Riforma pensioni, novità: Ape sostituisce l’ottava salvaguardia. I cambiamenti prima dell’approvazione

Le novità della riforma pensioni di oggi: tutti gli aggiornamenti del piano Ape e la proposta per l’ottava salvaguardia. Ecco cosa vorrebbe fare il Governo.

La riforma delle pensioni 2016 dovrà rientrare nella Legge di Stabilità di settembre 2017 e per questo devono essere apportati dei cambiamenti. L’Ape è il piano del Governo per il pensionamento anticipato, ma al momento non convince sindacati e lavoratori. I prestiti sembrerebbero troppo alti per i lavoratori uscenti e creerebbero solamente pensionati poveri.
I nodi dell’Ape da sciogliere prima dell’estate sono tanti e adesso arriva un nuovo problema: l’Ape andrebbe a sostituire l’ottava salvaguardia.

L’Ottava salvaguardia è un provvedimento che prevede l’allungamento di un anno per usufruire delle vecchie regole per andare in pensione per gli esodati. Questa volta però il Governo potrebbe non attuare l’ottava salvaguardia, ma optare direttamente per l’applicazione del piano Ape. Ovviamente il provvedimento varrebbe per tutti quei lavoratori che si trovano al momento in una situazione in bilico a causa della Legge Fornero.

Rimangono però i nodi dell’Ape, come cambiare il piano pensionistico anticipato eliminando gli alti tassi d’interesse? Questa è la prima domanda che il Governo deve porsi a questo punto, dal momento che così strutturata l’Ape potrebbe essere un vero buco nell’acqua. A causa delle gravi perdite che il lavoratore andrebbe a subire sull’assegno pensionistico non sarebbero tanti i richiedenti e le domande potrebbero non essere sufficienti a sbloccare la situazione.

Quali sono i piani del Governo per l’Ottava salvaguardia? Quali sono i punti del piano Ape che Poletti sta esaminando per correggere? Vediamo insieme le ultime novità per la riforma delle pensioni e i piani del Governo per cambiare le carte in tavola prima della Legge di Stabilità 2017.

Riforma pensioni, novità: Ape al posto dell’Ottava salvaguardia

Al momento la situazione sembrerebbe questa: il Governo vuole evitare di introdurre l’ottava salvaguardia per i lavoratori esodati e applicare il piano Ape anche per loro. Il nuovo disegno di legge prevede che i lavoratori possano decidere di andare in pensione a 63 anni, rinunciando però ad una parte della loro pensione.
Le banche e le cooperative di credito dovrebbero infatti anticipare i soldi dei contributi non ancora versati e poi il lavoratore dovrebbe restituirli in modo graduale.

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Il problema più grave di questo progetto è però il costo per il lavoratore, che avrebbe ben un mese in meno di pensione l’anno. Sembra che adesso il Governo stia pensando di estendere questa decisione anche agli esodati, in modo da non dover varare l’ottava salvaguardia. In questo caso però a guadagnarci sarebbe solo il Governo, dal momento che migliaia di lavoratori resterebbero fuori dalle agevolazioni previste con l’ottava salvaguardia e dovrebbero anche pagare per riuscire ad andare in pensione.

La salvaguardia è un modo per i lavoratori inseriti in mobilità entro il 2011 e che hanno maturato i requisiti per andare in pensione entro 36 mesi dalla Legge Fornero. Solo per questa categoria i lavoratori interessati sarebbero più di 6.000. Se poi ci si aggiungono coloro che rientrano nella settima salvaguardia e che matureranno i requisiti per andare in pensione entro il 2019 allora si arriva a più di 25.000 lavoratori, solo per questa categoria, che dovranno beneficiare dell’Ape.
Un gran numero di lavoratori sarebbero quindi costretti a rinunciare ad una consistente fetta della loro pensione, se l’ottava salvaguardia fosse rimpiazzata dall’Ape.

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Riforma pensioni novità: cosa si deve cambiare nell’Ape?

Il piano per il pensionamento anticipato non piace alle parti sociali, ma neanche i lavoratori sembrano apprezzarlo.
I prestiti per l’anticipo della pensione possono infatti togliere dall’1 al 4% della pensione maturata.
Una cosa al momento è chiara: il Governo sta lavorando per riuscire a risolvere la situazione e creare una riforma che abbia il più possibile consenso. Non solo per una questione di consensi politici, ma anche per riuscire ad ottenere la maggiore adesione alla riforma.

La situazione lavorativa potrebbe sbloccarsi in Italia se i lavoratori più anziani decidessero di usufruire in massa di questa nuova possibilità. Al momento però la situazione potrebbe portare a delle adesioni quasi irrisorie. Boeri, presentando i dati del rapporto annuale dell’Inps, ha dichiarato che questa riforma potrebbe portare ad una nuova generazione di pensionati poveri. Un problema che peserebbe in modo non indifferente sul Governo.

Un altro punto oscuro rimane il progetto Rita, proposto dal Governo nei mesi scorsi e poi caduto nel dimenticatoio. Rimangono oscuri troppi punti della riforma delle pensioni al momento e i lavoratori sperano di riuscire ad ottenere delle risposte esaustive al più presto.
Al momento però un dato sembra abbastanza chiaro: non sarà possibile inserire l’ottava salvaguardia e l’Ape entrambe nella Legge di stabilità.

Il gettito per inserire entrambe le proposte nella Legge di Stabilità 2017 è troppo alto e non può al momento essere sostenuto dallo Stato italiano. Un bel problema per i molti lavoratori che attendono notizie al riguardo. Al momento però si dovranno attendere le nuove istruzioni del Governo, dato che tutti i dati sono solo congetture e indiscrezioni trapelate in questi giorni.

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