Novità pensioni, Ape social e Quota 41: requisiti disabilità dal 74%? Ritocchi in arrivo

Novità pensioni Ape e Quota 41: per i disabili rimane confermata la soglia al 74%, ma potrebbero arrivare dei ritocchi correttivi che abbassano i requisiti. Vediamo come.

Novità pensioni Ape e Quota 41, confermata la pensione anticipata per i disabili con invalidità di almeno il 74%, stando a quanto riportato nel testo della legge di Bilancio e nei dibattiti successivi. Tuttavia non sono da escludere ritocchi correttivi per abbassare la soglia anche fino al 60% ma soltanto per alcuni casi, vediamo quali.

Novità pensioni sul tema della pensione anticipata disabili purtroppo sono state carenti negli ultimi mesi. Si è parlato di proposte da inserire nella riforma pensioni, che non sono state accolte. Il requisito è rimasto quello del 74%, con la legge di bilancio che di fatto ha respinto la proposta di modifica della soglia per la pensione anticipata ai lavoratori con disabilità. Rimangono quindi alti i requisiti per consentire ai lavoratori disabili di accedere alle misure per la pensione anticipata come Ape Social e Quota 41.

In questi giorni si torna a parlare di novità pensioni perché circola nuovamente la possibilità di estendere la pensione anticipata a 63 anni per tutti gli invalidi con percentuale di invalidità sopra al 60%. Si tratterebbe di un passo nuovamente indietro per il ministro del lavoro Giuliano Poletti che aveva dichiarato di voler valutare l’estensione dell’Ape sociale anche ai lavoratori disabili con un’invalidità del 60%, dopo che l’ex consigliere comunale di Biella Antonio Montoro aveva avanzato la proposta. Alla fine la soglia è rimasta elevata, lasciando l’amaro per molti lavoratori.

Pensione anticipata per i lavoratori disabili torna a essere tra le novità pensioni poiché sembrerebbe che il Governo sia a lavoro su un nuovo sistema per agevolare l’uscita con l’Ape social. Il provvedimento potrebbe essere inserito già nel decreto Milleproroghe o nell’Omnibus, per essere confermato prima del lancio dell’Ape il 1 maggio 2017, per il quale si è ancora in attesa dei decreti attuativi pensioni in marzo.

Novità pensioni auspicate da tutti, poiché nella fascia al di sopra del 60% di invalidità ci sono un gran numero di lavoratori con patologie gravi, che in questo caso rimarrebbero tagliati fuori. Per la proposta bisogna ricordare l’impegno di Montoro che continuerà a svolgere un importante lavoro di sensibilizzazione sul tema delle pensioni per gli invalidi come negli ultimi anni, che deve essere al centro del dibattito anche in futuro.

Novità pensioni che non sono arrivate finora, neanche al dibattito TuttoPensioni del 23 gennaio, quando Stefano Patriarca ha confermato i requisiti sulla percentuale di invalidità al 74% che consentirà l’accesso all’Ape Social e alla Quota 41.

Novità pensioni per disabili: per le pensioni anticipate, il Governo ha previsto misure come Ape volontario, da combinare anche con la Rita, e Ape Sociale, la versione agevolata dell’anticipo riservato ad alcune categorie di lavoratori, in particolare a chi ha perso il lavoro e ha cessato i sussidi da almeno tre mesi.

Tra le altre novità per le pensioni anticipate la riforma prevede anche Quota 41, Quota 96 e cumulo gratuito, insieme a molti altri provvedimenti che rientrano nella riforma delle pensioni 2016 come l’aumento della Quattordicesima, e l’ottava salvaguardia.

Le novità pensioni anticipate coinvolgono, anche se in modo limitato, i disabili. In particolare la riforma delle pensioni prevede la possibilità di andare in pensione anticipata con Ape Social e Quota 41, mantenendo però dei requisiti come gli anni di contributi e l’anzianità, oltre all’invalidità di almeno il 74%. Vediamo quali novità pensioni anticipate sono state confermate nella legge di Bilancio per i lavoratori con disabilità e quanto sono convenienti, cercando di capire se ci sarà la possibilità di un’apertura.

