Spagna fuori dalla crisi? E’ boom di crescita nell’ultimo trimestre 2013

La Spagna è fuori dalla crisi? E’ troppo presto per dirlo ufficialmente ma sembrano esserci segnali positivi importanti: tra tutti, l’economia spagnola è cresciuta a ritmo più veloce nell’ultimo trimestre che negli ultimi 6 anni. Ma possiamo davvero parlare di ripresa? Ecco cosa dice il Financial Times.

Spagna fuori dalla crisi? Non possiamo ancora dirlo con certezza ma, a differenza di altri Paesi dell’Europa mediterranea, ci sono concreti ed evidenti dati che spingono a guardare l’economia iberica con occhio diverso. Ad essersene reso conto è anche il Financial Times, il principale giornale economico-finanziario del Regno Unito, il quale, in un articolo pubblicato ieri sia sulla sua versione cartacea che in quella online, ripercorre la situazione economica di un Paese contraddistinto da molte ombre ma, finalmente, anche da qualche concreto spiraglio di luce.

I dati dell’economia spagnola

Luis de Guindos, il ministro dell’economia spagnola, ha, infatti, riferito in Parlamento che il Pil è aumentato dello 0,3 per cento negli ultimi tre mesi.

Per la prima volta dall’inizio della crisi, siamo in uno scenario diverso,

ha detto de Guindos, evidenziando, casomai ce ne fosse bisogno, quanto la Spagna sembri vicina ad agganciare il famoso “treno della ripresa” più volte evocato anche dal premier italiano Enrico Letta. Gli ultimi dati, che devono essere ancora confermati dalla Banca centrale e dall’ufficio di statistica, indicano infatti una parziale ripresa della Spagna dopo lo scoppio della bolla immobiliare e della crisi bancaria.

Migliora la disoccupazione e il settore dei servizi

Ma quello del Pil è solo l’ultimo di una serie di segnali economici che hanno rafforzato la fiducia nell’economia iberica e scatenato un’ondata di interesse da parte degli investitori stranieri. In una nazione dove un lavoratore su quattro è tuttora senza lavoro, c’è un lento ma evidente calo del tasso di disoccupazione. Il mese scorso, infatti, il numero dei senza lavoro registrato in Spagna è sceso di quasi 108.000 unità, ed è il terzo calo mensile consecutivo del numero di disoccupati. Buone notizie anche nel settore dei servizi che ha registrato in dicembre la crescita più sostenuta da sei anni a questa parte.

Insomma, i dati conferiscono forza alla tesi che la Spagna stia vivendo le prime fasi di un ciclo di ripresa, con il calo dei salari che porta a un aumento della competitività, seguito da un aumento delle esportazioni che consente alle aziende di investire in nuovi impianti e macchinari, nuove assunzioni e - alla fine - un aumento della domanda interna e delle entrate fiscali del governo.

La prudenza degli osservatori

Ma la parola d’ordine sembra essere, ancora una volta, prudenza. La maggior parte degli osservatori crede, infatti, che la domanda interna spagnola rimarrà sostanzialmente piatta quest’anno, lasciando le esportazioni a fare da traino all’economia. Senza considerare poi che, in ogni caso, la nazione iberica sembra destinata a un perdurare di crescita economia lenta, così come lento sarà anche il calo della disoccupazione.

Insomma, i segnali positivi non possono far dimenticare ciò che la crisi ha lasciato in eredità alla Spagna: debiti elevati, un mercato immobiliare moribondo e una carenza di credito bancario. Una situazione egregiamente riassunta dalla chiusura dell’articolo del Financial Times:

Sei mesi di buone notizie non cancellano cinque anni di disastro economico .

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Spagna Financial Times

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