Cosa aspettarsi davvero dopo la fine dello shutdown USA?

Redazione Money Premium

28 Novembre 2025 - 07:24

Alcuni dei principali indicatori economici potrebbero non vedere mai la luce o risultare così incompleti da essere inutilizzabili. Ciò rende la fine dello shutdown un sollievo solo apparente.

Cosa aspettarsi davvero dopo la fine dello shutdown USA?

La conclusione del più lungo shutdown del governo USA nella storia sembra finalmente arrivata. Tuttavia, la riapertura degli uffici federali non basterà a dissipare la fitta “nebbia economica” creata da settimane di paralisi amministrativa. I mercati finanziari e la Federal Reserve possono tirare un sospiro di sollievo solo in parte: il recupero dei dati mancanti sarà lento, incompleto e, soprattutto, potrebbe generare distorsioni significative.

Secondo le stime di alcuni analisti, come gli economisti di Morgan Stanley, il rapporto sui nonfarm payrolls di settembre potrebbe essere pubblicato pochi giorni dopo la riapertura, poiché i dati risultano già raccolti. Ma qui finiscono le buone notizie.

L’assenza del “household survey” di ottobre — la rilevazione che consente di calcolare il tasso di disoccupazione — è un evento senza precedenti dal 1948. A segnalarlo è Claudia Sahm, capo economista di New Century Advisors. Senza questa componente, anche la successiva raccolta di dati non potrà colmare il vuoto informativo: i sondaggi sulle famiglie non permettono infatti di recuperare retroattivamente i mesi mancanti.

Questa lacuna pesa enormemente sulle decisioni della Fed, che negli ultimi mesi ha privilegiato la valutazione della situazione occupazionale rispetto alla dinamica dei prezzi. Non sorprende dunque che il presidente Jerome Powell abbia evocato un’immagine eloquente: “Quando si guida nella nebbia, si rallenta”.
Quel poco di informazioni disponibili non fa ben sperare. Secondo i calcoli degli economisti di Goldman Sachs, i nonfarm payrolls di ottobre potrebbero essere diminuiti di 50.000 unità. Si tratterebbe del secondo calo mensile dal 2020 e della flessione più ampia degli ultimi cinque anni.

Anche il rapporto della società di consulenza Challenger, Gray & Christmas evidenzia che i licenziamenti programmati sono schizzati oltre quota 150.000, livello record per un mese di ottobre dal 2003. Tutto ciò dipinge un mercato del lavoro più fragile di quanto la Fed avrebbe sperato alla vigilia del suo cruciale meeting di dicembre.
Non solo il mercato del lavoro. Anche l’inflazione e i consumi rischiano settimane — se non mesi — di oscurità statistica.

Prendendo come riferimento il shutdown del 2013, gli economisti di Morgan Stanley ritengono improbabile che i dati su inflazione e spending di ottobre arrivino in tempo per la riunione del 9-10 dicembre. Ma c’è di più: gli analisti di UBS prevedono che il rapporto CPI di ottobre potrebbe non essere pubblicato affatto, poiché il Bureau of Labor Statistics è rimasto chiuso per l’intero mese, impedendo la raccolta delle quotazioni dei prezzi.

Questo blackout statistico ha conseguenze a catena: in alcuni componenti dell’indice, i valori di ottobre fungono da base di calcolo per i mesi successivi. Ciò significa che i dati di novembre, dicembre e persino aprile potrebbero risultare distorti, complicando il lavoro della banca centrale ben oltre l’immediato.
Ulteriore incertezza deriva dalla possibile assenza del rapporto sulle vendite al dettaglio di ottobre, un indicatore fondamentale per misurare la salute dei consumi e quindi una porzione rilevante del PIL USA. UBS solleva persino il dubbio che persino i dati di settembre potrebbero essere stati raccolti solo parzialmente.

Il risultato è chiaro: alcuni dei principali indicatori economici potrebbero non vedere mai la luce o risultare così incompleti da essere inutilizzabili. Ciò rende la fine dello shutdown un sollievo solo apparente. Mentre i mercati festeggiano, la realtà macroeconomica rimane opaca.
La conclusione della paralisi amministrativa non equivale a un ritorno della “chiarezza economica”. La mancanza di dati tempestivi e accurati rischia di condizionare pesantemente le decisioni della Fed e la lettura generale della congiuntura nei prossimi mesi.

In un momento in cui i mercati si muovono sempre più velocemente e la politica monetaria richiede una navigazione precisa, il sistema economico americano si trova invece costretto a procedere lentamente, proprio come in mezzo alla nebbia evocata da Powell.