ai 6 mesi, per chi ha lavorato tra i 14 e i 18 anni, l’estensione della no tax area.
Ma soprattutto si prenderà in esame la cancellazione delle “finestre” e degli altri vincoli normativi per coloro che svolgono lavori usuranti.

Il Governo cerca di andare nella direzione indicata dai sindacati, di prendere in esame le manovre proposte e soprattutto di trovare le coperture per tali manovre. “Spunti positivi di un confronto che è già andato oltre i titoli”, questo è il primo commento di Barbagallo, che si ritiene soddisfatto della direzione intrapresa dal Governo.
Più cauta è invece Susanna Camusso, che mette in luce come i confronti tra sindacati e Governo potrebbero andare avanti per anni, senza mai trovare una soluzione, se nessuna delle due parti fa un passo nella direzione dell’altro.

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