Pensioni precoci, ultime novità: 50mila firme raccolte, possibile Quota 41?

Sono 50mila le firme raccolte a sostegno della Quota 41. Si aprono quindi nuovi spiragli per le pensioni dei precoci? Ecco le ultime novità.

Si riaccendono le speranze dei lavoratori precoci sulla Quota 41.
Le ultime novità sulle pensioni dei precoci, infatti, riguardano l’intervento del presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano che ha annunciato il raggiungimento delle 50mila firme a sostegno della proposta che prevede l’approvazione della Quota 41, ossia la possibilità di andare in pensione anticipata al raggiungimento dei 41 anni di contributi versati senza penalizzazioni e senza aver raggiunto il requisito anagrafico previsto per legge.
La Quota 41 è una misura che riguarda e interessa i lavoratori precoci: ricordiamo infatti che i precoci sono quella categoria di lavoratori che ha iniziato a lavorare in giovane età e che, pur avendo molti anni di contributi versati alle spalle, non possono andare in pensione non avendo i requisiti anagrafici imposti dalla Legge Fornero.
Il Governo fino ad oggi non ha mai preso posizione sulla questione dei lavoratori precoci che, a loro volta, hanno quindi iniziato un’opera di mobilitazione partendo dal web.
Cosa succederà ora che sono state raggiunte le 50mila firme? Si aprono nuovi spiragli per la Quota 41?

Pensioni precoci: 50mila firme raggiunte per Quota 41, pressione sul Governo
Alla chiusura del Governo Renzi sulla questione dei lavoratori precoci, mai menzionati nei progetti di riforma previdenziale, questi ultimi hanno risposto con una mobilitazione sul web.
Tra le iniziative messe in campo a sostegno della Quota 41 risulta anche una petizione, lanciata sul sito del presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano, che chiedeva l’approvazione della misura. Proprio l’ex Ministro del Lavoro Damiano, da mesi schierato a fianco dei lavoratori precoci in questa battaglia, ha annunciato il raggiungimento delle 50mila firme. Cosa succederà?
A spiegarlo sono stati Giovanni Battafarano, segretario generale di Lavoro&Welfare e Vittorio Longhi, i quali hanno annunciato che chiederanno un appuntamento a Renzi, e ai presidenti di Camera e Senato per poter consegnare le firme.
Cesare Damiano, soddisfatto del risultato, ha voluto inoltre ricordare l’impegno della minoranza DEM sulla quota 41 e i precoci. La situazione dei lavoratori precoci deve infatti essere considerata una priorità in quanto

«Sono persone che hanno iniziato a lavorare in età giovanissima e meritano di potersi godere la loro pensione non decurtata dopo aver versato 41 anni di contributi».

Pensioni precoci, la petizione
La petizione lanciata da Cesare Damiano che ha raccolto 50mila firme sostiene la proposta di legge (DDL 857) proposta dal presidente della Commissione Lavoro della Camera e Gnecchi. Tale proposta, oltre a contenere la Quota 41, prevede la possibilità di accedere alla pensione dopo 35 anni di contributi, con un anticipo fino a 4 anni sull’età pensionabile in cambio di una penalizzazione del 2% annua.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories