Garanzia Giovani: il fallimento del programma europeo

Chiara Ridolfi

05/05/2016

11/05/2016 - 10:37

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Garanzia Giovani sembrava un buon modo per rilanciare l’occupazione dei Paesi con un alto tasso di ragazzi disoccupati, ma dopo due anni di vita si è rivelato essere un vero e proprio fallimento.

Garanzia Giovani è da sempre un argomento scottante per il Governo, difatti il programma sembra ormai diventato un fallimento quasi totale. I ragazzi assunti con tale metodo aspettano mesi e mesi prima di riuscire a vedere il primo stipendio.

Tanti hanno rinunciato lungo il percorso di Garanzia Giovani, dal momento che i fondi sembravano non arrivare mai. Altri invece aspettano pazienti di ricevere lo stipendio, pur avendo già concluso il tirocinio da mesi.

Garanzia Giovani: numeri e problematiche di un fallimento

Il progetto Garanzia Giovani è finanziato con i fondi europei, per la sua attivazione sono stati stanziati 6 miliardi di euro, distribuiti tra il 2014 e il 2020.
Il programma si rivolge ai ragazzi disoccupati under 29 ed è stato pensato per incentivare la creazione di nuovi posti di lavoro. Questa tipologia di programma è stata prevista solo per i Paesi dell’UE che hanno un tasso di disoccupazione superiore al 25%, tra i quali troviamo appunto l’Italia.

Nel nostro Paese il programma sembra però arrivato ad un momento di stallo: i posti sono pochi, i richiedenti tanti e soprattutto i soldi non riescono mai ad arrivare puntuali. Alcune regioni italiane hanno i pagamenti bloccati da mesi ormai, a causa del continuo gioco di scarico di responsabilità tra la Regione e gli organi dell’Inps.

Per cercare una soluzione veloce a tale problema si è anche ipotizzato di richiedere un contributo del 40% alle aziende, in modo da cercare di dare uno scossone a quello che ormai sembra un totale fallimento del progetto.

Secondo le ultime stime gli iscritti al programma sono 944mila, dei quali solamente 595mila sono stati presi in carico dai vari Cpi, ciò vuol dire semplicemente che sono state attivate le pratiche per l’attivazione dei vari passaggi e non che i ragazzi siano effettivamente al lavoro. Di questo milione quasi di giovani soltanto il 28,3% ha ricevuto un’offerta di lavoro, soprattutto tirocini.

Questo 28,3% però non percepisce uno stipendio regolare, dal momento che i pagamenti non arrivano mai con le tempistiche stabilite e molti giovani si trovano costretti a lavorare chiedendo aiuto ai propri genitori per il sostentamento.

Garanzia Giovani: il fallimento del piano di chi è colpa?

Il Ministero del Lavoro attribuisce il problema dei ritardi ai controlli necessari per l’erogazione dei fondi, per sbloccare i pagamenti infatti deve essere fatta una lunga trafila di controlli e prodotta una grande quantità di documenti.

I controlli vengono attuati dalle Regioni di competenza, che dopo averli effettuati stilano una lista degli aventi diritto e la trasmettono all’Inps. Questa a sua volta effettua nuovi controlli e solamente dopo quest’altra tranche i soldi vengono sbloccati.

I tempi di erogazione ovviamente diventano lunghissimi. I tirocinanti sono troppi in rapporto al personale che lavora al progetto e le Regioni non riescono a gestire in modo ottimale tutte le pratiche relative al controllo.

Ogni Regione inoltre ha problemi differenti: il Lazio ha delle problematiche per quanto riguarda i controlli sulle pratiche; la Campania per i sistemi informativi; l’Emilia Romagna ha problemi di natura tecnica dei file da inviare all’Inps. Una situazione che alla fine sembrerebbe irrisolvibile.

Garanzia Giovani: il fallimento del Lazio

La Regione con più problemi e ritardi per i pagamenti risulta essere il Lazio. Qui il personale è troppo esiguo in confronto al numero di tirocinanti e la situazione diventa ingestibile. La maggior parte dei tirocinanti conclude il periodo di lavoro senza vedere un solo stipendio.

In seguito alle proteste che una delegazione degli iscritti a Garanzia Giovani ha attuato il 25 Gennaio 2016, la Regione Lazio ha inoltre stabilito un conguaglio di 100 euro in aggiunta ai 400 che i tirocinanti avrebbero dovuto ricevere mensilmente.

Il conguaglio però non è ancora stato versato a nessuno degli aventi diritto e gli aderenti al programma attendono ancora lo stipendio, recandosi ogni mese invano ai vari Centri per l’Impiego, che però non riescono a dare risposte di alcun genere.

Garanzia Giovani: la situazione fallimentare di Emilia e Campania

Non si può dire che l’Emilia Romagna navighi in acque migliori di quelle del Lazio. I problemi in questa regione sono legati alla trasmissione della domanda da parte degli enti regionali agli uffici dell’Inps.

Diversamente dal Lazio qui i finanziamenti arrivano in parte dai fondi europei (300 euro) e in parte dall’azienda che ospita il tirocinante (150 euro). I giovani che hanno aderito al progetto non hanno mai riscontrato ritardi con l’indennizzo che viene versato dall’azienda, mentre attendono ancora i soldi che dovrebbero arrivare dal fondo europeo.

In Campania la situazione è una delle peggiori in Italia. La Regione ha addirittura deciso di bloccare i pagamenti senza dare però spiegazioni sulle motivazioni di tale decisione. La Regione non risulta infatti in grado produrre le rendicontazioni necessarie allo sblocco dei finanziamenti e di conseguenza i giovani tirocinanti rimangono senza stipendio. Al momento la situazione della Campania non solo risulta la peggiore sul suolo italiano, ma non sembra riuscire a trovare una soluzione con tempistiche brevi.

Garanzia Giovani: i dati di un fallimento

Il programma nasce nel 2014 per aiutare i Paesi con un alto tasso di disoccupazione giovanile a creare nuovi posti di lavoro. Proprio per tale ragione infatti è previsto un bonus occupazionale per le aziende che, alla fine dei 6 mesi di tirocinio, decidono di “prendere in carico” il tirocinante.

La maggior parte dei tirocini però non sfocia in un’assunzione, dal momento che l’azienda può assumere un altro tirocinante, aderendo sempre al programma di Garanzia Giovani, e avendo una spesa pari a zero.

Il progetto risulta al momento un vero buco nell’acqua, dal momento che i problemi che sussistono non sono risolvibili in un breve intervallo di tempo e il tasso di disoccupazione giovanile in Italia non sembrerebbe aver avuto giovamenti dal programma.

Argomenti

# NEET

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