Novità pensioni anticipate per gli invalidi dal 74%

Le ultime novità pensioni anticipate per gli invalidi riguardano le norme lanciate dalla riforma Fornero che prevedeva una soglia di invalidità all’80% per l’accesso alle pensioni anticipate. Attualmente la normativa prevede per i lavoratori dipendenti con invalidità civile superiore - e non uguale - al 74% una maggiorazione contributiva pari a 2 mesi per ogni anno di lavoro svolto entro un massimo di 5 anni nell’arco della vita lavorativa. La maggiorazione può essere fatta valere per raggiungere i 41 anni di contributi se il lavoratore si può ritenere precoce.

I lavoratori dipendenti del settore privato in contribuzione al 31 dicembre 1995 potranno continuare a godere della possibilità di uscire a 60 anni (55 anni le donne) con un’invalidità previdenziale superiore o uguale all’80%.

Il nodo più grave della riforma delle pensioni è che fissa il limite minimo per le pensioni anticipate ai lavoratori con una disabilità almeno del o pari al 74%.

Nel testo presentato dall’esecutivo, infatti, all’interno della legge di Bilancio sono previste due agevolazioni, l’Ape Social e la Quota 41, esclusivamente per i lavoratori con un’invalidità pari o superiore ad almeno il 74%. Questa percentuale risulta troppo elevata poiché esclude ampie platee di lavoratori invalidi, per i quali già attualmente ci sono alcuni benefici di natura previdenziale.

Oltre il 60% di disabilità, come ricordato da Montoro, rientrano molte persone con pluripatologie anche gravi che spesso non possono o non riescono a continuare l’attività lavorativa. La proposta di Montoro è quella di abbassare la soglia di invalidità per accedere alle misure di pensione anticipata, lasciando a chi riterrà opportuno la possibilità di continuare a lavorare, ma dando l’occasione a chi si affaticherà troppo di andare in riposo.

Tra gli emendamenti alla riforma delle pensioni presentati alla Camera dall’Onorevole Carrescia, c’è ne è uno che punta proprio ad abbassare la soglia di invalidità al 60%. I lavoratori disabili hanno spesso l’esigenza di accedere prima alla pensione, e non possono sostenere il costo relativo, un problema ancor più grave per coloro che hanno perso il lavoro da anni e che non possono avere l’assegno ordinario di invalidità per ottenere il reddito pensionistico ai fini del raggiungimento dell’età pensionabile stabilita dalla legge Fornero.

Novità pensioni: ritocchi correttivi per al 60%

Novità, pensioni: anticipate per i disabili ma con una platea estesa. Questa la proposta dell’ex consigliere comunale di Biella, Antonio Montoro, che da oltre quattro anni ha continuamente sollecitato politici e media nazionali a non sottovalutare il tema delle pensioni anticipate per i disabili. Montoro ha più volte sensibilizzato sul tema delle persone portatrici d’handicap e il mondo del lavoro, circa la loro età pensionabile e la loro percentuale di disabilità.

Nella proposta di Montoro sono chiare le linee guida necessarie per modificare la legge Fornero: la sua analisi si basa sugli invalidi dal 46% al 74%che non hanno sconti per andare in pensione e devono lavorare fino a quasi 70 anni o avere almeno 43 anni di contributi per poter accedere alla pensione”.

Dato che le novità pensioni anticipate sono un nodo importante della riforma, la proposta avanzata da Montoro è stata formalizzata e portata in Camera e Senato dagli onorevoli Gianluca Susta e Nicoletta Favero.
Ora, dopo un paio di mesi dall’approvazione della legge di bilancio, e quindi della riforma pensioni, si torna a parlare di pensione anticipata per disabili perché la soglia potrebbe venire abbassata al 60% per usufruire dell’Ape Social direttamente nel decreto Milleproroghe o Omnibus.

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