Contratti a termine: cosa cambia con la clausola di priorità di assunzione

Contratti a termine, che cosa cambia? Non il tetto dei 36 mesi, per il quale non sembrano esserci margini di ripensamento, mentre invece è spuntata la clausola di priorità per l’assunzione. Che cosa significa? Scopriamolo insieme.

Contratti a termine, che cosa cambia, nello specifico, è forse il tema più affrontato nelle ultime settimane, e questo da quando il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha reso note le novità del suo dl in materia di apprendistato e, soprattutto, contratti a tempo determinato. Pur trattandosi di un decreto legge, infatti, il testo fortemente sponsorizzato dallo stesso Matteo Renzi non è un “prendere o lasciare”, e per questo si prepara ad affrontare il fuoco di fila degli emendamenti provenienti dalle più svariate forze parlamentari.

Le audizioni in commissione Lavoro

Da più parti si insinua che i veri problemi per il decreto Poletti si annidino negli scranni parlamentari del Partito democratico e, soprattutto, all’interno della commissione Lavoro della Camera dei Deputati. Proprio lì, sotto la presidenza di un parlamentare diversamente renziano come Cesare Damiano, e con una maggioranza di membri non sospettabili di eccessive simpatie verso l’ex sindaco rottamatore, si preannuncia una battaglia a colpi di proposte emendative.

Le modifiche possibili

Fin da ieri, quando si sono svolte una serie di audizioni in commissione Lavoro, l’argomento centrale ha riguardato le possibili correzioni da apportare al testo. La critica più frequente, portata avanti dalla minoranza più a sinistra del Pd e dalla Cgil, è stata quella della necessità di riequilibrare in qualche modo l’eccessiva flessibilità contenuta nel testo. Da questo punto di vista, sul numero delle proroghe c’è disponibilità al dialogo da parte dell’esecutivo: non più 8 nell’arco di tre anni, bensì 6 (anche se c’è chi insisterebbe per dimezzarle direttamente, portandole a 4). Altra possibile modifica è quella di instituire l’obbligo, per gli apprendisti, di partecipare a corsi di formazione (pubblici o comunque in qualche modo “certificati”).

Le modifiche impossibili

Niente da fare, invece, per l’abbassamento del tetto dei 36 mesi per l’acasualità nei contratti a termine: l’ipotesi di scendere a 24 è stata rispedita direttamente al mittente. Un secco no è arrivato anche per l’ipotesi di ripristino della quota di stabilizzazione per gli apprendisti.

La clausola di priorità per l’assunzione: che cosa significa?

Tra le novità più interessanti dell’ultima ora, segnaliamo la possibilità della clausola di priorità per l’assunzione. In pratica, con questo principio (già contenuto nella legge 247/2007) si stabilirebbe un diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato in favore dei lavoratori che hanno avuto uno o più contratti a termine nella stessa azienda, per un periodo superiore a 6 mesi. Uniche due condizioni: le assunzioni devono avvenire nei 12 mesi successivi e si deve trattare della stessa mansione. Secondo quanto affermato da Damiano, si starebbe lavorando proprio per rendere questa clausola:

“effettiva ed esigibile”.

Intanto, però, la partita è ancora lunga: il termine per presentare gli emendamenti è stato prorogato fino all’11 aprile.

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