Reddito di cittadinanza (RdC): requisiti, importi, domanda e acquisti consentiti

Reddito di cittadinanza: qui la guida completa per scoprire chi ne ha diritto e quanto spetta, oltre alle regole previste per utilizzarlo al meglio senza incorrere in sanzioni.

Il reddito di cittadinanza è quella misura di “politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’inclusione sociale” introdotta dal Governo Lega-Movimento 5 Stelle per dare un sostegno economico ad integrazione dei redditi familiari inferiori ad una certa soglia.

In vigore da marzo, ad oggi sono 647 mila le domande per il reddito di cittadinanza accolte dall’Inps, con un importo medio di 540,00€ per le famiglie alle quali questo contributo è stato riconosciuto.

Molte altre domande sono attese nei prossimi mesi da parte di coloro che ancora non ne hanno fatto richiesta, perché non ne avevano ancora bisogno o semplicemente perché non credevano di soddisfare i requisiti descritti dalla normativa.

A tal proposito, ricordiamo che la normativa sul reddito di cittadinanza è in continua evoluzione: ad esempio, il Ministero del Lavoro ha pubblicato il decreto con gli acquisti vietati, facendo chiarezza su cosa si può acquistare con il contributo.

Ecco perché, sia chi già lo riceve che chi non ha fatto ancora domanda, dovrebbe restare aggiornato su normative e regole di questa misura; è questo l’obiettivo della nostra guida sul reddito di cittadinanza, la quale - nonostante questo strumento sia in vigore già da qualche mese - può essere ancora molto utile a coloro che non sanno come funziona e quali sono le regole da rispettare per beneficiarne.

Ci sono diverse fonti normative da consultare per capire come funziona il reddito di cittadinanza: ad esempio, l’Inps ha pubblicato sia una circolare esplicativa che una guida interamente dedicate a questa misura, mentre il Ministero del Lavoro ha realizzato il video che trovate all’inizio dell’articolo.

Il tutto è riassunto in questo approfondimento interamente dedicato al reddito di cittadinanza, dove trovate tutte le informazioni necessarie per non commettere errori: dai requisiti per farne richiesta ai moduli da compilare per la domanda, nonché sulle istruzioni necessarie per calcolarne l’importo.

Cos’è il reddito di cittadinanza?

Come si legge nella guida Inps, il reddito di cittadinanza - denominato anche come RdC - rappresenta un sostegno per le famiglie in difficoltà che nel contempo mira al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale dei componenti del nucleo familiare che ne hanno bisogno. Spetta sia agli italiani che agli stranieri, purché residenti in Italia da almeno 10 anni (di cui gli ultimi due in maniera continuativa).

Ci sono poi delle norme ad hoc per i disabili, mentre per gli Over 67 questo acquista il nome di pensione di cittadinanza.

Il reddito di cittadinanza, quindi, non è altro che uno strumento di sostegno economico rivolto alle famiglie con un reddito inferiore alla soglia di povertà.

A queste famiglie il reddito percepito viene integrato di una certa somma fino ad arrivare ad una determinata soglia, variabile a seconda della composizione del nucleo familiare.

Lo stesso vale per gli over 67: questi infatti dovrebbero avere un reddito familiare non inferiore ai 7.560€ (moltiplicato per il parametro di equivalenza) per condurre una vita dignitosa. Di conseguenza il reddito verrà integrato fino a quando l’assegno non raggiungerà la soglia suddetta. Per maggiori informazioni in merito potete consultare la nostra guida sulla pensione di cittadinanza.

Il reddito di cittadinanza però non è una sola misura assistenziale; oltre al contributo mensile, infatti, il beneficiario deve sottoscrivere un accordo con il centro per l’impiego accettando di frequentare dei corsi di formazione, di partecipare a dei lavori socialmente utili e di accettare almeno una delle tre offerte di lavoro che gli verranno presentate; in caso di mancato rispetto di questi obblighi si perde il diritto al reddito di cittadinanza.

