Statali, blocco degli stipendi anche nel 2015. Le forze dell’ordine minacciano scioperi

Il Ministro Madia annuncia il blocco degli stipendi statali anche per il 2015 e scatta l’allarme. I sindacati sono sul piede di guerra e le forze dell’ordine minacciano lo sciopero generale alla fine di settembre.

La coperta è (sempre) troppo corta. Il Ministro Madia ha annunciato il blocco degli stipendi per gli statali anche per il 2015, perché non ci sono risorse (servono per prorogare gli 80 euro al mese, serviti a cosa?), generando un’ondata di malcontento, che preannuncia mobilitazioni e scioperi.

La situazione è tutt’altro che incoraggiante. Seconde le stime della CGIL, negli ultimi 5 anni il costo della vita ha subito un incremento dell’8%. Nello stesso periodo gli statali hanno perso, in media, 4.800 euro. Ciò ha influito sul potere d’acquisto, abbassatosi a causa dell’aumento del costo della vita appena citato.

Secondo l’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni), dati aggiornati allo scorso anno, la retribuzione lorda media annua è pari a circa 27.500 euro. Esistono però delle differenze:

  • per i militari lo stipendio medio è di circa 32.300 euro lordi;
  • per le forze dell’ordine oltre i 34.000;
  • per gli altri lavoratori statali inferiore a 26.500 euro.

Nel settore privato e nell’industria si registrano invece, rispettivamente, stipendi medi di 27.000 euro annui e 27.785 euro annui.

Sindacati sul piede di guerra

I sindacati sostengono uniti l’incomprensibilità della scelta del governo. Raffaele Bonanni della Cisl denuncia:

«guanti bianchi per le municipalizzate e la mannaia su dipendenti pubblici».

Segue la Camusso:

«Non comprendiamo la logica per cui si continua a prorogare il blocco dei contratti. La sensazione è che si seguiti a chiedere ai soliti noti per non toccare altri interessi che invece produrrebbero molte risorse».

Il Ministro Madia difende l’operato di un governo che «non alimenta aspettative che non può mantenere»:

«Sono la prima a pensare che sia ingiusto bloccare i salari, ma questa crisi crea in continuazione ingiustizie le vedo ogni giorno - dice il ministro - Noi, anche davanti ai ragazzi che si sono rassegnati alla precarietà, abbiamo fatto un’alleanza con gli italiani e per questo siamo partiti dai più deboli per gli 80 euro».

La tensione resta altissima, altro che #passodopopasso.

Lo sfogo delle Forze dell’ordine

I sindacati delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco e dal Cocer interforze (Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di finanza) promettono lo sciopero generale entro la fine di settembre nel caso in cui venisse rinnovato il blocco degli stipendi statali:

«Quando abbiamo scelto di servire il Paese, per garantire Difesa, Sicurezza e Soccorso pubblico - proseguono - eravamo consci di aver intrapreso una missione votata alla totale dedizione alla Patria e ai suoi cittadini con condizioni difficili per mancanza di mezzi e di risorse. Quello che certamente non credevamo è che chi è stato onorato dal popolo italiano a rappresentare le Istituzioni democratiche ai massimi livelli, non avesse nemmeno la riconoscenza per coloro che, per poco più di 1.300 euro al mese, sono pronti a sacrificare la propria vita per il Paese».

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