Bce: cosa deciderà oggi sui tassi di interesse? Ecco possibili opzioni e conseguenze

Marta Panicucci

3 Aprile 2014 - 10:18

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Bce: cosa deciderà oggi sui tassi di interesse? Ecco possibili opzioni e conseguenze

Giornata importante per la Banca centrale europea e per l’economia dell’eurozona. Il dilemma tra il taglio dei tassi e lo status quo torna anche nel mese di aprile. Analisti e osservatori fanno le loro previsioni in attesa che la Banca Centrale Europea riunisca il proprio Comitato di politica monetaria per deliberare in materia di tassi di interesse.

In generale secondo gli addetti ai lavori i tassi resteranno invariati anche nel mese di aprile, ma c’è anche chi afferma o spera nel contrario. La difficoltà sta nel fatto che i 18 paesi dell’euro hanno situazioni economiche differenti tra loro e quindi esigenze monetarie contrastanti. Prevedere quale strada deciderà di intraprendere la Bce non è semplice. Ecco le possibili mosse della Bce e le loro conseguenze.

Tassi fermi
La possibilità che la Bce lasci i tassi invariati è certamente la più accreditata. Sicuramente per quanto riguarda il mese di aprile, a maggio e giugno la situazione potrebbe cambiare.

Questa opzione giocherebbe a favore di paesi come la Germania che si sono mostrati contrari a misure espansive. Se la Bce non annuncia il taglio dei tassi, il rischio è che possa acuire la deflazione che ha già ufficialmente colpito cinque paesi dell’eurozona: Grecia, Portogallo, Cipro, Slovenia e Slovacchia.

Taglio dei tassi
Al momento i tassi di interesse sono allo 0,25%, e secondo la maggiora parte delle banche interpellate da Bloomberg sul tema dei tagli, resteranno tali. Ma, tre voci fuori dal coro prospettano opzioni diverse. Si tratta di Danske Bank e Credit Agricole, che prospettano un taglio dello 0,15%, e di Goldman Sachs, secondo la quale l’Eurotower porterà il costo del denaro allo 0,1%.

I timori che la graduale ripresa economica dell’eurozona possa essere ostacolata dalla deflazione, potrebbero infatti spingere il Presidente della Bce, Mario Draghi, ad abbracciare l’opzione del taglio dei tassi, sorprendendo tutti con una mossa espansiva.
Questa possibilità in teoria dovrebbe favorire la circolazione del credito, le banche sarebbero messe nella condizione migliore per concedere prestiti a imprese e famiglie.

Però, osservano gli analisti, i tassi sono già molto bassi e l’economia reale finora non ne ha beneficiato molto dal momento che le banche non sono obbligate a prestare a imprese e famiglie i soldi ottenuti a tassi vantaggiosi dalla Bce.

Funding for lending scheme
Il Fls è un piano lanciato nel 2012 dalla Banca centrale d’Inghilterra. In pratica si tratta di un Ltro, un Long term refinancing operation, ovvero un piano di prestiti agevolati per la banche, ma modificato in modo che abbia conseguenze certe sull’economia reale. Il Fls infatti, prevede che le banche abbiano accesso al credito agevolato in proporzione alle erogazioni di prestiti effettuati sul mercato immobiliare.

Questa soluzione, ipotizzata da qualche mese sulla scia dei risultati positivi registrati in Inghilterra, avrebbe ripercussione sicure sull’economia reale.

Quantitative easing
Attraverso il quantitative leasing si allargherebbe la massa monetaria presente nel sistema dell’eurozona, sulla scia di ciò che stanno facendo altre banche centrali come la Fed o la Bank of Japan.

Questa opzione non ha ricadute immediate sull’economia reale, ma permetterebbe all’euro di prendere fiato sul dollaro, di frenare l’avanzata della deflazione e avere conseguenze positive anche sull’economia reale.

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