Greferendum: borse in calo in Europa, Cina in controtendenza

Claire Giangravè

6 Luglio 2015 - 16:44

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Dopo il “NO” del referendum Greco i mercati mondiali subiscono un’inflessione. In Cina banche e broker tentano di stabilizzare il mercato in caduta libera

I mercati internazionali sono in calo dopo che la Grecia ha votato “NO” al referendum in Grecia di lunedì, rifiutando le misure di austerità proposte dall’Unione Europea.

L’Inghilterra vede l’indice FTSE 100 avvicinarsi ad una chiusura a -0.54% mentre in Germania il DAX è in rosso dell’1.5%. Il Cac francese ha perso invece l’1.2% mentre è Piazza Affari a soffrire di più, con il FTSE Mib in calo del 3.23% (aggiornamento ore 16:30).

Arrivata la notizia dei risultati del referendum greco, il mercato azionario giapponese ha reagito con un calo iniziale dell’indice di guida del’1.5%. Il Nikkei nipponica è sceso del 2.4%.
Lo yen ha sofferto un rialzo iniziale nei confronti dell’euro sul cambio EURJPY, per poi stabilizzarsi poco sopra quota 135.

L’incertezza ha iniziato ad aumentare già dalle prime notizie sul referendum greco che vedevano più del 60% dei greci schierarsi per il NO. Tuttavia, il summit EU d’emergenza di martedì rende le conseguenze finanziarie del voto ellenico meno chiare.

Diego Iscaro, economista per il Global Insight di HIS, afferma:

“Il risultato del referendum aggiunge un altro strato di incertezza a quella che era già una situazione molto incerta. Le negoziazioni riprenderanno nei prossimi giorni, ma la probabilità di un accordo sono remote”

Il clima in Asia per gli investitori mostrava indecisione ma panico. Molti credono tutt’ora che la Banca Centrale Europea sarebbe interverrà per offrire liquidità extra alle banche elleniche se messa alle strette.

Cina in controtendenza post referendum
Ma in Cina la storia è diversa. Le misure messe in atto dal governo di Pechino sono riuscite - soprattutto all’inizio della sessione - a tamponare i danni causati dalla discesa delle borse.

Il mercato azionario cinese è isolato dai mercati internazionali grazie al controllo sui capitali che limitano l’investimento straniero. Questo ha contribuito a un rialzo iniziale del 7% dell’indice Shanghai Composite (SSEC).
Inoltre, la banca centrale cinese ha fornito liquidità e 28 compagnie hanno sospeso l’offerta pubblica iniziale (IPO). Probabilmente la misura più efficace è stata quella di fare un accordo con i maggiori broker per garantire più di 19 miliardi per stabilizzare il mercato.
Ma in pochi minuti anche questa misura non ha portato le garanzie previste.

Il SSEC è in rialzo del 2.41% dopo un ribasso ad inizio sessione dello 0,09%.

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