Di reddito di cittadinanza se ne parla dal lontano 18° secolo; un reddito uguale per tutti, non soggetto ad alcuna condizione. In Italia se ne è cominciato a discutere con l’ascesa politica del Movimento 5 Stelle che lo ha presentato nel proprio programma elettorale del 2013.

In realtà c’è da dire che quello del Governo Conte è un progetto che non presenta le caratteristiche del reddito di cittadinanza, poiché è più affine a quello del reddito minimo garantito.

Infatti, nella concezione del Governo questa misura è utile per garantire un sostegno economico ai soggetti che vivono al di sotto della soglia di povertà. Il reddito di cittadinanza, invece, dovrebbe essere garantito indistintamente a tutti i cittadini, anche quelli appartenenti alle fasce più alte. Ecco perché è più corretto parlare di reddito minimo garantito.

Requisiti e beneficiari

È l’articolo 2 del decreto 4/2019 che ha introdotto il Rdc ad indicare i requisiti necessari per beneficiare di questa misura di contrasto alla povertà.

Nel dettaglio, qui si legge che i beneficiari devono:

  • essere in possesso della cittadinanza italiana, oppure cittadini di uno Stato membro UE. È riconosciuto anche agli stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno;
  • aver risieduto in Italia per almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 anni in maniera continuativa;
  • avere un ISEE inferiore a 9.360€;
  • avere un patrimonio immobiliare (nel quale non è compresa la casa d’abitazione) inferiore a 30.000€. Sono considerati anche i patrimoni detenuti all’estero;
  • avere un patrimonio mobiliare inferiore a 6.000€. Questo limite è innalzato di 2.000€ per ogni componente familiare successivo al primo (fino ad un massimo di 10.000€). Vi è poi un incremento di 1.000€ per ogni figlio successivo al secondo, e di 5.000€ in caso di presenza di una persona con disabilità nel nucleo familiare;

Non hanno diritto al reddito di cittadinanza, invece:

  • i nuclei familiari dove un componente sia in possesso di auto o moto immatricolati nei 6 mesi precedenti alla richiesta del RdC, nonché di auto di cilindrata superiore ai 1.600 cc e moto di cilindrata superiore ai 250 cc immatricolati negli ultimi 2 anni (clicca qui per approfondire);
  • i nuclei familiari dove un componente sia in possesso di navi e imbarcazioni da diporto;
  • i soggetti che si trovano in stato detentivo per tutta la durata della pena;
  • nuclei familiari dove uno dei componenti risulti essersi dimesso dal lavoro nei 12 mesi antecedenti al momento della domanda (ad eccezione delle dimissioni per giusta causa).

Non ci sono invece limitazioni per la Naspi; come si legge nell’ultimo comma dell’articolo 2 del decreto, infatti, il RdC è compatibile con l’indennità di disoccupazione.

C’è da fare un’ulteriore precisazione: il nucleo familiare se soddisfa i suddetti requisiti economici ha diritto al reddito di cittadinanza anche nel caso in cui tutti i componenti siano lavoratori.

Gli importi del reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza non ha un importo fisso; varia, infatti, in base alla situazione economica della famiglia che lo richiede. Nel dettaglio, come specificato nell’articolo 3 del decreto, il beneficio economico si compone di due differenti elementi:

  • integrazione fino a 6.000€ (annui) del reddito familiare;
  • integrazione pari all’ammontare del canone annuo di locazione (fino ad un massimo di 3.360€ annui) per le famiglie che sono in affitto. È prevista poi un integrazione (ma fino ad un massimo di 1.800€ annui) per i nuclei familiari che risiedono in un’abitazione di proprietà ma per la quale è stato contratto un mutuo.

Per quanto riguarda l’integrazione del reddito familiare in presenza di più componenti questo viene moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza, ovvero:

  • +0,4 per ogni componente familiare maggiorenne successivo al primo;
  • +0,2 per ogni componente minorenne.

Questo può essere incrementato fino ad un massimo del 2,1, elevabile a 2,2 qualora nel nucleo familiare ci sia un disabile. .

Il beneficio economico complessivamente non può superare i 9.360€ annui, ossia i famosi 780€ mensili (anche questa soglia va moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza).

