Israele, Palestina e le colpe di Donald Trump: cosa sta succedendo?

Le decisioni prese da Donald Trump hanno infiammato di nuovo i rapporti tra Israele e Palestina: i tanti morti pesano sulla coscienza del tycoon?

Israele, Palestina e le colpe di Donald Trump: cosa sta succedendo?

La foto di copertina realizzata da La Repubblica rende perfettamente l’idea di quello che sia accaduto lunedì 14 maggio nel confine tra Israele e Palestina: mentre una raggiante Ivanka Trump inaugurava la nuova ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme, a Gaza l’esercito sparava sui manifestanti facendo una carneficina.

Tutto nasce dalla decisione di Donald Trump di spostare l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, scelta che ha scatenato la collera dei palestinesi. Chi voleva l’inquilino della Casa Bianca prossimo Nobel per la Pace, forse ora si dovrà ricredere.

La strage di Gaza

Il bilancio è di quelli da far rabbrividire: negli scontri tra l’esercito israeliano e i manifestanti palestinesi lungo i confini della Striscia di Gaza, si contano al momento 59 morti e 2.700 feriti, di cui 130 in gravi condizioni.

Come era stato annunciato, la folla si è radunata per protestare contro l’inaugurazione dell’ambasciata statunitense a Gerusalemme, scelta che ha scatenato l’irritazione da parte di tutto il mondo arabo.

Dopo che nel 1967 Israele occupò la parte Est della città, Gerusalemme venne dichiarata dall’Onu come un territorio occupato. In base a questo, tutti i paesi del mondo hanno la propria ambasciata a Tel Aviv.

La decisione presa da Trump è quindi un pieno riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele e, al tempo stesso, uno schiaffo alla Palestina. Ulteriore benzina sul fuoco che potrebbe incendiare il già incandescente Medio Oriente.

Le responsabilità di Trump

Tempo fa quando in Italia si discuteva sui possibili “pericoli” di un Movimento 5 Stelle o di una Lega alla guida del paese, ora potrebbero andarci assieme al governo, un esperto di politica americana asseriva come fosse stato calcolato che un candidato, se vincitore, può riuscire a realizzare durante il suo mandato circa il 10% del proprio programma.

Finora però Donald Trump molte delle cose che aveva promesso in campagna elettorale le ha, purtroppo, realizzate e anche celermente. Ecco dunque che lo scorso dicembre la Casa Bianca ha annunciato l’intenzione di spostare la propria ambasciata a Gerusalemme, proprio come il Presidente aveva auspicato prima della sua elezione.

Per il taglio del nastro però il tycoon ha scelto di rimanere a casa, mandando come se fosse l’inaugurazione di una attività di famiglia la figlia Ivanka Trump e suo marito Jared Kushner (consigliere per il Medio Oriente) insieme ad alcuni esponenti del governo.

Mentre la sorridente e angelica Ivanka presenziava alla cerimonia, dove la quasi totalità degli invitati ha dato forfait tranne che Ungheria, Repubblica Ceca, Austria e Romania, a Gaza invece scoppiava l’inferno.

La mossa di Donald Trump ha carattere meramente politico. Così facendo si è voluto in qualche modo rinsaldare l’asse con Israele, con la stessa cosa che sta avvenendo con l’altro grande alleato mediorientale ovvero l’Arabia Saudita.

Una scelta questa che accontenta anche le potenti lobbies israeliane presenti negli Stati Uniti, ma che mira soprattutto a rafforzare la posizione dei propri alleati minacciati dall’aumento dell’influenza in Medio Oriente da parte dell’Iran.

I morti e i feriti sono una sorta di effetto collaterale già messo in conto, ma l’operato di Trump potrebbe senza dubbio esporre il proprio paese anche a pericoli per quanto riguarda la sicurezza nazionale.

Delle conseguenze poco sembrerebbe però importare alla Casa Bianca. La partita che si sta giocando vede il blocco Usa-Israele-Arabia Saudita da una parte e quello Iran-Russia dall’altra, con la Palestina che rischia di diventare una nuova Siria. La pace in Medio Oriente non è mai stata un miraggio come in questo momento.

Iscriviti alla newsletter per ricevere le news su Donald Trump

Condividi questo post:

Commenti:

Prova gratis le nostre demo forex

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Potrebbero interessarti

Marco Ciotola -

Guerra commerciale: incontro Cina-USA entro fine mese

Guerra commerciale: incontro Cina-USA entro fine mese

Commenta

Condividi

Marco Ciotola -

Lira turca, nuovo minimo storico: il governo annuncia misure

Lira turca, nuovo minimo storico: il governo annuncia misure

Commenta

Condividi

Marco Ciotola -

È guerra economica tra USA e Russia?

È guerra economica tra USA e Russia?

Commenta

Condividi