Pensioni novità: quali penalizzazioni prevede l’Ape?

Riforma pensioni: si chiarisce il quadro delle manovre che verranno inserite nella riforma e trapelano le penalizzazioni dell’Ape. Di seguito le news di oggi.

Per la riforma delle pensioni si avvicina la chiusura delle trattative e le decisioni definitive sull’Ape. A settembre infatti sono previsti gli incontri tra sindacati e staff del Governo, che porteranno alla conclusione degli incontri. Al momento sono chiari gli intenti dei sindacati, ma non è ancora ben delineato il piano del Governo.
Una delle poche sicurezze della riforma delle pensioni è il piano Ape, che entrerà in vigore dal 2017.

Rimangono però da chiarire molti punti, tra cui ci sono anche le penalizzazioni che la manovra per il pensionamento anticipato comporta. I fondi a disposizione non è certo che saranno sufficienti per attuare una politica di sgravi fiscali su tutte le categorie di lavoratori.
Si dovranno quindi attuare delle scelte e non sappiamo ancora chi dovrà sopportare il peso delle nuova manovra.

Nel caso in cui la riforma non dovesse sortire gli effetti desiderati i problemi che ne deriverebbero non sono da sottovalutare. Si rischia infatti di avere un blocco del mercato del lavoro, dal momento che i più anziani non riuscirebbero ad andare in pensione e non si libererebbero nuove posizioni per i giovani.
La riuscita della riforma delle pensioni infatti è molto incerta, dato che, alla fine della propria carriera lavorativa, saranno ben pochi i lavoratori che vorranno indebitarsi per il resto della loro vita.

Quali sono le penalizzazioni dell’Ape? Chi coinvolgerà l’Ape senza penalizzazione? Negli scorsi giorni abbiamo visto in che modo funzionerà l’Ape, adesso scopriamo quali saranno le penalizzazioni e in che modo influiranno sull’assegno pensionistico.

Pensioni novità: quali sono le penalizzazioni dell’Ape?

Le penalizzazioni che prevede il Governo potrebbero togliere fino ad un mese di pensione l’anno ai lavoratori, che di conseguenza potrebbero decidere di non accedervi. Il problema maggiore della riforma delle pensioni potrebbe proprio essere questa non adesione da parte dei lavoratori.
Le decurtazioni che si avranno sull’assegno pensionistico potrebbero infatti portare i lavoratori a non aderire al progetto, comportandon il fallimento del progetto.

Dalle informazioni che sono trapelate le decurtazioni dovrebbero essere le seguenti:

  • da zero a 2,9% per i lavoratori delle categorie più deboli;
  • da 4,5 fino a 6,9% per coloro che vengono da aziende che non hanno al momento problemi di ristrutturazione.

Le percentuali sono solo delle indiscrezioni e la loro applicazione andrà comunque stabilita in base all’assegno pensionistico del lavoratore uscente. Le decurtazioni maggiori le subiranno infatti i lavoratori che hanno le pensioni più alte, mentre per le categorie deboli le penalizzazioni potrebbero non essere applicate.
Non è chiaro però chi rientrerà in questa categoria di lavoratori, dal momento che i fondi stanziati non saranno sufficienti per tutti. Disoccupati di lungo periodo, lavoratori delle professioni usuranti, lavoratori precoci e portatori di handicap sono le categorie che potrebbero essere coinvolte.

Non tutte queste categorie però potranno ottenere questi sgravi, dal momento che i soldi per le manovre rimarranno quelle stabiliti in precedenza: 1 miliardo e mezzo. Di conseguenza l’Ape senza penalizzazioni sarà applicata solo per alcuni di questi lavoratori e i potrebbe pensare ad una manovra in due tempi.

Pensioni novità: una manovra in due tempi è possibile?

Se ne è discusso in più occasioni e il Governo potrebbe seguire questa strada se non riesce a reperire ulteriori finanziamenti. La riforma delle pensioni che a settembre verrà inserita nella Legge di Stabilità potrebbe quindi essere solo l’inizio delle modifiche al sistema previdenziale italiano.
In un primo momento potrebbero essere varate le manovre che sono più urgenti e quindi l’aumento delle pensioni minime, l’estensione della quattordicesima e l’ampliamento della No tax area.

In un secondo momento, probabilmente con l’anno successivo, si potrebbe poi pensare ad introdurre delle manovre ad hoc per le categorie di lavoratori che maggiormente sono state penalizzate dalla Legge Fornero.
L’Ape invece potrebbe rientrare nel disegno di settembre con gli sgravi solo per alcune categorie, mentre per gli altri lavoratori le penalizzazioni sarebbero piene. Non è ancora chiaro in che modo si muoverà lo staff del Governo e come riusciranno a conciliare le molte richieste dei sindacati con i pochi fondi a disposizione.

Una manovra in due momenti potrebbe aiutare però ad inserire nella riforma tutte le richieste delle parti sociali e soprattutto a non scontentare i lavoratori. L’uscita anticipata dal lavoro sembra infatti un miraggio per molti e la delusione delle attese potrebbe comportare la definitiva perdita di fiducia nel Governo.

Iscriviti alla newsletter Lavoro e Diritti

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.