Questo, invece, non può essere inferiore ai 480€ annui (clicca qui per le istruzioni per il calcolo del reddito di cittadinanza).

Durata e tempistiche del reddito di cittadinanza

Questo spetta all’interessato per tutto il periodo in cui ne soddisfa i requisiti. La misura, però, non può avere una durata superiore ai 18 mesi.

Vi è la possibilità di rinnovarla; in tal caso, però, il beneficio viene comunque sospeso per un mese. È bene sottolineare che qualsiasi variazione della condizione occupazionale da parte di uno o di più componenti del nucleo familiare (quindi sia in caso di assunzione che qualora si intraprenda una nuova attività come autonomi) va comunicata all’Inps entro 30 giorni, pena la decadenza del beneficio.

Per quanto riguarda le tempistiche, invece, sappiamo che per ricevere un responso bisogna attendere circa un mese; l’Inps, infatti, comunica l’esito della domanda entro gli ultimi quindici giorni del mese successivo a quello in cui è stata inoltrata la richiesta.

Successivamente, in caso di accoglimento dell’istanza, si riceve la convocazione da parte di Poste Italiane per il rilascio della carta acquisti e del PIN per utilizzarla; le prime somme riconosciute a titolo di integrazione del reddito familiare, invece, saranno accreditate nei primi giorni del secondo mese successivo a quello di presentazione della domanda (clicca qui per saperne di più).

Moduli per la domanda del reddito di cittadinanza

Ci sono tre diverse modalità per presentare la domanda per il reddito di cittadinanza:

  • modalità cartacea: presso gli uffici postali utilizzando il modello di domanda predisposto dall’Inps;
  • Centri di Assistenza Fiscale (CAF).

Negli ultimi due casi la domanda si può presentare dal 6° giorno di ogni mese.

Per la domanda c’è un solo modulo da presentare: questo è denominato con il codice SR180 ed è lo stesso che si utilizza anche per la richiesta della pensione di cittadinanza.

Modulo domanda reddito e pensione di cittadinanza (VERSIONE AGGIORNATA)
Clicca qui per scaricare il nuovo modulo Inps SR180 per la domanda di reddito e pensione di cittadinanza.

Tuttavia, l’Inps ha messo a disposizione altri due modelli integrativi alla domanda per il reddito di cittadinanza:

  • modulo SR182 (RdC/PdC Com-Ridotto): da utilizzare quando uno (o più) dei componenti del nucleo familiare abbia iniziato un’attività lavorativa prima dell’invio della domanda del reddito di cittadinanza e che questa non sia indicata nell’ISEE. Nel dettaglio, per le DSU presentate tra il 1° gennaio e il 31 agosto 2019 va compilato per le attività lavorative (sia come subordinato che da autonomo) successive al 1° gennaio 2017;
  • modulo SR181 (modello Esteso): da compilare quando la variazione della condizione lavorativa di uno dei componenti del nucleo familiare sia successiva alla presentazione della domanda del reddito di cittadinanza. Questo va utilizzato anche per segnalare eventuali dimissioni volontarie dal lavoro, o anche per la sopravvenienza di componenti in stato detentivo o ricoverati in istituti di cura (ovvero la cessazione dello stato detentivo o di ricovero).

Oltre ai moduli necessari ai fini della domanda non occorre ulteriore documentazione; al momento della richiesta, infatti, è sufficiente aver presentato la DSU, dal momento che sarà l’Inps ad associare l’ISEE alla domanda.

Una volta ricevuta la domanda l’Inps ha tempo 5 giorni per valutare il possesso dei requisiti richiesti utilizzando le banche dati a disposizione; in caso di accettazione della richiesta, il beneficio economico sarà erogato attraverso la carta RdC.

Si tratta di una carta acquisti realizzata da Poste italiane con un limite di prelievi in contanti di 100€ al mese (questo va moltiplicato per il parametro di scala di equivalenza) e con l’obbligo di spendere tutto il contributo entro il mese di erogazione; in caso contrario viene sottratto il 20% dell’importo residuo.

