Pensioni lavoratori precoci, statali: la Ragioneria di Stato dice no ai prepensionamenti

Marta Panicucci

10 Aprile 2014 - 11:23

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Tutto ha avuto inizio alla fine di marzo, quando il Ministro Madia ha presentato il suo piano per la riforma della Pubblica amministrazione. Il Ministro per prima cosa ha trattato il tema degli 85.000 esuberi che il commissario per il taglio alla spesa Cottarelli ha individuato tra i lavoratori statali.

A questo proposito Madia aveva affermato che "esuberi è una terminologia assolutamente sbagliata e distorta anche rispetto allo stesso piano di Cottarelli, che invece ha fatto un lavoro importante e strategico per l’Italia, e lo voglio ringraziare. L’idea sarà quella di provare ad avere delle uscite anche con dei prepensionamenti - ha spiegato - ma, tutto questo, per reimmettere energie nella pa quindi aiutare i giovani a entrarvi”.

L’idea quindi era quella di mandare in pensione i cosiddetti lavoratori precoci al fine di favorire l’ingresso di giovani lavoratori statali. In questo scenario Cesare Damiano aveva colto l’occasione per rilanciare, sulla scia del piano Madia, l’ipotesi del prepensionamento sono soltanto per gli statali, ma anche per i lavoratori del settore privato. Ma una doccia fredda per entrambe arriva direttamente dalla Ragioneria dello Stato che boccia la proposta di prepensionamenti per statali e privati.

Il No della Ragioneria
Si inserisce nel dibattito circa i lavoratori precoci statali il Responsabile dell’Ispettorato Generale per la Spesa Sociale della Ragioneria di Stato Francesco Massicci. Chiamato ad esprimersi in merito alla proposta formulata dal ministro Madia, Massicci ha sottolineato come sia necessaria l’adozione di adeguate coperture finanziarie, pena l’impraticabilità della riforma stessa.

Senza un’adeguata copertura economica, della quale non c’è traccia nel Def presentato dal governo, l’ipotesi del prepensionamento dei lavoratori statali non può essere presa in considerazione dalla Ragioneria.

Massicci spiega: «Se si mandano via persone che non vengono rimpiazzate viene meno lo stipendio e la pensione diventa un costo neutrale. Ma se mando via persone che devo sostituire devo pagare lo stipendio, la pensione e la buonuscita e la legge deve prevedere una copertura».

Se l’ipotesi di prepensionamento per gli statali venisse archiviata definitivamente, in automatico cadrebbe anche la proposta di concedere il prepensionamento ai privati considerata l’omogeneità del sistema previdenziale italiano.

Argomenti

# Italia

Iscriviti alla newsletter

Money Stories