Pensioni, novità: aumenta la platea dell’Ape senza penalizzazioni. Il punto sull’Ape social

Pensioni news di oggi: l’Ape social potrebbe essere estesa anche ad altre categorie. Il Governo cerca di incentivare i lavoratori all’uscita anticipata e di arrivare pronto al tavolo con i sindacati.

Le novità per la riforma delle pensioni verranno messa in chiaro il 27 settembre, nell’incontro tra sindacati e Governo. Le manovre sono quasi tutte state stabilite e martedì verranno chiarite alle parti sociali, tra gli argomenti di discussione c’è anche l’Ape social.
La proposta è quella di estendere l’Ape senza costi di penalizzazione anche ad altre categorie di lavoratori.

L’Ape social è una delle proposte che piacciono di più alle parti sociali, che vedono un mezzo per poter mandare in pensione anche chi non ha le possibilità economiche per farlo. I lavoratori più deboli, mediante questo programma di uscita senza penalizzazioni.
Nella giornata di domani verranno chiariti anche i tassi di penalizzazione che verranno applicati sul prestito per l’Ape e verranno chiariti i criteri per usufruire dell’anticipo pensionistico senza penalizzazioni.

Sarà possibile conoscere con precisione i soggetti che beneficeranno degli sgravi dopo che la manovra verrà inserita nella Legge di stabilità, ma al momento già si conoscono le categorie per cui è stata ideata. Il Governo punta tutto su questa manovra e investirà gran parte delle finanze che ha a sua disposizione per farla andare in porto.
Il fallimento dell’Ape comporterebbe il mal funzionamento della riforma delle pensioni in toto e un congelamento del mercato del lavoro.

In sostanza l’Ape deve funzionare a tutti i costi e i rappresentanti del Governo questo lo sanno bene. I sindacati martedì dovranno vedere delle proposte che siano adeguate e che soddisfino le loro richieste, solo in questo modo potranno essere accontentati anche i lavoratori.
Vediamo insieme quali sono le nuove categoria che rientreranno nell’Ape a costo zero e in che modo si riuscirà ad applicare questa manovra.

Pensioni, novità: Ape a costo zero si allarga la platea degli aventi diritto

Poletti e i suoi collaboratori giocano ormai il tutto per tutto e provano a dare la spinta finale all’Ape. Lo staff del Governo cerca infatti di aumentare i finanziamenti per estendere l’Ape ad altri lavoratori, in modo da non infliggere delle penalizzazioni troppo pesanti per coloro che si trovano in difficoltà.
L’Ape senza penalizzazioni, anche detta Ape social, è stata istituita per permettere anche ai lavoratori con uno stipendio più basso di poter andare in pensione in anticipo.

Nelle discussioni di domani si proporrà quindi l’Ape senza penalizzazioni non solo per disoccupati di lungo periodo, disabili e lavoratori con stipendio basso. Nella manovra rientreranno anche coloro che hanno una situazione svantaggiata e che percepiscono un assegno pensionistico basso.
Per queste categorie saranno previsti degli sgravi fiscali che permetteranno di andare in pensione anticipata senza per dover pagare il prestito.

Per ottenere questo allargamento della platea il Governo sta pensando di agire in due diversi modi. Una prima strategia è quella di individuare le mansioni che comportano maggiore rischio di infortuni sul lavoro.
In questo modo entrerebbero nell’Ape anche operai del settore edile, i macchinisti e il personale dell’esercito.

In sostanza si cerca di individuare delle mansioni che sono più vicine ai lavori usuranti ed inserirle in questa categoria. In pratica coloro che svolgono mansioni di maggiore peso fisico e con un maggiore rischio di infortuni potrebbe beneficiare di un’uscita dal lavoro a costo zero.

In questo modo verrebbero però esclusi i lavoratori che svolgono mestieri faticosi, ma che non corrono grandi rischi di infortuni sul posto di lavoro, come ad esempio le maestre. Di conseguenza questa prima strada potrebbe non incontrare il favore dei sindacati, che invece preferirebbero la seconda proposta.

Pensioni, novità: Ape social per tutti i lavoratori con “mansioni faticose”

La seconda possibilità che Poletti sta vagliando è quella di stabilire la riforma pensioni a costo zero per chi svolge un lavoro faticoso, anche se non comporta rischi. Questa possibilità incontra anche il favore dei sindacati, che da ormai mesi si battono per far prendere in esame la situazione dei lavoratori usuranti.
Non solo il Governo potrebbe cambiare idea e provare a stabilire delle manovre per questa categoria, ma potrebbe anche estenderla.

I paletti però rimarrebbero e l’Ape social sarà solo per coloro che hanno un assegno pensionistico di 1500 euro lordi al mese. Una cifra che i sindacati cercano di aumentare e di far salire almeno fino a 1650 euro di lordo.
Difatti inserendo questa cifra si potrebbero introdurre anche i macchinisti e gli operai specializzati nella categoria dell’Ape social, esclusi invece con il tetto del Governo.

Tutto dipenderà però dal Def e da quanti soldi si avranno a disposizione per la riforma delle pensioni. Si pensa infatti che si riuscirà ad arrivare a 2 miliardi, ma non si raggiungerà comunque la quota richiesta dai sindacati.
Nel Def devono infatti rientrare molte voci, tra cui la crescita del Pil, e non sarà possibile reperire ulteriori finanziamenti.

Si dovrà attendere il 27 settembre per scoprire tutte le novità sulla riforma delle pensioni e per avere notizie certe. In questa data infatti si terrà il tavolo tra Governo e sindacati e verranno anche rese note le cifre del Def e di conseguenza i numeri chiari per l’Ape e le altre manovre.

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