Sono vietate, inoltre, le spese per beni e servizi riferiti al gioco d’azzardo o che portano alla ludopatia.

Dopo aver presentato la domanda e ricevuta la comunicazione di accoglimento bisognerà attendere la comunicazione di Poste Italiane così da prendere un appuntamento per il ritiro della Carta Rdc e del relativo PIN. Ci sarà una sola Carta per famiglia, intestata al richiedente del beneficio.

Inoltre, entro 30 giorni dalla comunicazione di accoglimento della domanda, tutti i componenti del nucleo familiare - tranne quelli esonerati - devono rendere la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro, la cosiddetta DID. Questa può essere presentata ai centri per l’impiego, oppure presso i patronati convenzionati con l’Anpal.

Patto per il lavoro e per l’inclusione sociale

Così come per il REI, anche per beneficiare del reddito di cittadinanza bisogna partecipare ad un piano di reinserimento nel mondo del lavoro. Nel dettaglio, questi devono:

  • dichiarare immediata disponibilità al lavoro;
  • aderire ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale che prevede: attività al servizio della comunità, riqualificazione professionale, completamento degli studi.

Questi obblighi valgono per tutti i componenti del nucleo familiare che al momento della domanda non risultano occupati o che non frequentano un regolare corso di studi.

Nel dettaglio entro 30 giorni dalla data di accesso al reddito di cittadinanza bisognerà sottoscrivere il Patto per il lavoro presso il centro per l’impiego.

Questo patto consiste nel:

  • registrarsi al Sistema informativo unitario delle politiche del lavoro e consultare giornalmente l’apposita piattaforma per ricercare una nuova occupazione;
  • svolgere ricerca attiva di un nuovo lavoro;
  • accettare di prendere parte a corsi di formazione e di riqualificazione professionale;
  • sostenere colloqui psico-attitudinali ed eventuali prove di selezione finalizzate all’assunzione;
  • accettare almeno una delle tre offerte di lavoro “congrue”. I beneficiari del RdC oltre 12 mesi devono accettare la prima offerta utile di lavoro congrua;
  • rendersi disponibili per progetti a titolarità del Comune utili alla collettività, in ambito culturale, sociale, artistico, formativo, ambientale e di tutela dei beni.

A seconda della situazione, quindi, bisognerà sottoscrivere un differente patto con il centro per l’impiego. Nel dettaglio, chi è già adeguatamente formato deve sottoscrivere il Patto per il lavoro, con l’impegno quindi di impegnarsi attivamente nella ricerca di un impiego e di accettare una delle prime tre offerte di lavoro “congrue” che verranno presentate.

Chi invece ha bisogno di formarsi ancora, dovrà sottoscrivere il Patto per la formazione con Enti di formazione bilaterale, Enti interprofessionali o aziende.

Ci sono soggetti però che potrebbero non essere in condizione di lavorare: in tal caso il Patto da sottoscrivere è quello per l’inclusione sociale. Sia nel caso di Patto per il lavoro, che per quello di inclusione sociale, i soggetti interessati avranno l’obbligo di prendere parte a progetti utili alla collettività, se predisposti dai comuni, fino ad un massimo di 8 ore a settimana.

Sanzioni

Il reddito di cittadinanza non è per sempre; come abbiamo visto, infatti, questo si perde dopo 18 mesi, salvo la possibilità per il beneficiario di rinnovarlo.

Ma ci sono altri casi in cui il diritto al reddito di cittadinanza si perde. Questo, ad esempio, vale per coloro che non accettano una delle tre offerte di lavoro congrue ricevute. Nel caso di rinnovo del RdC, invece, questo si perde già quando non si accetta la prima offerta di lavoro congrua.

Ci sono poi altre sanzioni disciplinari: ad esempio, si perde il RdC quando non si partecipa ad un corso di formazione, oppure ci si rifiuta di prendere parte ad un colloquio o ad una selezione finalizzata all’assunzione.

Ma le sanzioni possono essere ben più severe: infatti, per chi mente su reddito o occupazione lavorativa (ad esempio nascondendo di lavorare in nero) scatta non solo la perdita del RdC e la restituzione delle somme indebitamente percepite, ma anche la reclusione da 1 a 6 anni.

