Peter Praet (BCE): il mercato del lavoro è la riforma prioritaria per l’Italia

Al workshop Ambrosetti di Cernobbio, Peter Praet membro della BCE ha indicato le priorità per l’Italia: le riforme strutturali e quella del mercato del lavoro.

Iniziato ieri a Cernobbio, sul lago di Como, il Workshop The European House - Ambrosetti , il tradizionale appuntamento del gotha dell’economia e della finanza italiana e internazionale dove tra la giornata di ieri e quella di domani si incontreranno economisti, politici, manager ed esponenti della comunità europea. Nonostante l’assenza del premier Renzi, lamentata già ieri, tra gli altri, da Alberto Bombassei di Confindustria, saranno presenti tra gli altri molti ministri del governo, il presidente del Senato e per il mondo dell’impresa, personaggi di primo piano come Sergio Marchionne e Emma Marcegaglia.

Le misure della BCE
L’intervento sicuramente più ascoltato di ieri, è stato però quello di Peter Praet, membro del board della BCE che ha offerto importanti indicazioni sia sul significato del discorso che Mario Draghi ha tenuto a Jackson Hole, in occasione del simposio dei banchieri centrali, sia, soprattutto sulle priorità italiane riguardo al delicato nodo delle riforme strutturali.

“Le misure prese assieme alle Tltro avranno un considerevole impatto”

È questa la frase, pronunciata da Mario Draghi lo scorso giovedì, che Peter Praet non si è stancato di ripetere, per sottolineare la certezza della BCE riguardo all’effetto espansivo che avranno l’abbassamento dei tassi di interessi e l’apertura al mercato degli Abs, ovvero l’avvio dell’acquisto di titoli cartolarizzati, che servirà a dare respiro all’economia reale. Si tratta di una serie misure che

“completano e rafforzano quelle annunciate in giugno. Il mercato degli Abs è abbastanza piccolo ma può crescere”

e anche qualora le questo mercato non dovesse dare segnali di rafforzamento rimane comunque, per le banche, la possibilità di richiedere liquidità, attraverso i prestiti a lungo termine a tasso agevolato (Tltro) finalizzati a rivitalizzare forme di credito rivolte a privati e piccole e medie imprese.

Le riforme italiane
Il punto nodale su cui, però, è stato incentrato il discorso di Peter Praet è stato un altro: la necessità, ormai improcrastinabile, di riforme strutturali, soprattutto in Italia.
Una premessa importante è il significato del discorso tenuto da Draghi a Jackson Hole. Un discorso che va inteso come l’apertura di un dibattito sulle riforme strutturali e sulla necessità di supportare la domanda europea nel lasso di tempo necessario per effettuare quelle riforme. Un lasso di tempo tuttavia, sempre più limitato in cui i Governi devono mantenere una coerenza temporale perché sussiste sempre il rischio che la domanda venga supportata mentre le riforme non arrivano:

“la politica monetaria può solo prendere tempo, ma non risolve i problemi strutturali delle nostre società”

Rimane quindi, necessario credere che i governi si impegneranno ad attuare le riforme e sostenere questo impegno, anche se, nel breve termine crea incertezza. Tuttavia, nel caso italiano, il governo deve concentrarsi sulla riforma del mercato del lavoro, dal momento che si tratta di uno di quegli interventi strutturali che «hanno il maggiore impatto sull’economia» come anche il ministro dell’Economia «Pier Carlo Padoan sa molto bene».

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