Occupazione in Italia: la nota trimestrale congiunta di Ministero del lavoro, Istat, Inps e Inail

Arriva la nota trimestrale congiunta sulle tendenze dell’occupazione. A realizzarla e divulgarla il Ministero del lavoro, l’Istat, l’Inps e l’Inail.

Qual è la situazione dell’occupazione in Italia? Rispondono congiuntamente Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Istat, Inps e Inail con una nota trimestrale sulle tendenze dell’occupazione pubblicata in contemporanea sui rispettivi siti web.

Come va l’occupazione in Italia: questa la domanda a cui si cerca di rispondere con la prima nota trimestrale sulle tendenze dell’occupazione.

L’obiettivo della nota è quello di raccogliere i dati delle diverse istituzioni coinvolte al fine di proporre un’analisi che tenga conto delle varie fonti sull’occupazione, considerando il tema dal punto di vista sia statistico che amministrativo.

In questo modo sarà possibile valorizzare la ricchezza dei dati raccolti dalle fonti e avere un quadro d’insieme sul tema, in un periodo in cui si richiede sempre più chiarezza sull’argomento.

Nei prossimi trimestri la nota sarà aggiornata ed ampliata con vari indicatori in modo da avere un panorama sempre più completo della situazione occupazionale italiana.

Nota trimestrale sulle tendenze dell’occupazione: cos’è e cosa ci dice

La nota trimestrale sulle tendenze dell’occupazione è stata realizzata, dunque, raccogliendo i dati provenienti da tutte le istituzioni coinvolte e lavorando per renderli armonici, complementari e coerenti.

I dati sono quelli raccolti nel primo trimestre 2016 e resi noti dalle varie istituzioni sui propri canali istituzionali. La novità sta, appunto, nel mettere insieme tutti questi dati in modo da far risultare un quadro che contenga l’analisi sul tema da tutti i punti di vista.

Il valore aggiunto sta nel fatto che si è cercato di utilizzare definizioni armonizzate e confrontabili oltre che nell’adozione di campi di osservazione simili e nella creazione di metadati che possano spiegare dettagliatamente e in modo comparato i criteri di lettura disponibili dei dati e le diverse fonti.

Nel primo trimestre del 2016 la condizione dell’occupazione in Italia risulta stabile sotto il profilo congiunturale, ma in lieve crescita (+0,9%) in termini tendenziali.

Con variazione congiunturale si intende come varia una grandezza rispetto al periodo di rilevazione precedente, mentre la variazione tendenziale è quella considerata rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Le variazioni registrate nell’occupazione si sono verificate perché nel corso del 2016 si è registrata una lieve crescita anche dal punto di vista del PIL. In particolare, nel terzo trimestre del 2016, il PIL ha avuto un aumento congiunturale dello 0,3% e un tasso di crescita tendenziale dell’1%.

L’andamento dell’occupazione si è allineato a quello del PIL determinando una lieve crescita in termini di Ula (Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno) e raggiungendo un tasso di occupazione destagionalizzato pari al 57,3% negli ultimi due trimestri.

L’insieme dei dati raccolti dalle diverse fonti mette in luce il fatto che nel terzo trimestre 2016 il livello di occupazione è cresciuto su base annua e si è stabilizzato a livello congiunturale.

Volendo entrare nel dettaglio e visto anche il discorso sul futuro dei voucher in corso negli ambienti politici e non, la nota evidenzia come nei primi nove mesi del 2016 il numero di voucher venduti corrisponde a 109,5 milioni, con un incremento del 34,6% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

I voucher riscossi nel 2015, dunque, sono quasi 88 milioni, corrispondenti allo 0,23% del costo lavoro in Italia e a circa 47 mila lavoratori annui full time.

Il numero medio, dunque, di voucher riscossi dal singolo lavoratore che ne ha usufruito nel 2015 è di 29, ciò significa che la metà di coloro che ha lavorato a prestazione occasionale ha riscosso voucher per un massimo di 217,50 euro netti.

Questa nota trimestrale congiunta, come già detto, è solo la prima di un progetto ben più ampio. L’intenzione è, infatti, quella di continuare a diffondere note congiunte trimestralmente (quindi nei mesi di marzo, giugno, settembre e dicembre 2017) arricchendole di nuovi indicatori.

Durante il 2017, poi, si cercherà di implementare Il Sistema informativo statistico sul lavoro - che successivamente sarà disponibile e consultabile all’interno dell’Istat da chiunque ne abbia necessità- mettendo in comune le basi dati di Ministero del lavoro, Istat, Inail e Inps.

In arrivo anche il primo Rapporto annuale sul mercato del lavoro che verrà pubblicato a metà del 2017.

Le dichiarazioni sulla nota trimestrale

Diverse le dichiarazioni pervenute sulla nota trimestrale e tutte provenienti dagli enti che si sono occupati di realizzarla e divulgarla.

Giuliano Poletti, Ministro del lavoro e delle politiche sociali, dichiara di essere “convinto che con [la nota trimestrale, nda] potremo assicurare, grazie a una lettura e a una valutazione coordinata dei dati, un contributo importante al miglioramento della conoscenza e delle analisi delle dinamiche del mercato del lavoro, utile sia per gli studiosi sia per coloro che, per i ruoli svolti, sono chiamati a definire ed applicare scelte e decisioni che riguardano il lavoro e la previdenza”.

Il presidente dell’Istat Giorgio Alleva, invece, sottolinea come la nota trimestrale possa essere uno strumento importante per la conoscenza delle dinamiche occupazionali nel nostro paese. L’utilizzo di metodologie statistiche avanzate, infatti, permette di sfruttare al meglio il potenziale informativo delle varie fonti, realizzando risultati integrati.

Già in questa prima edizione della Nota trimestrale - dichiara Alleva - sono stati introdotti nuovi indicatori statistici, basati sui dati delle Comunicazioni obbligatorie (CO), allo scopo di valorizzarne l’utilizzo per l’analisi congiunturale delle dinamiche dell’occupazione”.

Il presidente dell’Inps Tito Boeri si dice soddisfatto del risultato della collaborazione e afferma che “il lavoro congiunto fra Istat, Inail, Ministero del lavoro e Inps contribuisce a migliorare la qualità dei dati disponibili sul mercato del lavoro”.

Conclude Massimo De Felice, presidente dell’Inail, sottolineando che grazie all’incrocio delle informazioni provenienti dalle varie fonti è stato possibile creare un modello di lettura dei dati già predisposto all’approfondimento per tema.

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