Stessa sanzione si applica nei confronti di coloro che durante la percezione del reddito di cittadinanza hanno trovato un lavoro, omettendo di comunicare la variazione del reddito entro i termini previsti.

Cosa si può e non si può acquistare con il reddito di cittadinanza?

Concludiamo questa guida con gli ultimi aggiornamenti su come usare il reddito di cittadinanza, in base alle istruzioni pubblicate dal recente decreto del Ministero del Lavoro.

In questo viene specificato, chiarendo così una volta per tutte i dubbi dei titolari, che il reddito di cittadinanza può essere utilizzato per fare la spesa, acquistare farmaci e pagare bollette, affitto e rata del mutuo.

Si possono acquistare anche cellulari, computer e piccoli e grandi elettrodomestici, e non ci sono divieti per vino e altri alcolici. Il reddito di cittadinanza si può utilizzare anche per vestiti, mobilio, libri e giocattoli così come tutti quei beni che non sono stati inseriti nella lista degli acquisti vietati. Il decreto, infatti, pone un divieto di acquisto con reddito di cittadinanza solo per i seguenti beni:

  • giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità;
  • acquisto, noleggio o leasing di navi o imbarcazioni da diporto, nonché servizi portuali;
  • armi;
  • materiale pornografico e beni e servizi per adulti;
  • servizi finanziari e creditizi;
  • servizi di trasferimento di denaro;
  • servizi assicurativi;
  • articoli di gioielleria;
  • articoli di pellicceria;
  • acquisti presso gallerie d’arte o affini;
  • acquisti in club privati.

C’è ovviamente un modo per “aggirare” questo divieto: ogni mese, infatti, ai titolari del reddito di cittadinanza viene data la possibilità di prelevare del denaro contante nel rispetto di determinati limiti; è possibile quindi effettuare acquisti vietati utilizzando le somme prelevate dalla carta e pagando in contanti quanto dovuto.

È bene sottolineare poi che non è possibile utilizzare la carta prepagata per gli acquisti online, ad eccezione di quegli elettrodomestici comprati su Internet ma con la formula del ritiro in negozio.

Per maggiori informazioni su cosa fare e non fare con il reddito di cittadinanza consigliamo di consultare la nostra guida su come spendere il beneficio in maniera corretta.

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11 commenti

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Luke • 3 settimane fa

Buonasera.
Chiedo se sia possibile spendere oltre al carburante per la propria vettura intestata, oltre ai servizi di autorimessa e lavaggio (spese ammesse con relativi codici Ateco) anche le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria, necessarie per poter continuare ad usare l autoveicolo per gli spostamenti, specie per chi abita come me in campagna e non vi bus a meno di 3 km.
Inoltre il divieto di spese sui servizi assicurativi vige anche sulla R.C.A. o essendo obbligatoria per chi possiede un veicolo è ammissibile tale spesa ?

Vi ringrazio anticipatamente per le informazioni che riuscirete a darmi nel dipanare un dubbio che sinora non è stato chiarito.

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Giuseppe • 1 mese fa

Reddito di Cittadinanza promessi € 780,00 al mese 280,00 a chi paga affitto o mutuo io ho casa di propietà DOVREI AVERE € 500,00 IN TEORIA in pratica a maggio € 79,17 a giugno 2019 € 63,54 MOTIVO DECURTAZIONE CIRCA € 16.00 in meno. NON SO CHI RIVOLGERMI. Tra un paio di mesi a SETTEMBRE darò io a 5 STELLE € 187,50 al MESE come MI DAVA LA REI ogni 1 ( PRIMO ) del mese. SONO DELUSO AMAREGGIATO DALLE PROMESSE DEI POLITICI 5 STELLE. Giuseppe.

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Johanna • 2 mesi fa

Salve, se una persona percepisce Il Rei e facendo domanda RDC quet’ultimo Risulta di un importo inferiore, l’RDC viene negata?

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Gio8814 • 2 mesi fa

Salve volevo un informazione...io ho una pensione di invalidità.....mi è stato accettato il reddito di cittadinanza...ma se arrivo ad avere sul conto più di 6000 euro me lo tolgono? Grazie

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cavani • 3 mesi fa

Buonasera..anke a me hanno accolto il reddito....mi hanno approvato 106 euro come integrazione al reddito...vorrei chiarimenti perchè per questa cifra non si può lavorare 8 ore a settimana...

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Alex Rus • 4 mesi fa

Acdetttao e sarà di 110 euro al mese perché nel 2017 ho avuto entrate per circa 4600 euro incluso anche rendita catastale. Insomma se uno ha guadagnato nel 2017 6000 euro o comunque ha dichiarato nel 2018 gli viene erogata la differenza in 12 mesi ... e per questi 100 euro al mese tutta questa trafila e poi dare anche 8 ore a settimana di disponibilità al comune ... ma io non vado nemmeno a ritirare la carta

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Maria Carmela 4848i4 • 5 mesi fa

Salve avrei bisogno di un chiarimento... Il nostro nucleo composto da 6 persone di cui 4 minori risulta idoneo ai requisiti del RdC però l unica che può dare disponibilità al lavoro sono io che però dovendo accudire i miei figli portarli riprenderli da scuola e tutto il resto mi chiedo come dovrò fare.... Se do la disponibilità al lavoro chi badera ai miei figli?

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debbyc • 5 mesi fa

io credo che sia tutta una PRESA IN GIRO....in definitiva...la carta viene ricaricata di un importo tale fino a concorrere ai 6.000 € di reddito minimo per 1 persona
CIOE’... se tu hai avuto un reddito di 4.000€ nel 2017 ...oggi ti integrano il reddito di solo 2.000 €.....che è la somma che serve per arrivare ai 6.000€ di cui si parla

ma scusate!?????..... e poi se invece io durante quest’anno....2019 raggiungo un reddito di 6.489 €....che supera la soglia minima di 6.000 ALLORA MI CHIEDERANNO INDIETRO I 2.000 € PERCEPITI durante questo anno?

ATTENZIONE.... che alla figlia INVALIDA di una mia amica , è stato imposto di RESTITUIRE € 7.000 la indennità di invalidità per gli anni 2016 e 2017...perchè percepiva la NASPI e hanno detto che ha superato il reddito....
Quando la ragazza aveva chiesto se doveva sospendere l’assegno di invalidità, le hanno PURE RISPOSTO CHE NON C’ERA ALCUN PROBLEMA DI SORTA IN NESSUN SENSO.!!!

PRIMA LA DANNO...E POI LA CHIEDONO INDIETRO....che tu ormai quei soldi li hai usati per vivere ...e non li hai più....e non hai neppure un lavoro per poterli RIguadagnare e restituirli!!!
TI FANNO DIVENTARE DEBITORE ALLO STATO.... facendoti credere che ti stanno dando un aiuto!!!
SECONDO ME....FARANNO COSì ANCHE PER QUESTO RDC

SECONDO ME SONO TRAPPOLE...PER CREARE ETERNI DEBITORI ALLO STATO

QUESTO e’ un PRESTITO USURAIO

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Peter82 • 19 febbraio

Quoto Andrex, sono nella stessa e identica situazione, ho più di 26 anni e non risiedo con i miei genitori. Nel 2018 non ho percepito reddito.

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Andrex • 13 febbraio

Salve, vorrei un chiarimento per piacere.
Io mi sono trasferito da solo in un nuovo appartamento nel novembre 2018, in cui attualmente vivo. Ho più di 26 anni.

Vorrei chiedere il reddito di cittadinanza (non ho percepito reddito nell’anno 2018 e attualmente non lavoro) ma nel CAF mi hanno segnalato che per il calcolo del ISE devo inserire anche i redditi dei miei genitori.

Ma non si era detto che, superati i 26 anni, si può essere considerati separatamente dai genitori per la richiesta del reddito di cittadinanza?

Grazie per la risposta

Reddito di cittadinanza (RdC): requisiti, importi, domanda e acquisti consentiti

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